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La beffa dei defibrillatori acquistati ma mai utilizzati

Defibrillatori consegnati due mesi fa, con una cerimonia in pompa magna, ma da allora rimasti inutilizzati perché i Comuni non hanno fatto svolgere al personale i corsi di formazione. Lo scrive oggi Il Messaggero.

Le lezioni prevedono un rimborso spese all’Ares 118, l’azienda regionale per l’emergenza sanitaria che si occupa oltre che dell’intervento sul territorio quando si verifica un’urgenza, anche della formazione del personale. I defibrillatori, consegnati in occasione della presentazione della rete pontina per l’infarto, sono stati acquistati dalla Provincia e forniti a ogni Comune. Dovevano essere operativi, secondo le migliori intenzioni del presidente Armando Cusani, nei giorni a seguire.

Da allora, però, nulla è cambiato. Anzi, i Comuni chiedono «lumi» su come pagare i corsi all’Ares 118 che non vuole più di un rimborso spese ma che comunque deve essere liquidato. Così, a fronte di una richiesta di poche centinaia di euro, c’è chi ha aderito immediatamente come Ventotene – di fatto l’unico centro nel quale si può già programmare la giornata di formazione – e chi, invece, vuole addirittura restituire il defibrillatore avuto, come il Comune di Cori.

Altri, invece, sostengono che la Provincia ha fornito i defibrillatori e lo stesso ente di via Costa deve provvedere a pagare i corsi. Insomma, va bene formare il personale e avere a disposizione uno strumento in grado di salvare la vita, ma senza tirar fuori un euro dalle casse comunali. Incomprensione o negligenza? Di certo un vero spreco.

Comments

comments

  • Emanuele Bonaldo

    Cavolo un corso costa 100 euro, cento cavolo di euro che ci vuole a farli? non costano niente e sono comprensivi di attestato cri. dai non facciamo i ridicoli. con tanti soldi che si spendono a cavolate.

  • Emanuele Bonaldo

    Per il comune di Cori se vuole lo prendo io il loro defibrillatore e trovo a chi darlo. Andrebbe messo un defibrillatore in ogni luogo dove c’è una grande affluenza di gente. Dalla stazione ai centri commerciali alle chiese ai centri sportivi. Non facciamo i ridicoli e iniziamo a fare qualcosa di serio e che può realmente aiutare delle persone

  • Davy

    Città come Orvieto (che non è ad anni luce da noi) hanno dotato la città di defibrillatori, posti nelle loro custodie lungo le vie della città. E, guarda un pò, nessuno li ruba o li danneggia.
    E’ troppo sperare in qualcosa di simile anche da noi?!
    Comuni pulciari, si spende e si spande per telefoni ed auto, per illuminazione pubblica e rifacimento rotonde stradali, ma 100 euro per un defibrillatore sono troppe…

  • BASTIAN CONTRARIO

    …E questo è quello che si sà….volete sapere quello che non si sà? Non è un gioco di parole..purtroppo….Allora leggete bene…sotto la vecchia anagrafe di Corso della Repubblica a Latina ci sono i macchinari per produrre la carta d’identità elettronica che sono costati settantacinquemila euro ( € 75.000,00) e..sapete perche non si usano….?? Perchè non è stato fatto nessun corso al personale di quell’ufficio e noi poveri cittadini ancora in giro con le foto a rinnovare la carta d’idientità di carta come gli antichi!!! VERGOGNA!!!

  • Emanuele Bonaldo

    La formazione è tutto, non possiamo avere persone che lavorano impreparate, persone che fanno fatica anche a ricevere una mail. Bisogna aggiornare e rendere operative le persone che lavorano per i cittadini.
    Ancora più importante poi sapere utilizzare un defibrillatore.

  • AsR

    Strano che quell’imb. di ben-ito amico del sindaco
    Non commenta…ma , kissà ?

MandarinoAdv Post.