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Osserfare, le imprese tentano di arginare la crisi

Osserfare, l’osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina, ha diramato i dati relativi al movimento delle imprese al primo semestre 2012 e la congiunturale per il terzo trimestre 2012. Per quanto riguarda i dati Movimprese, Latina si attesta, con un saldo positivo dello 0,54%, al di sopra della media nazionale, ponendosi nel Lazio subito dietro Roma.

I dati congiunturali per il terzo trimestre 2012 non sono invece dei più rosei. Le imprese prevedono infatti un peggioramento del già negativo trimestre precedente, che aveva fatto registrare un calo del 40%.

“L’economia provinciale” ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola “continua a reggere pur in una situazione di difficoltà. Il risultato al di sopra della media nazionale, pur registrando una lieve flessione rispetto alle rilevazioni di giugno 2010 e giugno 2011 dimostra una sostanziale vitalità delle nostre imprese. Ci fa ben sperare in tal senso il risultato dell’export, che rapportando il I semestre 2012 al I semestre 2011, evidenzia un +4,2% al fronte di una media regionale del +1,6% (dati Osserfare). E’ d’altro canto evidente la grande difficoltà delle imprese in un’analisi congiunturale che ne mette in luce gli umori negativi e il sostanziale pessimismo. Ci auspichiamo che le misure per la crescita individuate dal Governo italiano possano dare impulso alla nostra economia. Nel frattempo abbiamo la responsabilità di proseguire lungo la strada del sostegno alle imprese. Gli ultimi dati Osserfare aggiornati al 31 marzo 2012, evidenziano una situazione di sostanziale immobilismo negli impieghi, con un +0,8% rispetto al 30 giugno 2011, ma in progressiva decrescita se verificato sull’andamento trimestrale”.

I DATI MOVIMPRESE

L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO

Dopo il pesante bilancio demografico fatto registrare nella prima porzione d’anno, in cui si è rilevata in Italia, una perdita netta di 26 mila imprese, l’andamento demografico delle imprese nei successivi mesi, da marzo a giugno 2012, sebbene ancora sottotono rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con appena 31 mila imprese in più, mostra comunque un parziale recupero delle vitalità imprenditoriale. Dunque, il primo semestre 2012, penalizzato dalla deprimente performance dei primi tre mesi, mette a segno per l’Italia una crescita appena accennata dello 0,09%, a fronte dello 0,48% rilevato a giugno 2011.

In tale quadro, il Lazio conquista il primato per la crescita imprenditoriale (+1,09%), trainato dal mercato capitolino (+1,38%) e con ben due province tra le prime otto nella graduatoria nazionale per tasso di sviluppo imprenditoriale: a Roma si affianca, infatti, Latina con il +0,54%.

La nostra provincia conferma, dunque, la vitalità imprenditoriale consueta, tuttavia la tendenza in serie storica conferma anche l’altrettanto preoccupante progressiva flessione del tasso di sviluppo imprenditoriale locale (+0,65% a giugno 2011, +0,78% a giugno 2010), che rispecchia pienamente la progressiva erosione da parte della crisi degli “spazi imprenditoriali” soprattutto delle realtà di piccola dimensione, alternativa “tipica” alla disoccupazione, ma sempre meno sostenibile in relazione ai deboli livelli di consumo attuali.

Dai dati risultanti dal Registro delle Imprese della CCIAA di Latina, relativi al I semestre dell’anno, le imprese iscritte risultano 57.733 di cui 47.374 attive (82,06% del totale); il saldo in valore assoluto è di +310 unità, determinato dalla differenza tra 2.314 imprese iscritte dall’inizio dell’anno e 2.004 cessazioni non d’ufficio alla data del 30 giugno.

Il tasso di natalità si attesta al 4,00%, in linea con i valori tendenziali (+4,04% nei primi sei mesi del 2011) e la mortalità sale al 3,47% (era il 3,39% a giugno 2011 e il 3,06% nel giugno 2010).

L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO PER SETTORE

Il quadro riassuntivo per settori viene evidenziato nella successiva tabella, elaborata tenendo conto del criterio di classificazione delle attività imprenditoriali ATECO 2007.

Dall’analisi per settori di attività economica, salvo la conferma delle tendenze relative ai settori “classici” (agricoltura, industria e commercio al dettaglio e ingrosso), emergono tendenze marcatamente più accentuate nel 2012 rispetto al passato per alcune attività che oggi sembrano aver un maggior appeal.

