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Una ricostruzione in 3D dell’acropoli di Satricum

L’Università La Sapienza di Roma ha realizzato una ricostruzione in 3d dell’acropoli di Satricum. Il video, disponibile anche su Youtube, è stato realizzato dallo studente Gabriele Clementini della facoltà di Architettura (laurea in Grafica e Progettazione Multimediale).

 Il video: 

Satricum era un’importante città latina situata presso il fiume Astura, in località Le Ferriere nel Comune di Latina. Satricum è ritenuta da alcuni l’antenata di Neptunia ritenuta a sua volta l’antenata della gloriosa Antium, corrispondente alle odierne Nettuno e Anzio (Nettuno è la genitrice di Anzio), riportata al primo posto nella prima lista di Plinio.

In età arcaica fu probabilmente la seconda città più grande del Latium vetus dopo Alba Longa. Occupata nel V secolo a.C. dai Volsci, fu incendiata e distrutta una prima volta dai Latini nel 377 a.C. e poi nuovamente distrutta dai Romani nel 346 a.C. Dionigi di Alicarnasso la cita nell’ambito delle 29 città latine alleate contro Roma.

Era sede di un importante santuario dedicato alla Mater Matuta, che rimase frequentato anche dopo la distruzione della città, almeno fino al II secolo a.C. Il santuario era sede inizialmente di un culto praticato all’aperto, sull’acropoli cittadina. Nel VI secolo a.C. venne eretto un primo tempio, sostituito da secondo edificio di maggiore ampiezza nel V secolo a.C., che continuò ad essere restaurato nei secoli successivi e del quale restano importanti resti.

Il sito è stato oggetto di scavi che hanno interessato l’abitato antico, con il santuario della Mater Matuta, e la necropoli, riportando alla luce una grande quantità di oggetti, tra cui spiccano alcune stipi votive del santuario, e una nota epigrafe in latino arcaico.

Comments

comments

  • Emanuele Bonaldo

    Splendido lavoro complimenti

  • Mater matuto

    Bellissimo! Mi ricorda un po’ il videogioco Age of empire

  • emanuele

    bellissimo complimenti, grazie agli olandesi…….perchè se era per il comune?!! questa è la nostra storia non quella che ci hanno raccontato per anni.

  • Silvia

    Veramente le cose stanno così: nel 1976 il Reale Istituto Olandese a Roma è stato invitato dal “Comitato per l’Archeologia Laziale” a partecipare ad un progetto di salvataggio per Satricum, in 30 anni gli scavi sono passati poi all’Università di Groningen e infine all’Università di Amsterdam.
    Sicuramente gli olandesi hanno fatto un ottimo lavoro, ma ricordiamoci che è stato il Comitato per l’Archeologia Laziale a lasciare gli scavi del sito a loro (in effetti in Olanda non hanno molti siti archeologici).
    Resta comunque il fatto che questo video documentario è veramente bello e ben realizzato, e mi fa piacere che un ragazzo si sia interessato e voglia far conoscere il sito di Satricum, che è importantissimo, ma purtroppo ancora troppo sconosciuto a molti.
    Bravo!

  • Sarebbe bello organizzare una mostra dedicata a Satricum, noi come associazione Tor Tre Ponti siamo a disposizione per organizzare qualcosa.

MandarinoAdv Post.