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Pullman fuori strada, Aprilia sconvolta dal dolore

Daniela avrebbe dovuto essere a bordo di quel pullman, accanto al marito, che l’avrebbe condotta come ogni anno a Jesolo, al raduno nazionale di ex carabinieri. Ma ieri sera si era sentita poco bene e aveva deciso di non partire più. E sul pullman della ditta Fratelli Ottaviani di Ardea è salito solo il lui, Roberto Arioli, 57 anni, presidente dell’associazione nazionale carabinieri sezione di Aprilia. Lei si è salvata, lui è morto nel tragico incidente di questa mattina lungo la A13 e la vita di Daniela si è spezzata per sempre.

Roberto Arioli, presidente da 10 anni dell’Anc di Aprilia, una cittadina in provincia di Latina, non si sarebbe mai perso quel raduno. Era salito insieme ad altri 22 associati, tutti ex carabinieri in congedo, alcuni molto giovani, sempre impegnati nelle operazioni di soccorso su tutto il territorio nazionale, tutti soci della sezione di Aprilia che conta complessivamente 160 iscritti. È morto insieme ad altre quattro persone: Settimio Iaconianni, 75 anni, Gianfraco Gruosso, 42 anni, e le due donne Maria Aronica, 57 anni, e Maria Domenica Colella, 64. Erano partiti intorno all’una di notte, dalla sede dell’Anc al chilometro 47 della Pontina. Roberto Arioli era l’anima della sezione, «sempre in prima linea». In gioventù aveva fatto due anni da ufficiale dei carabinieri, poi aveva cominciato a gestire ad Aprilia l’attività di famiglia, la ditta Caffè Tomeucci. Ma la passione per i carabinieri e il volontariato non lo ha mai abbandonato.

«Faceva i conti con le risorse sempre troppo scarse, con i mezzi, con i servizi da fare – racconta Basilio Lax, uno volontari dell’Anc e amico della vittima all’Ansa – E non di rado, quando mancavano i soldi, era lui a mettere mano al portafogli per pagare assicurazione dei mezzi e carburante» Grande trascinatore, padre di tutti, uomo di grande carisma. Aveva partecipato alla missione durante il terremoto dell’Aquila e alle ultime operazioni per l’emergenza neve. Cosi lo descrivono i compagni del gruppo. Fin dalla mattina gli ex carabinieri di Aprilia si sono radunati nella sede. Volti scuri e occhi lucidi. Per tutti parla il vicepresidente Franco Ranaldi: «Era un gruppo affiatato – racconta – composto anche da tanti giovani. Ora stiamo tutti coordinando i mezzi per raggiungere Padova».

Ora resta il ricordo delle vittime. Di Settimio Iaconianni, 75 anni, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, il più anziano del gruppo partito alla volta di Jesolo. Di Gianfranco Gruosso, 42 anni, la più giovane delle vittime, ex carabiniere iscritto da poco alla sezione di Aprilia. Anche le due donne, Maria Aronica e Maria Domenica Colella, erano volontarie, cuoche della sezione, che insieme alla moglie del presidente Arioli si occupavano di preparare i pranzi per ogni evento dell’associazione.

Aprilia è una città sconcertata e addolorata, che si prepara a un nuovo lutto dopo quello per la scomparsa del sindaco alcuni mesi fa. «Li conoscevamo tutti – ha detto il sindaco facente funzioni di Aprilia – Il 25 aprile, abbiamo sfilato insieme a loro per le strade cittadine in occasione della festa della liberazione». Tante volte il gruppo di volontari era partito per prestare soccorsi, dall’Abruzzo quando è stato colpito dal terremoto all’emergenza neve lo scorso inverno. Adesso Aprilia ali aspetta attonita per l’ultimo viaggio.

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