Come sottolineato, si registra infatti l’ulteriore contrazione del comparto agricolo, seppur a ritmo decisamente più contenuto in termini tendenziali (-0,70%, rispetto al -1,19% a giugno 2012), mentre il manifatturiero è sostanzialmente fermo (-0,04% il tasso di sviluppo). Anche il settore del Commercio non mostra ottimistici segnali, facendo registrare un tasso di crescita negativo (-0,19%), in lieve peggioramento rispetto a quello del I semestre 2011 (-0,08%). Quest’ultimo è la sintesi di tendenze divergenti dei diversi segmenti: crescono gli intermediari all’ingrosso dei prodotti alimentari, in evidente difficoltà i dettaglianti di piccola taglia, soprattutto nei settori dell’abbigliamento e del calzaturiero; “tirano” tabacchi e telefonia.

Sempre dal lato dei valori negativi riscontrati in questo primo semestre del 2012, vanno evidenziati il –2,02% delle Attività Finanziarie e assicurative, a conferma del trend rilevato anche nelle precedenti rilevazioni e il –0,07% delle Attività dei servizi di alloggio e ristorazione, laddove allo stesso periodo del 2011 avevano fatto riscontrare, invece, un tasso di crescita positivo del +2,07. Un campanello d’allarme abbastanza preoccupante quest’ultimo, se si considera che la rilevazione è fatta prima dell’inizio della stagione estiva, che dovrebbe rappresentare il periodo più profittevole per attività di questo genere.

Rimane inalterato a giugno 2012 il settore delle Attività immobiliari, mentre era stato più che positivo alla stessa data del 2011 (+2,50%) ad ulteriore conferma del momento di difficoltà del mercato degli immobili.

Tralasciando di evidenziare il tasso di crescita negativo del settore Estrattivo, per via del numero esiguo di imprese operanti, passiamo ad esaminare i settori per i quali si sono riscontrate le migliori performances.

Il valore positivo registrato dal settore Energetico (+9,26%) balza subito agli occhi, a dimostrazione delle sue potenzialità, soprattutto nel campo dello sviluppo e lo sfruttamento delle nuove fonti energetiche. Notevole anche la crescita delle Attività professionali escientifiche che hanno evidenziato un +3,20% alla fine del semestre a fronte di un +1,82% del giugno 2011. In aumento anche le Attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+1,86%) in raffronto con il dato dello stesso periodo del 2011 (-0,75%). Buono anche il dato dei Servizi diinformazione e comunicazione (+0,75%, mentre era stato –0,84% nel 2011).

Pur avendo fatto rilevare un valore di crescita positivo (+0,37%), le Costruzioni risultano in lieve flessione se confrontate con il dato del primo semestre 2011 (+0,54%) e lo stesso dicasi per il Trasporto e magazzinaggio (+0,89% a giugno 2012, +1,05% nel 2011) e per le Altre attività di servizi (+0,59%, contro il +1,16 a giugno 2011).

LE FORME GIURIDICHE

Passando ad esaminare le forme giuridiche che le imprese pontine scelgono per svolgere le proprie attività, si conferma il trend positivo delle Società di Capitali +1,81% (anche se in flessione rispetto al dato del 2011, +2,25%). Dato negativo per le Società di persone (-0,46%) che evidenziano una inversione di tendenza sia rispetto ai dati dello scorso anno allo stesso periodo (+0,17%) sia rispetto ai dati evidenziati nelle ultime rilevazioni effettuate. Tornano a crescere, pur se in termini molto contenuti, le imprese individuali (+0,06%), laddove lo scorso anno avevano fatto registrare un dato invariato. In aumento le Altre Forme, con un tasso di crescita del 2,24% contro un +1,26% del 30 giugno 2011.

In termini percentuali le forme societarie rappresentano, alla fine del I semestre 2012, più del 41% delle imprese registrate.

L’ARTIGIANATO

Il comparto dell’artigianato, a giugno di quest’anno, ha fatto registrare 9.660 imprese iscritte (erano 9.613 allo stesso mese del 2011), che rappresentano il 16,73% del totale delle imprese registrate, pressoché sugli stessi livelli del giugno 2011 (16,64%). Anche nel primo semestre 2012, il comparto dell’artigianato mostra un tasso di crescita leggermente negativo (-0,07%), sia in attenuazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,15%) che al primo trimestre di quest’anno che, come già sottolineato in premessa, ha registrato una pesante performance complessiva. In valori assoluti si è rilevato un saldo negativo di –7 imprese, derivante dalle 391 nuove iscrizioni dall’inizio dell’anno, a cui vanno sottratte le 398 cessazioni.

Il comparto, è contraddistinto, come già detto in altre occasioni, da una sostanziale polverizzazione delle imprese, ed è rappresentato per lo più da imprese individuali che sono di poco inferiori all’80%. Le imprese di capitali sono ancora una percentuale abbastanza modesta (4,81%), ma in crescita.

