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Pullman fuori strada, Aprilia si ferma per salutare le cinque vittime

Aprilia, ancora una volta sconvolta dal dolore, si ferma per salutare i cinque morti nella tragedia di Padova. Una folla immensa ha partecipato ai funerali di Roberto Arioli, Maria Aronica, Settimio Iaconianni, Maria Domenica Colella e Gianfranco Gruosso. Le loro salme sono rientrate soltanto ieri pomeriggio ad Aprilia, e sono state esposte presso la camera ardente allestita nella sede dell’Anc, alla ex Claudia.

La cerimonia funebre si è svolta in piazza Roma davanti chiesa San Michele Arcangelo alla presenza di numerose autorità civili e militari. A celebrare la messa l’arcivescovo dell’Ordinariato Militare, Monsignor Vincenzo Pelvi.

La celebrazione si è volta all’aperto, ed ai lati dell«ingresso, schierati in alta uniforme, le associazioni dei Carabinieri, i Gonfaloni, il picchetto d’onore dell’Arma. Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha reso omaggio alle vittime, con una corona di alloro portata da due Corazzieri. Tra le autorità civili, militari e religiose presenti, il governatore del Lazio
Renata Polverini, il presidente della provincia di Latina, Armando Cusani e i sindaci dei comuni del litorale con la fascia tricolore.

A causa del sole e del gran caldo, diversi parenti delle cinque vittime, sono stati colti da lievi malori e sono stati assistiti dai volontari presenti, che per tutta la durata della celebrazioni hanno distribuito bottiglie d’acqua ai presenti. Il presidente della regione Lazio Polverini, al termine della funzione, è andata personalmente a confortare i parenti delle vittime.

Ad assistere alle esequie numerosi sindaci del circondario. Accanto all’altare, sorretta da due corazzieri, una corona inviata dal capo dello Stato. Nelle prime file, assistiti dai volontari dell’Associazione nazionale carabinieri, i parenti delle vittime, impietriti dal dolore. Alcuni di loro, sia per l’età avanzata sia per la commozione e il sole cocente, hanno avuto piccoli malori. Nel corso dell’omelia il celebrante ha voluto ricordare uno ad uno i meriti delle cinque vittime dello
schianto, tutti molto attivi e noti nel mondo del volontariato.

«Roberto, presidente dell’Associazione dell’Arma di Aprilia, era partito volontario per il terremoto de L’Aquila. Settimio era un riferimento e un esempio di solidarietà. Gianfranco, con la sua mitezza, spandeva armonia e benevolenza. Maria era la mamma di tutti quanti, mentre Maria Domenica era la nonna gioiosa che accoglieva i bambini della parrocchia. Tutti – ha detto il sacerdote – si distinguevano per atti concreti di solidarietà e sono un esempio per chi invece sceglie i facili miraggi del guadagno. I nostri cari invece hanno dato una risposta di passione e di impegno: i nostri defunti sono un dono perenne».

Salutati dagli squilli di tromba dei carabinieri, i feretri, sui quali è stata poggiata una foto delle vittime, hanno lasciato lentamente la piazza, salutati nuovamente dall’applauso dei cittadini di Aprilia.

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