Website Security Test
Banner Bodema – TOP

IZZO: A 35 ANNI DAL MASSACRO DEL CIRCEO NOZZE IN CARCERE

Angelo Izzo, condannato per il massacro del Circeo e per il duplice omicidio di Ferrazzano, torna a far parlare di sè. Tre mesi dopo la bufera in cui era finita Donatella Papi, la giornalista che gli ha chiesto di sposarlo e ha annunciato l’intenzione di dimostrare l’innocenza del pluriomicida, sono uscite le pubblicazioni delle nozze che si svolgeranno il 10 marzo nel carcere di Velletri, dove Izzo è rinchiuso. La notizia è stata diffusa dal Messaggero. Continua così a destare stupore e polemiche uno degli autori dell’efferato massacro, avvenuto il 30 settembre 1975.

IL DELITTO DEL CIRCEO. Quella sera in una villa del Circeo Gianni Guido, 19 anni, Angelo Izzo, 20 anni, e Andrea Ghira, 22 anni, picchiano, violentano e annegano una studentessa di 19 anni, Rosaria Lopez, e riducono in fin di vita una sua amica di appena 17 anni, Donatella Colasanti, che riesce a salvarsi solo facendosi credere morta dai tre massacratori. Proprio credendola morta, infatti, Izzo, Guido e Ghira la chiudono con la Lopez nel bagagliaio della loro auto, una Fiat 127. Sarà la Colasanti a raccontare i dettagli di quelle 36 ore di terrore. I tre giovani invitano le due ragazze a una festa nella villa. Festa che per le giovani si trasforma presto in un incubo. Sono le 19,30 quando Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira dicono alle ragazze che le avrebbero addormentate per poi riportarle a Roma.

I tre massacratori preparano due siringhe con del liquido rosso. Poi Rosaria e Donatella vengono separate, la Lopez viene portata da Izzo e Guido al
piano di sopra, mentre la Colasanti resta al piano terra con Ghira. Quando si accorgono che le iniezioni non fanno effetto, la situazione precipita. La Colasanti sente l’acqua scorrere nel bagno del piano di sopra, dove Izzo resta con la Lopez mentre Guido e Ghira si alternano per aiutarlo. Poi, atterrita, sente le grida della ragazza, a tratti interrotte come se le stessero infilando la testa nell’acqua. Qualche minuto di urla, poi il silenzio. Per Rosaria Lopez è la fine.

I suoi assassini passano a colpire l’amica. Quando scendono dal piano superiore e si rendono conto che anche sulla Colasanti l’iniezione non ha avuto effetto, i tre cominciano a colpirla alla testa con il calcio della pistola, poi la prendono a pugni e le legano un laccio attorno al collo. La trascinano nuda per tutta la casa. La Colasanti sviene. Quando si riprende sente qualcuno dire: ‘Questa qui non vuole morirè. A questo punto, disperata, la ragazza capisce che la sola cosa da fare per salvarsi è fingersi morta. Alle 21 Guido, Izzo e Ghira avvolgono in teli di plastica quelli che ritengono essere due cadaveri e li caricano nel portabagagli della Fiat 127. Poi, tornano a Roma.

Alle 23.30, parcheggiano la macchina in Via Pola e vanno in pizzeria. Poi, alle 2.50 una donna che abita in un appartamento del palazzo davanti al quale è ferma la Fiat 127 bianca sente i pugni e i lamenti della Colasanti. Alle tre arrivano i Carabinieri e si trovano davanti Donatella Colasanti, livida e insanguinata. Accanto a lei il corpo della Lopez. Angelo Izzo e Gianni Guido vengono fermati e arrestati quella notte stessa. I due vengono processati e condannati all’ergastolo in primo grado nel 1976. Guido però si vede modificare, il 28 ottobre 1980, la condanna per il massacro
del Circeo a 30 anni dopo la dichiarazione di pentimento e l’accettazione da parte della famiglia della ragazza uccisa di un risarcimento. In seguito, riesce ad evadere dal carcere di San Gimignano nel gennaio del 1981.

Guido fugge a Buenos Aires dove però viene riconosciuto ed arrestato poco più di due anni dopo. In attesa dell’estradizione, nell’aprile del 1985 riesce ancora a fuggire, ma nel giugno del 1994 viene di nuovo catturato a Panama, dove si era rifatto una vita come commerciante di autovetture, ed estradato in Italia. Insieme a Guido e Izzo, viene condannato all’ergastolo anche Andrea Ghira, che, invece, fa perdere
subito le sue tracce. E rimane latitante fino alla sua morte. È il 29 ottobre 2005 quando gli investigatori della polizia danno la svolta conclusiva alle indagini su Andrea Ghira. Erano sulle sue tracce da tempo, intercettando le conversazioni dei suoi familiari. Così si scopre che, in realtà, il caporalmaggiore Massimo Testa, alias di Andrea Ghira è morto per overdose undici anni prima in Spagna ed è sepolto nell’enclave spagnola di Melilla.

Quindici giorni dopo una delegazione della polizia scientifica accerterà che i resti di Testa appartengono proprio ad Andrea Ghira. È il 26 novembre quando il test del dna dà il risultato definitivo. In quello stesso giorno Donatella Colasanti si fa avanti con l’ultima azione legale nei confronti del suo aguzzino, chiedendo alla sua famiglia un risarcimento dei danni che il suo avvocato quantifica subito in un milione di euro. Il 30 dicembre 2005 Donatella Colasanti, sopravvissuta al massacro del Circeo, muore a Roma dopo una lunga malattia all’età di 47 anni. Nella sua vita ha sempre chiesto giustizia per quanto accaduto quella sera perché secondo lei, soprattutto sul ritrovamento del cadavere di Andrea Ghira, c’erano ancora molti interrogativi da sciogliere. Lo ha fatto anche in punto di morte, quando al suo legale disse: «Battiamoci per la verità».

