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FASTWEB, IN CARCERE UN IMPRENDITORE DI LATINA

Un imprenditore residente a Borgo Le Ferriere è in carcere per l’inchiesta su Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Si tratta di Antonio Ferreri, 46 anni. L’uomo, rinchiuso nel carcere di via Aspromonte, è comparso davanti al giudice Tiziana Coccoluto per l’interrogatorio di garanzia.


E’ accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro. L’imprenditore ha lavorato come amministratore nelle società “Webwizard” e “Cmc” che fornivano servizi a Fastweb. Secondo l’accusa si tratta di due delle numerose società coinvolte nella frode della compravendita di servizi inesistenti. «Le società offrivano – spiega il suo avvocato Fabio D’Amato – un servizio reale di intermediazione nei confronti di Fastweb».

Secondo l’accusa, invece, potrebbero essere delle società “vuote”, fittizie, create appositamente per effettuare la finta compravendita, rigirando i prodotti all’estero e andando in credito di Iva. «Il mio assistito – aggiunge l’avvocato D’Amato – è stato amministratore di queste società fino al 2003. Di fronte al giudice ha avuto un atteggiamento assolutamente collaborativo spiegando di essersi occupato solo di rapporti gestionali interni e non di marketing e accordi con altre società esterne. Di questo si occupavano altre persone».

Coinvolto nell’inchiesta anche il maggiore della Guardia di Finanza, Luca Berriola, per circa quattro anni in servizio a Terracina. Anche lui, interrogato nel carcere di Regina Coeli, ha negato le accuse davanti al giudice Aldo Morgigni.

 

 

 

 

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