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Crack Midal, lettera aperta degli ex lavoratori

Saranno interrogati questo pomeriggio Paolo Barberini, Rosanna Izzi, Ivo Lucarelli, Sergio Gasbarra e Sandro Silenzi, tutti indagati per il crack della Midal Spa, la società che gestiva i 18 punti vendita a marchio Sidis tra le province di Latina e Roma.

In attesa che i cinque compaiano davanti al Gip Costantino De Robbio, pubblichiamo la lettera aperta inviataci da alcuni ex lavoratori del supermercato “Gusto Sidis” e della società di logistica “Co.Al Spa”. Parliamo dei 34 dipendenti che, poco più di un anno fa, al momento cioè della riapertura dei punti vendita con i nuovi marchi “Sigma Prime” e “Conad”, non accettarono le clausole imposte dal verbale di conciliazione che avrebbero dovuto firmare all’azienda per essere riassunti, e che diedero ad un vero e proprio sit in di protesta itinerante ribattezzato “Dis-Gusto Tour”.

“I titoli dei giornali locali, degli ultimi due giorni, hanno restituito alla nostra personale vicenda la verità e la giusta ricompensa a ciò che abbiamo subito insieme alle nostre famiglie quando venimmo licenziati con lettera raccomandata il 20 ottobre 2011.

È inutile dire quale disperazione ci colpì. Quanto è stato difficile comprendere sotto le apparenti difese istituzionali, nei tavoli politici provinciali che si sono offerti alla soluzione della vicenda con tanto di sindacati annessi, l’imbroglio che Midal e compagnia stava perpetuando ai danni di quattrocento lavoratori.

Ci siamo opposti in trentaquattro. I trentaquattro coraggiosi che non firmarono, contro tutti, quella vergogna di “verbale di conciliazione” che ci fu sottoposto, il quale prevedeva un tombale su tutte le nostre spettanze, giacchè la signora Izzi s’era curata bene di non pagarci nemmeno un euro del nostri stipendi e liquidazioni.

Oggi siamo fieri di esserci sdraiati a terra il primo maggio del 2011 sotto gli occhi indifferenti di questa città nel flash mob organizzato nell’ambito del “Disgusto Tour”, il Tour della verità sulla vicenda Midal. Allora gridavamo “giustizia!” e “reintegra!” per i lavoratori dell’ EX Midal, oggi finalmente possiamo leggere l’ordinanza di custodia cautelare di quei loschi figuri, che per niente imbarazzati, mostravano, solo un anno fa le loro facce davanti alla stampa come “salvatori della Patria” raccogliendo intorno a loro il favore di politici e sindacalisti. Se non avessimo esercitato il diritto di cittadinanza attraverso le nostre denunce, saremmo ancora in attesa di capire chi avrebbe dovuto “sostituirsi in solido” per pagare tutte le nostre spettanze. Oggi finalmente possiamo confidare nel lavoro della magistratura che farà chiarezza una volta per tutte su questa vicenda.

I trentaquattro “ribelli” della Ex Midal”

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