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Maturità, toto-esame e false tracce online

Puntuale, ogni anno, arriva l’esame di maturità e con esso anche le consuete bufale sulle tracce delle prove in anticipo. È ormai diventata una consuetudine quella di diffondere in rete le tracce fasulle delle prove d’esame nelle ore precedenti l’esame.

Si tratta di documenti del tutto uguali a quelli originali, con tanto di logo del Ministero dell’Istruzione, ma rigorosamente falsi nel contenuto.

La Polizia Postale da tempo mette in guardia gli utenti sull’impossibilità che le tracce siano diffuse in anticipo, anche perchè questo significherebbe annullare l’esame. Un virale, realizzato in collaborazione con Skuola.net, dimostra come trovare una traccia d’esame in anticipo sia solo una falsa credenza. L’anno scorso, ricorda Skuola.net, sono circolate ben due prove false. Quella su Pascoli per la prima prova di italiano e una versione di Seneca per la seconda prova di latino.

Nel 2010, prima dell’apertura delle buste, in rete ha iniziato a circolare una traccia su D’Annunzio, prontamente smentita dal Miur che in un comunicato stampa ha dichiarato che si trattava «di invenzioni che si ripetono identiche ogni anno, prive di qualsiasi fondamento». Pascoli e D’Annunzio sono proprio i grandi autori del Novecento che il Ministero non ha mai proposto nell’ultimo decennio.

Anche nel 2009, la prima prova ha avuto il suo falso d’autore. Rumors sostenevano che i maturandi avrebbero dovuto trovarsi davanti una traccia di Quasimodo con l’analisi di «Ride la gazza, nera sugli aranci». In realtà il Ministero aveva scelto per gli studenti «La coscienza di Zeno» di Svevo. Il falso fu subito svelato da Skuola.net, che individuò tra i quesiti d’esame una domanda copiata in maniera fedele da un’antologia delle scuole superiori.

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