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Infarto, così la tecnologia può salvare la vita

Un segnale acustico avverte che c’è un elettrocardiogramma in arrivo. Il medico di guardia fa quattro passi nel corridoio dell’Unità di terapia intensiva coronarica, legge al computer l’esame trasmesso dall’ambulanza, valuta la situazione e decide cosa fare per il paziente.

Sia con le cure immediate – confrontandosi grazie al telefono dedicato con il collega del mezzo di soccorso – sia con quelle ospedaliere per le quali la persona colpita da infarto arriverà direttamente in cardiologia, senza passare per il pronto soccorso del «Santa Maria Goretti». Una svolta in termini di tempo e di possibilità di salvare vite.

Una novità assoluta – scrive Il Messaggero – per il Lazio e il centro Italia, operativa da qualche giorno a Latina. «Questo sistema in altre realtà d’Italia funziona – spiega Edoardo Pucci, responsabile dell’emodinamica e da un mese dirigente della cardiologia di Latina – Quando ho visto com’erano collocate le ambulanze sul territorio ho pensato di proporlo e siamo partiti».

Mancavano alcuni macchinari per le ambulanze oltre ai sistemi di trasmissione verso l’ospedale e la Provincia, con un proprio stanziamento, ha completato la «rete» che funziona con un sistema Gprs. Si doveva aggiustare da un punto di vista burocratico e organizzativo il passaggio e ci si è arrivati. Oggi la rete pontina per l’infarto miocardico acuto è una realtà.

«Gli obiettivi sono due – spiega Pucci – riconoscere i sintomi e ridurre il tempo per il primo contatto con il 118 e quello tra l’arrivo dei soccorsi e l’ospedale». Alle prime avvisaglie, allora, anziché mettersi in auto verso l’ospedale è bene chiamare immediatamente il 118. Quando arriva l’ambulanza il personale esegue l’elettrocardiogramma che viene trasmesso in cardiologia. Il medico valuta, dà le prime indicazioni farmacologiche, quindi decide se è necessario intervenire con l’angioplastica o meno. Nel primo caso si attiva la sala di emodinamica, operativa finalmente 24 ore su 24 da giugno.

«Quando si è insediato il direttore generale Sponzilli chiesi subito gli infermieri necessari a completare l’offerta – dice Pucci al Messaggero – e appena sono stati mandati abbiamo avviato un servizio che prima lavorava a ritmo ridotto. Un’emodinamica deve funzionare tutto il giorno altrimenti non ha senso, ero venuto a Latina per questo e finalmente siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo. La letteratura scientifica ci dice che un intervento sulle coronarie ostruite entro due ore dall’evento consente di salvare la vita». Nel corso del 2011 1.251 casi trattati, ma sono stati ancora 800 quelli andati a Roma «una tendenza da invertire».

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    Chissa che ne pensa la Spolverini, o lo considera uno sperpero, giacche’ e’ destinato alla popolazione?

MandarinoAdv Post.