I settori imprenditoriali nei quali si concentrano il maggior numero di imprese artigiane sono rispettivamente le Costruzioni con 3.404 imprese, seguite dal Manifatturiero con 2.113 imprese e dalle altre Attività di servizi con 1.623. Questi 3 settori assorbono quasi il 74% di tutte le imprese artigiane. Da rilevare anche che le imprese di Costruzioni iscritte all’artigianato costituiscono quasi il 44% del totale delle imprese del settore iscritte al Registro delle Imprese e le Manifatturiere artigiane sono quasi il 43% del relativo totale. Si comprende quindi che i valori di crescita poco esaltanti fatti registrare, sul piano generale, da questi due settori di primaria importanza sono in un certo qual modo collegati direttamente alla situazione contingente del comparto artigiano.

Alla fine del semestre le imprese artigiane che hanno fatto rilevare le migliori performance del tasso di crescita sono quelle dei settori relativi ai Servizi di informazione e comunicazione (+8,11%) e alle Attività professionali, scientifiche e tecniche con un +4,49%. Valori che però debbono essere valutati tenendo conto del numero abbastanza contenuto di imprese artigiane operanti nei rispettivi campi di attività. Per quanto riguarda i settori cardine dell’artigianato, di cui sopra abbiamo fatto menzione, le Costruzioni hanno fatto registrare un tasso di crescita ancora negativo (-0.06%) ma in miglioramento rispetto a giugno 2011 (-0,51%) e il Manifatturiero un valore negativo (-0,84%) in controtendenza rispetto al I semestre 2011 (+0,14%). Le Altre attività di servizi registrano un valore positivo del tasso di crescita (+0,56%), migliore dello 0,25% del I trimestre del 2012 e del tasso invariato del mese di giugno 2011.

LE IMPRESE GIOVANILI

Quello delle imprese giovanili è un campo di recente rilevazione, che permette di osservare quali siano i settori economici preferiti dalle nuove generazioni di imprenditori. Per quanto riguarda la provincia di Latina alla fine del semestre risultano essere presenti 6.820 imprese con tali caratteristiche, che rappresentano quasi il 12% del totale delle imprese registrate. Tale valore è superiore sia a quello rilevato a livello regionale, dove non raggiungono il 10% del totale e superiore a quello nazionale (10,54%). I settori di preferenza sono il Commercio (29,47% del totale imprese giovanili), le Costruzioni (14,22%) e l’Agricoltura (12,82%). In termini di comparazione con il totale del settore, le imprese giovanili rappresentano una componente significativa soprattutto nelle Altre attività dei servizi dove sono quasi il 19% del totale delle imprese registrate nel R. I. e nel settore del Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese dove sono poco più del 16%.

LE IMPRESE STRANIERE

Le imprese straniere sono anche esse una componente che merita di essere analizzata. In questo senso dobbiamo rilevare che a livello Paese, le imprese di matrice estera hanno raggiunto un peso percentuale del 7,65% alla fine di giugno 2012, con un trend in aumento. Per quanto riguarda il Lazio, le imprese straniere presenti nella regione, mostrano un peso relativo superiore (8,69%) a quello registrato per l’Italia. Tale fenomeno è facilmente spiegabile con il gran numero di imprese straniere presenti su Roma e provincia (9,75%), che influenzano il dato a livello regionale. Per quanto riguarda le altre realtà regionali esse si posizionano tutte al di sotto del valore nazionale, con la provincia di Latina che ha fatto riscontrare una componente straniera del 5,43%. I dati di tutte le province sembrano comunque confermare un trend di crescita.

Focalizzando l’esame sulla provincia di Latina in termini assoluti sono presenti 3.133 imprese straniere. I settori nei quali sono presenti il maggior numero di imprese straniere, intese con questo termine sia le Comunitarie che le Extracomunitarie, sono il Commercio (1.232 imprese) il 7,82% del totale delle imprese dell’intero settore, seguito dalle Costruzioni (546 imprese pari al 7,02% del totale). In termini relativi il settore nel quale la presenza straniera ha un peso relativo maggiore è quello del Noleggio, agenzie di viaggio, servizi per le imprese dove rappresentano l’8,51% delle imprese presenti nel settore. La cosa che deve essere rilevata con un certo interesse a conferma di quanto già evidenziato nella precedente rilevazione temporale, è il fatto che al termine del primo semestre 2012, mentre le imprese italiane hanno fatto rilevare un tasso di crescita dello 0,28%, con un saldo positivo in termini assoluti di 151 unità, le imprese straniere hanno fatto registrare un tasso di crescita del 5,10%; nel dettaglio le Comunitarie crescono del 4,69% (saldo di +48 imprese), quelle di matrice Extracomunitaria del 5,31% (saldo di +105 imprese), a dimostrazione di una vitalità veramente degna di nota. (fonte Camera di Commercio)

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