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Addio Finestra, il sindaco nostalgico che amò Littoria

Addio ad Ajmone Finestra, il sindaco nostalgico, passionale, follemente innamorato della sua città. Ma anche uno dei più contestati per via del suo passato fascista, mai rinnegato e anzi spesso esaltato. Il suo sogno mai realizzato resterà quello di ridare a Latina il suo nome originario: quello che, fondandola, il 18 dicembre del 1932 dopo la bonifica delle paludi pontine, le diede Mussolini e cioè Littoria.

Sindaco di Latina per due mandati dal 1993 al 2002 e dal ’79 per due legislature senatore del Msi, fu sempre vicino all’idea di destra di Almirante e non accettò mai la svolta finiana di Fiuggi. In gioventù aderì alla Repubblica sociale italiana, rivendicando questa sua scelta fino alla fine, con orgoglio. Una volta sindaco tornò ad affrontare il tema di Latina-Littoria.

Così nel ’95 la commissione toponomastica del Comune, su sua indicazione, chiamò Littoria il quartiere noto urbanisticamente «come R/0», quello all’interno della circonvallazione e con i palazzi di fondazione. La scelta fu avallata allora anche dal progettista del nuovo piano regolatore della città, Pierluigi Cervellati, il quale sostenne che per il suo disegno urbanistico sarebbe «ripartito dall’idea di Littoria» e come, tra l’altro, nessuno si era preoccupato di cambiare il nome ad altre città fondate nel Ventennio fascista in quel periodo come Aprilia, Pontina, Sabaudia e Pomezia. quando diventò sindaco di Latina, nel 1993, Ajmone Finestra, morto la scorsa notte all’età di 91 anni, confidò chiaramente ai suoi: «Io Latina la richiamerei Littoria, ma non è il momento». Un piccolo segno del Ventennio, però, il sindaco-nostalgico riuscì a lasciarlo chiamando ufficialmente il nucleo storico del centro di Latina, «Quartiere Littoria». Un nome rimasto negli atti pubblici ufficiali dell’amministrazione comunale, ma ormai molto meno nel linguaggio comune.

Lo stesso sindaco Finestra in quell’ occasione ricordò che gli anziani che per primi hanno vissuto in città e i pionieri della bonifica ancora oggi dicono quando si recano in centro «andiamo a Littoria». Nel 2005, nel 60/esimo anniversario del cambio di nome, avvenuto nel 1945, ormai da ex sindaco, Finestra lanciò un’ultima proposta: chiamare la città «Latina, già Littoria».

Secondo lui era «arrivato il momento di ricucire quello strappo, deciso da quattro persone, avvenuto in una stanza chiusa senza prima sentire cosa ne pensassero le persone che Littoria l’avevano vista nascere. Senza nostalgismi e senza retorica» .

Secondo l’ex sindaco «dobbiamo recuperare, anche dal punto di vista formale, gli anni che vanno dalla fondazione al 1945, gli anni del primo grande sviluppo che, da semplice paese rurale, ha fatto di Littoria un capoluogo di Provincia celebrato in tutto il mondo».

Ora, a distanza di anni, si riparla di quella proposta di cambiare nome. E’ nato anche un comitato per indire un referendum. Più di qualcuno storce il naso e si domanda quando questa città comincerà finalmente a guardare avanti anziché dietro.

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