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Morto Alfonso Malinconico, camera ardente al tribunale di Latina

E’ morto a 83 anni Alfonso Malinconico, giurista e magistrato con una lunga e prestigiosa carriera. La camera ardente è stata allestita presso l’ospedale Goretti di Latina. Lunedì sarà allestita nell’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Latina, alle ore 15, per dare modo all’intera città di rendere omaggio a Malinconico.

Nella sua carriera di giudice ha avuto incarichi in molti importanti tribunali italiani, fino ad arrivare all’apice della sua carriera alla Corte di Cassazione. Alla famiglia le condoglianze di Latina24ore.it.

LA BIOGRAFIA. Alfonso Malinconico è nato a Nocera Superiore il 6 settembre del 1930. Ha trascorso l’infanzia tra Napoli e Portici. Nel 1941 la guerra lo vede sfollato a Scafati ove inizia a disegnare in campagna e sugli argini dei fiumi. Consegue la maturità classica ed è ammesso per esame ai corsi liberi di paesaggio presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza. In uno studio ricavato da una soffitta nel 1952, oltre alla pittura e alla scultura, sperimenta la ceramica, frequentando anche le botteghe ed i forni di Vietri sul Mare. Firma con la sigla “A.Malinc” che sarà trasformata in “Màlino”. Successivamente apprende le tecniche dell’incisione presso l’Istituto d’Arte di Urbino. Entrato in magistratura, continua a lavorare fino a quando nel febbraio del 1959 raggiunge il tribunale di Tolmezzo. E’ Pretore quindi a Pisticci ed a Fondi ove nel 1966 incoraggiato dalla moglie e da un gruppo ristretto di amici riprende l’attività artistica. Nel 1968 apre studio a Sperlonga e S. Maria C.V. Per alcuni anni lavora anche a Milano. Dal 1976 si è stabilito a Latina dove ha concentrato tutte le attività. Ha pubblicato monografie e ha collaborato a riviste giuridiche e letterarie.

A Caserta è ricordato per essere stato giudice-estensore della sentenza di condanna dei rivoltosi del calcio in qualità di componente il collegio giudicante del Tribunale di S. Maria C.V. ma anche per la Mostra “Arte Impegno ‘74” e le illustrazioni a libri oltre che per i suoi quadri. Lasciata la carica di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione si è dedicato con maggiore impegno alla letteratura ed ha sfornato una produzione pregevole di piccoli “tesori dell’arte letteraria”. Poeta, pittore, scrittore, giurista, traduttore di poemi spagnoli Màlino, (questo il suo pseudonimo in pittura) è stato un vero protagonista dell’arte contemporanea. (fonte: blog di Prospero Cecere)

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