IL MOSTRO TORNA A UCCIDERE. Ma nel 2005 si è riaperto due volte il capitolo oscuro del massacro del Circeo: il 30 aprile due corpi vengono trovati parzialmente sepolti all’interno del giardino di una villetta a Ferrazzano (Campobasso). Si tratta dei cadaveri di madre e figlia, Maria Carmela Limucciano e Valentina Maiorano, rispettivamente moglie e figlia di Giovanni Maiorano, esponente della Sacra Corona Unita. Ad ucciderle è stato Angelo Izzo, divenuto amico del boss in carcere a Palermo. Izzo se ne era conquistato la fiducia e, non appena ottenuto dai giudici il permesso di uscire dal carcere, le ha uccise. La polemica sul permesso concesso al massacratore del Circeo infiammano i tribunali. Al punto che l’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli avvia un’indagine sul caso. Per il duplice delitto di Ferrazzano Izzo viene condannato all’ergastolo il 4 marzo del 2008 dalla Corte d’Assise d’Appello di Campobasso. Sentenza confermata dalla prima sezione penale della Cassazione che, il 20 novembre del 2008, respinge il ricorso presentato dalla difesa di Izzo, condannando il massacratore del Circeo al carcere a vita.

«Nulla di strano» per l’avvocato Filomena Fusco, uno dei legali del mostro del Circeo Angelo Izzo, «che qualcuno possa avere una sorta di interesse per un detenuto e decidere di sposarlo; oltretutto – aggiunge – si tratta di una persona sana di mente e capace di intendere e volere che ha deciso di contrarre matrimonio». Il detenuto in questione è proprio Izzo, condannato due volte all’ergastolo per efferati delitti ed ora recluso nel carcere di Velletri dove il prossimo 10 marzo sposerà la giornalista Donatella Papi. La notizia ha suscitato molto clamore in Molise dove il 28 aprile 2005, in una villetta di Ferrazzano, in provincia di Campobasso, Izzo uccise una madre e la figlia (di 14 anni), Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, seppellendo poi i loro corpi nel giardino della casa. Izzo era in semilibertà a Campobasso. «Da quanto mi risulta anni fa – prosegue l’avvocato Fusco – quando era detenuto a Campobasso, si era interessata a lui una ragazza cinese. Ripeto, però, non ci vedo assolutamente nulla di strano sotto il punto di vista strettamente umano». A metà degli anni settanta, in una villetta del Circeo, insieme con Gianni Guido e Andrea Ghira, Izzo seviziò ed uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti che si salvò fingendosi morta. Il 10 marzo prossimo le nozze con la giornalista romana Donatella Papi che ha più volte affermato che dimostrerà l’innocenza di Izzo. A muovere il primo passo ufficiale – dopo una conoscenza avvenuta per via epistolare, sebbene in gioventù, «ai tempi pariolini», avessero amici comuni – sarebbe stata la stessa Papi, che il 30
ottobre scorso ha scritto al direttore del carcere di Velletri chiedendo di essere autorizzata a incontrare Izzo, per «concordare con lo stesso le modalità e le autorizzazioni necessarie al fine di contrarre matrimonio in regime intramurario».

Indignazione su Facebook. «Sposo Angelo Izzo, il mostro del Circeo»…Ma k ca… stai dicendo???’. ‘Mandiamo Donetella Papi a Uomini&Donne, cosi non sposa Angelo Izzo (mostro)’ e ancora ‘Mostriamo tutto il nostro disprezzo per Donatella Papì. Sono solo alcuni delle decine di gruppi nati su Facebook per commentare la notizia delle nozze tra Angelo Izzo, il pluriomicida noto come ‘il mostro del Circeò con la giornalista Donatella Papi fissate ufficialmente – almeno stando alle pubblicazioni – per il 10 marzo prossimo nel carcere di Velletri, dove Izzo è rinchiuso. «Ma magari se la sposa!! e la fa in 348785735878575282580000….. pezzettini!!!! che tristezza… sempre peggio :((», scrive Rosanna. Mentre Giusy propone una
provocatoria colletta: «Compriamo 50 centesimi di benzina per darle fuoco!!!!» Clara usa invece l’arma dell’ironia: «Vi consiglio Barcellona come viaggio per la luna di miele ma noooo Barcellona di Spagna, bensì Barcellona Pozzo di Gotto (Me) dove trovasi ‘Il manicomio criminalè l’unico posto dove tutti e due potreste soggiornare». Insomma, contro le nozze del ‘mostrò e la giornalista, dalla rete il coro è quasi unanime. Tuttavia Izzo sul popolare social network non trova solo detrattori. Tra i 49 gruppi sorti spontaneamente in rete ce ne sono anche alcuni a sostegno del mostro
del Circeo. Come ‘Angelo Izzo amico d’infanzià fondato da Marco che agli insulti dei cibernauti («a cog…ne ma che ca… di gruppi crei? Mi auguro che le diavolerie che questo demonio ha compiuto su quelle povere donne capitino a te! ma che cazzo di gruppo è! sei uno schifo!») replica sostenendo che «si tratta solo di goliardia», scatenando alre valanghe di commenti indignati.

Comments

comments

  • raffaelllo

    izzo un bandito pazzo, criminale senza scrupoli, assassino ignobile, peraltro pure infame a sia per quello che ha fatto a 4 donne sia perch

  • pupetta

    Ma che ci aspetta il governo a riaprire i manicomi ed a buttarci dentro questo bruto criminale e questa psicopatica incallita?

MandarinoAdv Post.