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Scala abusiva a Sabaudia, Legambiente: “Va demolita”

«La scala in ferro edificata nella piazza del Comune di Sabaudia è abusiva e come tale va demolita. È molto chiara, in tal senso, la recente sentenza del Tar di Roma, Sezione seconda Ter n. 765/2012, sul ricorso presentato dalla sig.ra Rosa Di Maio, ancora consigliere comunale a Sabaudia, in qualità di rappresentante della società Dms e Rad, contro l’Ordinanza del Comune di Sabaudia con la quale nel dicembre 2000 era stato stabilito l’abbattimento della nota scala edificata in piazza del Comune». Così una nota di Legambiente.

«I giudici evidenziano questioni valide anche in senso più ampio e generale – continua il comunicato – In particolare, ‘atteso il predetto carattere vincolato, anche qualora intercorra un lungo periodo di tempo tra la realizzazione dell’opera abusiva e il provvedimento sanzionatorio (…) deve infatti ritenersi che la lunga durata nel tempo dell’opera priva del necessario titolo edilizio ne rafforza il carattere abusivo (trattandosi di illecito permanente), il che preserva il potere-dovere dell’amministrazione di intervenire nell’esercizio dei suoi poteri sanzionatori, tanto più che il provvedimento demolitorio non richiede una congrua motivazione in ordine all’attualità dell’interesse pubblico alla rimozione dell’abuso, che è in re ipsà.

Secondo Legambiente si tratta di una nuova vittoria senza mezzi termini per la legalità e la giustizia, la cultura e la bellezza della quale Sabaudia è ancora autorevole espressione, dopo anni di dure battaglie tra chi si ostinava a proteggere l’orrida scala e chi invece, come Legambiente, Libera e l’ass. Caponnetto, insieme a numerosi cittadini, si sono sempre battuti per la verità e la legalità. Per questo, forte della sentenza, Legambiente torna a chiedere al Comune di Sabaudia che quel mostro orrendo di ferro e cemento venga immediatamente demolito, riportando il patrimonio urbanistico della città agli onori che merita, eliminato il vero e proprio sfregio all’architettura razionalista del centro storico di Sabaudia.

Nella stessa sentenza si afferma anche che il contratto di locazione originariamente stipulato tra le sopra citate società e la Regione Lazio sarebbe scaduto: ne deriverebbe che qualsiasi occupazione sarebbe da considerare abusiva. Legambiente chiede, quindi, all’Amministrazione regionale di verificare a quale titolo l’immobile sia oggi occupato, interrompendo eventuali procedure di rinnovo visto l’abuso commesso, restituendo il pregiato immobile alla collettività e alla legalità».

«Dal caso particolare della scala esterna e della copertura della terrazza (già demolita), emerge con forza la necessità che i Comuni procedano con determinazione nelle demolizioni. In questo caso, in particolare, ricordiamo le 3.500 domande di condono che giacciono tra San Felice e Sabaudia, dopo i condoni del 1985, 1994 e 2003, per abusi che riguardano il Parco del Circeo, area vincolata dove questi abusi sono del tutto insanabili. Un volume fuorilegge che, secondo le stime di Legambiente, sarebbe di circa un milione e duecentomila metri cubi, divisi tra il mezzo milione concentrato a Sabaudia e i circa seicentonovanta mila a San Felice», conclude Legambiente.

Comments

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  • alceste

    …rimozione dell’abuso, che è in re ipsà.

    E’ nel testo qui sopra e mi pare che l’abbiano scritto i giudici, ma certo che non ci capisco un… tubo e credo di non essere il solo.
    Ma sti… non possono parlare, non dico come magnano, ma un italiano mediamente comprensibile?

MandarinoAdv Post.