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Gay, attacco dei vescovi contro la Cassazione

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«Cassazione, altra sentenza creativa. La diversità sessuale è superata». Questo il titolo, in prima pagina, che Avvenire, il giornale della Cei, dedica alla sentenza della Suprema Corte che pur negando la trascrizione di un matrimonio di una coppia omosessuale di Latina che si è sposata in Olanda, sostiene che anche le coppie gay hanno pieno diritto alla vita familiare.

Il giornale dei vescovi italiani parla di «interpretazione-auspicio choc della prima sezione» della Cassazione e nelle pagine interne titola: «Nozze gay, Cassazione fuori strada». Il quotidiano ospita poi un’intervista a Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte Costituzionale e un editoriale del giurista Alberto Gambino. Mirabelli definisce uno «strappo» quel passaggio della sentenza che definisce come «radicalmente superata» la concezione secondo cui la differenza di sessi non è presupposto indispensabile al matrimonio. E aggiunge: «La Corte deve interpretare l’ordinamento vigente, non contraddire la Costituzione».

Per Gambino il «riconoscimento di un ‘diritto alla vita familiarè delle coppie gay si pone in aperto contrasto con il complesso delle norme in materia familiare. A meno di non voler intendere che ‘vita familiarè sia ormai diventato sinonimo di qualunque forma aggregativa, dai club sportivi, alle ‘famigliè aziendali, per passare ai vincoli solidaristici delle associazioni di tendenza».

Commenti

commenti

  • CATONE

    I Vescovi meglio farebbero a lavarsi i panni sporchi in casa loro, pedofilia e rapporti omosessuali nei conventi e nelle congreghe sono pressoche’ la regola.

  • olim palus

    Non capisco proprio come ancora oggi la Chiesa continui ad avere tale influenza sulla societa’.

    Il fatto che neanche una vicenda talmente squallida ed ignobile come quella della copertura, da parte del Vaticano, di preti e vescovi protagonisti di abusi sessuali sui bambini abbia minimamente scalfito la sua struttura, la dice lunga su come stanno le cose.

    500 anni fa come oggi, la Chiesa continua con i suoi dogmi e tabu’ a scandire i tempi di evoluzione sociale, culturale, politica e scientifica della quasi totalita’ della civilta’ occidentale, tenuta imbrigliata e ottenebrata nella mente da secoli di menzogne e liberta’ soppresse.

    Il suo e’ un potere infimo e spaventoso dal quale, purtroppo, non so’ se ci libereremo mai.

  • carlo

    Catone sono d’accordo con te!
    Pensassero a loro “affari di famiglia” e lasciassero libere le persone di amarsi come vogliono.
    Di cose shoccanti loro sono i professionisti del settore.
    Iniziassero a pagare l’ici e a vivere in castita e poi possiamo iniziare a prendere in considerazione le vostre orribili parole.

  • ciao

    chiesa ipocrita…per colpa loro non incassiamo 8 miliardi all’anno dalla prostituzione…

  • Italo

    Cari Vescovi, con tutto il rispetto, basta. I tempi cambiano e le parole piene di ipocrisia non assolvono più alla loro funzione. Basta.

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