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Morto folgorato, indagini sulla cabina dell’Enel

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Si indaga sulla morte di Marco Evangelista, morto folgorato sabato in una cabina dell’Enel a Pontinia. Il 31enne rimasto folgorato è entrato nella centrale di trasformazione dell’Enel – che una volta serviva anche l’adiacente fabbrica – e si è avvicinato troppo al generatore di tensione da 20.000 volt.

L’area, che già nel novembre 2008 era finita in fiamme per un incendio. La zona del sito industriale che ospita la centralina Enel è sottoposta alla gestione del curatore fallimentare nominato dal tribunale, tant’è che lo stesso sindaco Eligio Tombolillo già nella giornata di sabato tenevano a sottolineare come l’incidente mortale fosse avvenuto nell’area che non è stata rilevata dal Comune.

Anche l’Enel, da parte sua, ha voluto sottolineare come l’accesso alla cabina elettrica – cosa diversa dall’accesso all’area, che ricade sotto la responsabilità di chi gestisce il sito – sia di norma possibile solo ai tecnici autorizzati. Lo stesso vale anche per la centrale ospitata all’interno dell’area del sito Hilme, che continua a servire energia ad alcune zone di Pontinia. «Le cabine elettriche in funzione restano sempre chiuse – spiega l’ufficio stampa dell’Enel – e le componenti in tensione sono collocate in modo da non essere facilmente accessibili».

Il magistrato dovrà anche accertare perché Evangelista si sia introdotto nella cabina elettrica. Nei paraggi, del resto, non sono stati ritrovati né arnesi da scasso né furgoni, elementi che avrebbero accreditato l’iniziale ipotesi di un tentativo di furto di rame. L’amico che era con lui parla di semplice curiosità.

Questa mattina, al cimitero di Pontinia, il medico legale eseguirà un esame esterno del cadavere di Marco Evangelista. Solo dopo questo passaggio il magistrato darà il nulla osta per il dissequestro della salma, che potrà così essere messa a disposizione per la celebrazione dei funerali.

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