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Rifiuti tossici a Montello, nuovo esposto in Procura

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Gli scavi per verificare la presenza di rifiuti tossici a Borgo Montello non possono essere svolti da una società che da anni ha rapporti economici con chi gestisce la discarica. Per questo motivo Legambiente e Libera hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica, Questura, Prefettura, Dia, polizia Ambientale, Regione Lazio, Provincia e Comune.

Le associazioni, rappresentate da Marco Omizzolo e Antonio Turri, chiedono che le operazioni di scavo «siano seguite da periti nominati dalla Procura della Repubblica – si legge nell’esposto – che avrà sicuramente aperto fascicoli d’inchiesta sui traffici di rifiuti organizzati dalla camorra dei Casalesi su questo territorio, cosa del resto evincibile anche dal fatto che alla metà degli anni duemila furono rinvenute monete metalliche delle vecchie lire interrate in un terreno confiscato agli esponenti del clan dei casalesi, in località Piano Rosso di Cisterna di Latina».

Il problema segnalato dalle associazioni sta nel fatto che i lavori di scavo sono stati affidati alla società Poseidon srl che «risulta essere fornitrice della società Latina Ambiente, a sua volta socia della società EcoAmbiente» che gestisce una discarica.
«La stessa società Poseidon – si legge nell’esposto – non risulta alle associazioni scriventi avere specifiche competenze nel campo delle bonifiche o delle ricerche dei rifiuti industriali e pericolosi mentre sembrerebbe che la medesima società Poseidon abbia rapporti economici consolidati nel conferimento di rifiuti con entrambe le società che attualmente gestiscono i siti della discarica di borgo Montello, tanto da risultare da anni sub-appaltatrice della Latina Ambiente, cioè del controllore di Ecoambiente, a sua volta debitrice proprio con la Poseidon Srl per circa 800 mila euro».

Una posizione che, evidentemente, secondo le associazioni, potrebbe non garantire un’adeguata indipendenza da parte degli esecutori dei lavori. In merito alle indagini sulla ricerca dei fusti tossico-nocivi, Libera e Legambiente ricordano anche le dichiarazioni il 13 marzo 1996 dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone «il quale dichiarò agli ufficiali di PG verbalizzanti che la provincia di Latina non può definirsi immune dal problema dei rifiuti smaltiti illecitamente e che riferiva che tale Salzillo Antonio, ai tempi in cui faceva parte ancora del suo gruppo, operava con la discarica ufficiale di borgo Montello». Le associazioni chiedono anche di poter nominare propri esperti per seguire le operazioni di ricerca dei fusti, garantendone così la trasparenza.

Commenti

commenti

  • BASTIAN CONTRARIO

    Brava LIBERA!!!…Ma sembra quasi la scoperta dell’acqua calda:dopo il caso giudiziario, si apra anche quello politico, visto che il Vice Sindaco ha garantito che la gara di appalto è stata effettuata nella massima trasparenza…complimenti..non c’è che dire…controllato e controllore lavorano insieme per scoprire i fusti…aspetta aspetta..ho visto passare un asino con le ali….VERGOGNA!!

  • massimo

    ahahahahah… siete due poveri coglioni. la tabella ed il capitolato per l’assegnazione dei lavori e’regionale, il comune doveva solo valutare la miglior offerta. per quanto riguarda libera e legambiente la finissero di speculare sulla morte di quel povero prete che tutti sanno a montello nn essere stato assassinato per altri motivi e soprattutto la smettessero di dire tutto il contrario di tutto a seconda della convenienza…

  • BASTIAN CONTRARIO

    Massimo…grazie per il cojone..ma ci vuoi far credere che Gesù cristo è morto di freddo?? Lascia stare…è meglio!!!

  • massimo

    no… gesu’ cristo nn e’ morto di freddo… ma tu nn sei informato e scrivi caxxate… contento tu.

  • disincantato

    Massimo, la poiseidon non pga gli stipendi e mezza fallita come fa a partecipare ad una gara d’appalto inoltre i lavori si fano su un terreno di una sua consorziorta. stupidi si fessi no.

  • massimo

    intanto nn lavoro per poseidon… una sola cosa… ma tutto quello che dite che cosa c’entra con chi dovra’scavare, sottolineo solo scavare, nei punti indicati dall’arpa. la bonifica di cio che eventualmente verra’ trovato spetta ad altri soggetti. ma vi rendete conto di quello che scrivete… mezza fallita, societa’che intascava i soldi occultando i rifiuti…leggete le carte prima di parlare. la questione non e’ chi scava ma chi deve dire cosa c’e’ contenuto in quei fusti.

MandarinoAdv Post.