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Viminale: nel Lazio si voti al più presto

Nel Lazio si voti presto, prestissimo. Il Viminale non ha cambiato idea. Anzi, il ministero dell’ Interno è pronto ad aiutare la governatrice uscente Renata Polverini in ogni modo per accompagnare la Regione «a un sollecito svolgimento» – parole del ministro Anna Maria Cancellieri – delle consultazioni elettorali. Dunque è pronto anche a dare supporto tecnico alla governatrice per blindare il decreto di indizione del voto e fugando le paure di Polverini che pochi giorni fa aveva detto: «voglio andare presto alle urne ma con un decreto inattaccabile».

Ieri Cancellieri, che già in Parlamento pur nel rispetto delle prerogative di Polverini aveva espresso il proprio auspicio per un voto in tempi stretti, ha ricevuto la governatrice. Un colloquio di circa 45 minuti: «Avendo riscontrato grande attenzione e sensibilità da parte del presidente Polverini – ha reso noto il Viminale al termine dell’incontro – il ministro ha manifestato la totale disponibilità degli uffici del ministero dell’Interno a fornire tutto il necessario supporto tecnico per arrivare rapidamente al rinnovo degli organi regionali». C’è il tema delle Prefetture da mobilitare, certo, ma forse anche una sponda della massima autorevolezza per approntare un decreto di indizione delle urne che sia inoppugnabile. Perchè dopo che la questione del numero dei consiglieri è stata risolta con un passaggio ad hoc dell’ultimo decreto del Governo (si voterà comunque per 50 consiglieri, e non per 70) c’è un tema che resta sul tavolo: la nuova mappa delle Province. Polverini l’aveva detto: «Siamo di fronte a riforme istituzionali importanti che potrebbero influenzare i collegi elettorali».

Poichè io, dice in sostanza Polverini, insieme all’indizione delle elezioni devo anche assegnare i seggi alle circoscrizioni, che sono su base provinciale, rischio che queste elezioni vengano travolte da una valanga di ricorsi se alla fine le Province verranno ‘tagliatè dal governo. Non è un caso, si riflette nel centrodestra, che uno degli ultimissimi atti di giunta fu, lo scorso 26 settembre, una delibera che autorizzava Polverini a promuovere presso la Corte Costituzionale l’impugnazione per la declaratoria di illegittimità costituzionale delle parti della spending review che riguardavano proprio il riordino di quegli Enti. A quanto riportano fonti politiche, la Corte dovrebbe esprimersi l’8 novembre. Ma a quel punto il calendario diventerebbe sfavorevole, perchè tra l’indizione e le elezioni vere e proprie devono passare, per legge, almeno 45 giorni. Se Polverini firmasse il decreto attorno al 10 novembre il primo giorno utile sarebbe proprio nel bel mezzo delle feste natalizie. Si dovrebbe allora slittare a dopo Capodanno, ma la campagna elettorale (e tutta la complessa macchina delle procedure) andrebbe a coincidere con le festività. C’è chi punta proprio al 20 gennaio ma da lì a febbraio, periodo congeniale a Polverini e al centrodestra, il passo è breve. Tempi troppo lunghi, però, secondo l’orientamento del governo, che anzi sarebbe per votare, stando all’interpretazione del decreto taglia-costi che la Regione respinge, entro 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio, cioè entro il 2012.

Il centrosinistra che, a partire dal candidato Nicola Zingaretti, ha fatto sua questa interpretazione, punta al 16 dicembre. Per rientrare nei tempi, Polverini dovrebbe dunque firmare il decreto a stretto giro. «La sollecitazione del ministro – ha commentato il segretario del Pd Lazio Enrico Gasbarra – è chiara ed evidente. Si abbandoni ogni ostinazione di parte: solo restituendo la parola ai cittadini l’Istituzione regionale potrà ritrovare l’onore che merita. È fondamentale andare al voto entro il 2012».

Comments

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  • LUDOK

    FINALMENTE PAROLA AGLI ELETTORI. EVVIVA LA DEMOCRAZIA!!!!
    Attenzione agli inviti presso i ristoranti, diffidate, preferite mangiare con i vostri figli e parenti, ma non andate a quelle farse lì……. non facciamo gli stessi errori.
    C’è bisogno di una nuova aria, fresca e pulita!!!!!

  • lampascione

    attenzione a Tiero e Cusani, si presenteranno come il nuovo che avanza, ma sono da rottamare definitivamente, speriamo che la torma di gente che li segue prenda coscienza di questo

  • X

    Solo il fatto che permettano ad un interdetto dai pubblici incarichi per DUE anni come Cusani di presentarsi a qualche elezione è sinonimo che l’Italia è un paese di criminali. In effetti basta il fatto che è sia rimasto presidente della provincia.

MandarinoAdv Post.