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Omicidio stradale, Di Giorgi sostiene l’introduzione del reato

“Credo sia necessario attivare tutte le procedure affinché venga finalmente introdotto il reato di omicidio stradale e in tal senso mi auguro che i passi compiuti dal Governo Monti siano seguiti da iniziative concrete nelle opportune sedi istituzionali”. Lo afferma il Sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, che si schiera decisamente a favore della introduzione nel Codice penale del reato di “Omicidio stradale”. “Ho accolto con soddisfazione l’iniziativa del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Corrado Passera, che in commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha dichiarato che il Governo Monti sta seriamente pensando di introdurre il reato di omicidio stradale. In tal senso mi auguro che la sensibilità del Governo tenga conto dell’opinione pubblica, che già si è espressa anche attraverso la raccolta di circa 58mila firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, per arrivare a superare eventuali ostacoli di natura burocratica e giuridica entro breve tempo. Coloro che commettono omicidi mettendosi alla guida sotto l’effetto di alcool o droghe non possono restare in una situazione di sostanziale impunità – continua il Sindaco Di Giorgi – e per questo occorre accelerare i tempi per l’introduzione di questa nuova norma del codice penale entro l’estate, come è nelle intenzioni del Governo attraverso una legge delega”.

La proposta di legge di iniziativa popolare prevede che un conducente che commette un omicidio in condizioni di guida con tasso alcoolemico sopra 1,5% g/l, o di guida alterata dall’assunzione di droghe sia punibile con una pena detentiva non inferiore nel minimo a 8 anni e nel massimo a 18 anni, nonché con la previsione dell’arresto in flagranza. Inoltre è prevista come sanzione amministrativa accessoria la revoca della patente nonché l’impossibilità di conseguirne in qualsiasi tempo altra e comunque il divieto di circolare sul territorio nazionale, ancorché con patente di guida conseguita in altro Stato.

“Situazioni come quelle viste nei giorni scorsi per il caso di Terracina, in cui il conducente del mezzo che ha causato il grave incidente è rimasto libero per quattro giorni pur essendo stato accertato il suo stato di alterazione dovuto all’alcol, non possono più essere tollerati – afferma Di Giorgi – Occorre quindi dare ai magistrati gli strumenti giuridici per agire a tutela della sicurezza pubblica. Da primo cittadino di Latina sono pronto a promuovere tutte le necessarie azioni presso le opportune sedi affinché possa essere introdotto il reato di “Omicidio stradale” nel nostro Codice penale”.

L’OMICIDIO STRADALE COME REATO. L’ipotesi di introdurre nel codice penale il reato di ‘Omicidio stradalè, accompagnata da 57mila firme raccolte in una proposta di iniziativa popolare, continua a far discutere i giuristi. Di certo c’è che gli oltre 70 interventi in venti anni sul Codice della strada, molti dei quali fatti per rispondere a «emergenze sociali», rendono necessario un intervento complessivo. Di questo è convinto il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera, per il quale una legge delega potrebbe essere pronta entro l’estate, e che, davanti alla Commissione Trasporti della Camera, ha detto che non è più attuale «la sostanziale impunità» per chi uccide mettendosi alla guida ubriaco o drogato. Parole che non possono che far piacere a Stefano Guarnieri, presidente dell’Associazione dedicata al figlio Lorenzo, morto a 17 anni nella notte tra il 1 e il 2 giugno 2010, dopo essersi scontrato, in sella al suo scooter a Firenze, con una Vespa condotta da un 45enne risultato poi ubriaco e positivo alla cannabis. Guarnieri fu il primo a lanciare l’idea dell’omicidio stradale e dell’ergastolo della patente. Il segnale di attenzione venuto dal ministro è importante dice, perchè “occorre affrontare una delle piaghe della nostra società”.

E anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, primo firmatario della proposta di legge popolare appoggiata dall’Asaps, l’associazione dei sostenitori polstrada, dall’Associazione Gabriele Borgogni e da Palazzo Vecchio, giudica positivo »il fatto che il Governo voglia stringere i tempi«. Proprio l’introduzione del reato di omicidio stradale, e l»ergastolò della patente, sono le novità che il governo sta approfondendo, in particolare dopo la presentazione della proposta di legge delega avanzata dal presidente della Commissione Trasporti Mario Valducci nonostante che, spiega Passera restino «alcune perplessità sulla modalità e la creazione del reato». Da 8 a 18 anni la pena che potrebbe essere proposta, fino all’arresto in flagranza. Ancor meno del reato, sul quale vengono valutati i codici degli altri Paesi europei, Passera sembra convinto dell«ergastolò della patente, »una proposta che appare unica nel suo genere in tutto il territorio Ue e che potrebbe risolversi in pregiudizio della libertà di circolazione« ha aggiunto. Che ci possano essere delle perplessità non si meraviglia neppure Renzi, che dice di non essere attaccato per forza al testo sul quale sono state raccolte 57mila firme: »l’importante è che il governo ne discuta e il Parlamento approvi la legge entro questa legislatura«. Un obiettivo che spera venga raggiunto anche il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini, un ‘pionierè in questo campo: nel 2007 contestò l’omicidio volontario (con dolo eventuale) a un uomo, nel cui sangue c’era un tasso alcolemico 5 volte superiore al limite oltre a tracce di cannabis e oppio, che in un frontale uccise un altro automobilista. E se l’Asaps è soddisfatta della novità, Guarnieri spera che si arrivi a una soluzione »in modo da dare giustizia alle vittime, spesso giovani, e alle famiglie«.

Comments

comments

  • Succus

    Io direi di rendere obbligatorio il test per le droghe ai politici, sono nostri dipendenti anche se troppo spesso lo dimenticano e alzano una spocchia da paura, credendosi semidei.

  • BASTIAN CONTRARIO

    A Di Giorgi…l’unica cosa che devi sostenere è il RISPETTO del TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI…dimettiti, tra poco è trascorso un anno e hai ancora i piedi in due staffe e una città invivibile grazie al tuo immobilismo!!!

  • giovanni

    Omicidio stradale

    La scrivente associazione invita il Governo ed il Parlamento ad un serio dibattito e ad un ampio ragionamento sulla possibile introduzione del reato di omicidio stradale nel nostro ordinamento, che coinvolga finanche tutte le associazioni impegnate sul fronte della sicurezza stradale.
    Il rischio che la panacea – a detta di molti – di tutti i mali, nella subiecta materia, appunto l’introduzione della nuova fattispecie, possa determinare piuttosto un effetto boomerang, è infatti concreto.
    Inevitabili le sperequazioni sotto il profilo sanzionatorio di situazioni non dissimili.
    Il fatto di travolgere ed uccidere un pedone sulle strisce, dandosi poi, magari, scientemente alla fuga, non riteniamo possa essere percepito in modo più o meno grave, a seconda che l’autore del reato abbia o meno assunto sostanze alcoliche.
    Lo stesso, sorpassare in prossimità di una curva cieca, a tutta velocità, procedendo contromano!
    Anzi, forse in certa situazioni, la piena consapevolezza del rischio rende per certi versi oltremodo riprovevole date condotte.
    A tal proposito non vanno dimenticati i dicta delle corti di merito e della Suprema Corte, sino ad oggi, ogni qualvolta l’assunzione di sostanze alcoliche o psicotrope è stata valutata circostanza decisiva per poter escludere un qualsiasi tipo di volizione, anche a livello di accettazione del rischio.
    Senza dimenticare taluni effetti che ne discenderebbero inevitabilmente, all’esito dell’applicazione del principio costituzionale di irretroattività della Legge penale, al limite del paradossale, due fatti identici, uno accaduto il giorno prima l’entrata in vigore della Legge, l’altro il giorno dopo, sanzionati in modo così difforme, magari nel medesimo contesto temporale, una volta entrata in vigore la nuova legge. Due anni con pena sospesa per il primo, otto anni per il secondo, magari due sentenze pronunciate dalla stessa corte il medesimo giorno. Come potrebbe essere percepita una situazione di tal fatta dai familiari vittima del primo: denegata giustizia!
    I nostri giudici hanno già oggi tutti gli strumenti per rendere la pena davvero certa e giusta, esiste nel nostro ordinamento il dolo eventuale, le pene edittali vanno da un minimo ad un massimo, sarebbe sufficiente, anche applicando l’art. 133 c.p., applicarle secondo le circostanze del caso concreto, in taluni casi verso il massimo.
    La nuova legge pone in buona sostanza seri problemi anche in ordine alla possibilità di poter superare l’eventuale vaglio di costituzionalità, molti insigni penalisti già gongolano: pan per i loro denti, con evidenti riflessi anche sul blocco dei processi e sui carichi giudiziari.
    L’assunzione di sostanze alcoliche da parte di chi si mette alla guida deve continuare ad esser valutato quale disvalore “autonomo”, da punirsi autonomamente. La sensazione è che si possa andare verso al configurazione di un’ipotesi di responsabilità oggettiva contra legem.
    Addirittura folle, per qualunque giurista degno di questo nome, l’ipotesi di introdurre la fattispecie per decreto legge, con tutte le conseguenze che si porrebbero nel caso di non conversione dello stesso, per tutti i fatti verificatisi nel periodo della sua vigenza.
    Certe decisioni, sì importanti, di politica criminale non vanno prese sull’onda dell’emotività, tanto meno strumentalizzate da certa politica sempre pronta a salire in corsa sui quei carri che sono cassa di risonanza, quella stessa politica che attraverso decenni di decisioni non di prese, di assurde politiche per la viabilità, di assalti e deprivazioni in danno delle casse del comparto Giustizia, è concausa della strage stradale.

