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PROIETTILI E MINACCE AL SINDACO DI GAETA, RAIMONDI: POTREBBE ESSERE UNO SCHERZO

Tre buste contenenti proiettili e lettere minatorie sono state recapitate ieri al sindaco Antonio Raimondi (esponente di una lista civica di centrosinistra) e ad alcuni amministratori del Comune di Gaeta, un assessore e un consigliere comunale. Sul caso indaga la polizia che segue la pista dell’intimidazione.

Nelle lettere recapitate si fa riferimento a una «grande famiglia» e si esortano gli esponenti politici a «fare le cose giuste». Proprio ieri in consiglio comunale si discuteva il progetto di riqualificazione e riconversione dell’ex Avir, azienda di Gaeta, in un centro servizi, con negozi e alberghi. Gli investigatori non escludono collegamenti con il progetto in discussione.

«Non la reputo una minaccia vera e propria – ha detto il sindaco – forse si tratta di un avvertimento politico, ma potrebbe anche essere uno scherzo da parte di qualcuno che, di fronte a un momento politico particolarmente difficile, pesca nel torbido». «Il foglio recava la scritta "siamo persone che hanno una sola parola, anche lei deve avere una sola parola" e poi una frase in dialetto napoletano che significa "succede quel che succede". Probabilmente – ipotizza il sindaco – vogliono spacciarsi per dei camorristi».

Raimondi, però, esclude un coinvolgimento della criminalità organizzata. «Gaeta è un’isola felice rispetto ad alcune città limitrofe – afferma – e anche le forze dell’ordine sembrano convinte che non si tratti di un avvertimento di stampo mafioso. Certo, visto lo scontro politico sempre più aspro a livello nazionale, con la contrapposizione che ormai è arrivata a livello istituzionale, figuriamoci cosa può succedere a livello locale, dove ci sono interessi individuali di singoli consiglieri e forze sociali ed economiche che svolgono attività di lobbying. È chiaro che anche localmente abbiamo scontri molto aspri, c’è sempre un ‘partito della conservazionè che reagisce con intimidazioni appena si cerca di mettere mano a qualcosa di importante. Per esempio, ieri si discuteva in Comune della modifica parziale di una delibera di indirizzo del ’97 per riqualificare l’area di un’ex vetreria dismessa nell’81 che si trova proprio nel cuore della città, poco distante dalla spiaggia di Serapo. C’è qualcuno che non vede di buon occhio quest’iniziativa, perchè significherebbe dimostrare l’inettitudine delle amministrazioni dei precedenti 20 anni. Ma l’autore potrebbe anche essere un semplice esaltato che ha sentito il bisogno di fare questo scherzo. Sporgerò denuncia contro ignoti – conclude il sindaco – comunque non do importanza a questa cosa, non ho mai ricevuto minacce e credo che se fosse un avvertimento della criminalità organizzata non sarebbe stato fatto in questo modo. Poi non vedo su che cosa dovrebbero volermi spaventare. Non c’è proprio il movente».

 L’intervista:

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