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Conti truccati a Terracina, sequestri e indagini della Finanza

Dopo un’indagine durata oltre un anno questa mattina i finanzieri della tenenza di Terracina hanno eseguito un provvedimento, emesso dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Latina, Costantino De Robbio, su proposta dei sostituti procuratori Giuseppe Miliano ed Olimpia Monaco, finalizzato al sequestro preventivo dei conti correnti e dei beni immobili della figlia dell’ex responsabile del Dipartimento Finanziario del Comune di Terracina.

“Le indagini – spiega la Finanza in una nota – hanno preso le mosse dal riscontro di alcune incongruenze tra quanto indicato nei capitoli di spesa della contabilità rispetto a quanto rendicontato nei bilanci approvati dal Consiglio Comunale. Le complesse operazioni di riallineamento dei valori contabili, effettuate con l’ausilio della società che gestisce il software relativo alla contabilità del Comune, hanno confermato l’esistenza di “warning di forzatura”, sintomo di innumerevoli manomissioni che avrebbero determinato una totale difformità delle risultanze contabili riportate nelle scritture obbligatorie ed approvate dall’ente, rispetto alla reale situazione economico/finanziaria del Comune di Terracina, che attualmente versa in uno stato di crisi. Partendo dalle manomissioni, i Finanzieri hanno individuato condotte distrattive di denaro pubblico poste in essere dall’ex dirigente (ora indagato per le ipotesi di reato di peculato, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, accesso abusivo in un sistema informatico e truffa ai danni dello Stato), che ha ricoperto l’incarico nel dipartimento finanziario del Comune di Terracina per più di vent’anni e, al contempo, quello di Economo dello stesso ente.

In particolare, concentrando l’attenzione sui mandati di pagamento per le forniture del Comune emessi dall’ex dirigente in qualità di responsabile del dipartimento, è stato rilevato che alcuni di essi venivano dapprima incassati dallo stesso funzionario (questa volta nella veste di Economo) e successivamente annullati, al fine di cancellarne le tracce nelle evidenze contabili. L’esame analitico della documentazione bancaria, tuttavia, ha consentito di rilevare come i mandati di pagamento, ancorché annullati, venissero comunque incassati dal funzionario il quale, anziché provvedere al pagamento delle forniture e delle spese dell’ente, distraeva le somme a proprio favore e, in alcune occasioni, le faceva transitare in conti correnti a lui riferibili.

Le indagini, che si sono concentrate anche sui familiari del funzionario, hanno consentito di rilevare che la figlia, autorizzando l’accreditamento di somme di denaro riferibili al padre, ha compiuto atti ed operazioni volti ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa delle somme, con ciò integrando gli estremi del reato di riciclaggio.

Infatti, gli approfondimenti effettuati mediante l’utilizzo delle tecniche di investigazione economico/patrimoniali della Guardia di Finanza hanno consentito di rilevare la disponibilità, in capo alla figlia, di somme di denaro assolutamente incompatibili con il reddito dichiarato e con l’attività economica svolta, che sono state in parte utilizzate per l’acquisto di una rivendita di giornali, di un fabbricato in Terracina e per le spese di ristrutturazione dello stesso, per un valore complessivo di circa mezzo milione di euro. Il resto del denaro era presente sul conto corrente.

Di qui l’emissione del provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca di beni e denaro, per quasi un milione di euro. È verosimile che le illecite attività poste in essere abbiano in parte influito anche sullo stato di crisi finanziaria del Comune, che il funzionario avrebbe tentato di dissimulare attraverso le manomissioni e le forzature del sistema informatico volte a coprire lo stato di disavanzo, in spregio delle più elementari regole contabili”.

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