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NUCLEARE, I SINDACI SOLLECITANO LE COMPENSAZIONI

Questa sera a Roma, presso la sede del Ministero, la Consulta ANCI dei Comuni sede di servitù nucleari incontrerà il Sottosegretario allo Sviluppo
Economico Stefano Saglia per affrontare il tema del ripristino delle misure compensative.


Si tratta di un incontro fortemente sollecitato dal sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, che è stato promotore, nel settembre del 2006, del primo Coordinamento nazionale dei sindaci di territori che ospitano le ex centrali nucleari italiane. Fu proprio il capoluogo pontino infatti ad ospitare la prima riunione dei sindaci di di Caorso, Trino Vercellese, Ispra, Latina, Sessa Aurunca, Saluggia, Bosco Marengo, Rotondella e Roma, e ad esser unanimemente designato dagli stessi sindaci quale sede nazionale della Consulta.

Sempre a Latina, un mese dopo, fu firmato il primo protocollo d’intesa con il quale si chiedeva, fra l’altro, al Governo “l’avvio con urgenza delle procedure necessarie per accelerare lo smantellamento completo degli impianti, previa individuazione del deposito nazionale, la messa in sicurezza dei materiali radioattivi, e la assoluta urgenza di avviare le procedure per il trasferimento all’estero del combustibile irraggiato ancora presente sui siti nucleari con l’impegno che al momento del rientro in Italia il materiale riprocessato non dovrà essere collocato nei siti di partenza, ma presso il deposito nazionale di cui alla Legge n. 368 del 2003”.

A distanza di oltre 3 anni, ancora mancano certezze su questi temi. Oggi i sindaci chiedono certezze per il futuro soprattutto in tema di
politiche nucleare. “E’ necessario innanzitutto chiudere con il passato” – afferma il sindaco Zaccheo, facendosi portavoce delle richieste dei sindaci
della Consulta: le aree sulle quali insistono le vecchie servitu’ nucleari non devono essere prese in considerazione per realizzare le nuove centrali e
il deposito nazionale per i materiali e le scorie radioattive. Al tempo stesso vanno subito restituite le somme che spettano ai Comuni sedi di
nucleari in virtu’ delle misure compensative stanziate dal 2003 dal decreto ‘Scanzano’ (Dl 314/03 e convertito dalla legge n. 368/03) e poi decurtate
del 70% annuo dalle manovre finanziarie 2005 e 2006.

“La mancata erogazione del 70% parte delle compensazioni economiche previste ex legge 368 è fatto gravissimo – sottolinea il sindaco – e comporta un
grave pregiudizio per le comunità che hanno dovuto subire per decenni un freno a qualsiasi ipotesi di sviluppo del territorio e alle quali oggi
spettano di diritto investimenti capaci di rimettere in moto economia e processi di crescita.

Ferma presa di posizione anche in merito alla necessità di ottenere risposte certe rispetto alla dismissione dei vecchi siti, a partire dall’esigenza di
dare priorità alla liberazione delle aree dai vincoli e individuare tutte le  iniziative utili alla riqualificazione e rivalutazione dei territori
interessati. La città di Latina ha una marcia in più in tal senso, avendo già individuato nel complesso portuale integrato di Foceverde, inglobato
nella più generale rivalutazione della Marina e dei borghi, la via della riqualificazione territoriale. Prioritario, inoltre, avere certezze sui
tempi di messa in sicurezza dei vecchi impianti.

Temi fortemente ripresi nel corso dell’ultimo confronto tenutosi in sede Anci, con il presidente Sergio Chiamparino che condividendo appieno le
posizioni del sindaco Zaccheo ha inviato una lettera ai ministri Claudio Scajola (Sviluppo economico) e Giulio Tremonti (Economia) sollecitando un
incontro urgente “in vista dell’avvio delle procedure per la ripresa della produzione di energia da fonte nucleare” ed avanzando istanze che, se non
ascoltate, potrebbero portare ad “azioni clamorose che potrebbero minare la credibilità delle istituzioni nei territori già oggetto di servitù, nonché
in quelli che potrebbero esserne oggetto in futuro”.

I temi ancora aperti riguardano la “dismissione dei vecchi siti nucleari, a partire dalla necessità liberare le aree dai vincoli e individuare tutte le
iniziative utili alla riqualificazione e rivalutazione dei territori interessati”.

In particolare, evidenziano Zaccheo e Chiamparino, è urgente e necessario ripristinare con urgenza, nel primo provvedimento legislativo utile, l’importo
originario delle compensazioni a favore degli Enti locali sedi di impianti  nucleari, così come stabilito dal cosiddetto decreto Scanzano. Ove questo
non fosse possibile nell’immediato, l’ANCI chiede che “i Comuni che tanto hanno già dato, in termini di servitù e disagi, alla comunità, possano
almeno ricevere dei certificati/attestati dei crediti vantati nei confronti del bilancio dello Stato, per i quali si preveda, comunque – certamente in
futuro, la solvibilità degli stessi. In tal modo si consentirà ai Sindaci di porre questi titoli a bilancio come certezza dei crediti vantati, spendibili
come anticipo bancario.

“E’ arrivato il momento delle risposte certe” – conclude il sindaco Zaccheo rilanciando sulla ferma volontà di garantire alla comunità locale il diritto
alla salute, alla sicurezza e allo sviluppo del territorio dopo decenni di servitù.

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