    Latina, 29/02/2012

    Avv. Federico Alfredo Bianchi il Vice Presidente Nazionale
    Giovanni Delle Cave
    (Papà di Eros)

    caro,sindaco non esistono assassini di seria A o di serie B CHI UCCIDE DEVE ANDARE IN GALERA,SIA DA UBRIACO O DA SOBRIO

  • GIOVANNI

    caro bastian contrario il caro di giorgi vuole far scemare il problema che lo affligge (prima o poi ste dimissioni le dovrà dare……) e spostare l’attenzione su temi di ampia risonanza pubblica, che non centrano niente con il suo mandato elettorale.
    tutti furbi sti politici, ovviamente con chi ci crede….. io non ci credo più alle loro favole e tante parole buttate al vento…..

  • forestioero

    A di giorgio pensa alle cose tue e della tua città del che te ne disinteressi alquanto e lascia perdere il cavalcare l’onda popolare e le cose non ti competono e a cui tra l’altro forse nemeno arrivi…

  • antiparassita

    commenti nò comm………..

  • giovanni

    noto che nella maggior parte dei post a cui questa testata on line ci permette di accedere con tanta libertà e di questo ringrazio LATINA 24 ORE, i nostri amministratori pubblici sono AMPIAMENTE criticati.
    La mia domanda allora è questa: ma chi l’ha votato sto sindaco e tutti i suoi amici? fatevi avanti, difendeteli….. non aspettiamo altro.
    Forse ve ne siete pentiti? E’ impossibile che nessuno prenda le loro difese…..
    Vi aspettiamo in tanti.

  • lupino buzzo

    disquisisce su tutto il buon Giovannino, tra poco anche sul sesso degli angeli, tranne che sugli atti amministrativi che dovrebbe compiere in qualità di sindaco e sui quali continua a latitare………

  • giovanni

    Condivido con estremo piacere le affermazioni del nostro caro sindaco Di GIORGI.
    La guida in stato di ebbrezza e sempre piu’ frequente.
    Ebbrezza non solo da sostanze alcoliche ma anche da droghe (cannabis,eroina lsd).
    La guida in stato di ebbrezza e’ una prerogativa degli extracomunitari e dei comunisti,infatti quest’ultimi escono dai centri sociali o dagli A,R,C,I, completamente ubriachi.
    Le persone di destra non bevono e non si drogano ed e’ per questo motivo che riescono ad governare meglio della sinistra.
    La gente prende atto di cio’ ed ad ogni appuntamento elettorale rinnova la fiducia a quest’ultimi.
    Ci vuole piu’ disciplina…

MandarinoAdv Post.