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Nave incagliata, pontini a bordo: “E’ stato un incubo”

Anche alcuni pontini sulla nave della Costa Crociere incagliata all’isola del Giglio. A bordo c’erano la cantante Veronika Cutonilli in arte “Nikasoul” (nella foto tratta da Facebook), e il fotografo di Latina Amleto Pane. Tanto spavento ma per fortuna nessuna conseguenza.

Il gruppo era a bordo per partecipare all’evento “Professione Lookmaker” proprio con la compagnia Costa Crociere. Ma l’avventura si è invece trasformata in un incubo. Al termine della crociera trenta di loro, secondo il programma, avrebbero dovuto accedere ad un reality di alcune puntate su una tv nazionale per la proclamazione del “Lookmaker 2012”, con un premio di 100.000 euro da utilizzare per ristrutturare la propria azienda. Da Latina erano partite alcune persone per partecipare all’evento.

Tra gli altri pontini anche  una coppia di Aprilia, una vigilessa e suo marito, e tre persone di Terracina, una coppia e un loro amico. Al porto di Civitavecchia ieri sera alle 19 erano state imbarcate circa 100 persone, la gran parte residenti nel Lazio, molte in provincia di Latina. Di queste alcune sono già tornate.

UNA CROCIERISTA DI APRILIA. «È stato allucinante. Nessuno ci diceva nulla e il personale straniero urlava per il panico tra di loro. Abbiamo preso da soli i giubbotti salvagente rompendo le vetrine nei corridoi. E siccome erano pochi ce li rubavamo tra noi». Questa una testimonianza di una crocerista di Aprilia, Antonietta Simboli, raccontando l’emergenza della nave Costa Concordia. «Mentre eravamo a cena, stavamo mangiando il primo, sono volati piatti e bicchieri all’improvviso, poi è andata via la luce più volte. Poi siamo caduti l’uno addosso all’altro e la gente si calpestava e la gente camminava sopra altra gente con la nave che andava sottosopra». La stessa turista ha riferito che «i pochi giubbotti disponibili erano per bambini e non per persone adulte». «Ora – prosegue il racconto della donna – sto cercando di contattare un’amica che era con me e non so più dove sia. Il suo telefono squilla a vuoto ma lei non risponde». Un problema, secondo la turista, è stato il fatto che «gran parte del personale non parlava italiano e non sapeva cosa fare e nè ovviamente ci dava indicazioni».

IL NAUFRAGIO. La paura arriva all’ora di cena, quando le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia (oltre 3.000 dei quali passeggeri) sono a tavola ai ristoranti della nave da crociera nei pressi dell’Isola del Giglio: uno scossone, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe. Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell’affondamento. Per fortuna un secolo dopo è andata molto meglio: nessun ferito e la terra, cioè la costa dell’Isola del Giglio dove i passeggeri sono stati evacuati, a due passi.

La nave, per motivi ancora da accertare, si è incagliata alle secche di Punta Gabbianara, la punta più a sud dell’isola con alte scogliere, meta preferita dei sub. La Concordia ha cominciato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa. Il tutto a poche centinaia di metri dalla costa dell’Isola del Giglio dalla quale sono partiti i primi soccorsi e che adesso si sta organizzando per ospitare gli inattesi arrivati: «Stiamo cercando di sistemarli ovunque, in scuole, asili, alberghi, sotto qualsiasi cosa abbia un tetto», dice il sindaco dell’isola, Sergio Ortelli. Anche il parroco ha aperto la chiesa per ospitare i passeggeri della nave che si sono sistemati un pò ovunque, sulle panche e appoggiati ai confessionali. La nave era attesa a Savona per la conclusione della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo ed era partita circa due ore prima da Civitavecchia. «Stavamo cenando quando Š andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra»: così ha raccontato all’ ANSA Luciano Castro, da bordo della Costa Concordia. All’inizio è stato detto che si trattava di un guasto elettrico, ma tutti si sono accorti che i bicchieri sul tavolo non stavano più in piedi.

«Scene da Titanic», commenta con l’ ANSA Mara Parmegiani, giornalista, come Castro, e anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia. Prima l’invito ad avvinarsi alle scialuppe «per precauzione», poi ogni incertezza è stata spazzata via da sette fischi brevi ed uno lungo: il segnale di abbandono nave. Verso la Costa Concordia che stava calando le scialuppe si sono avvicinati anche altri natanti che incrociavano nella zona, anche uno dei traghetti che fa servizio tra l’Isola del Giglio e Porto Santo Stefano, mezzi dei vigili del fuoco da Livorno e da Civitavecchia, delle capitanerie di porto e della guardia di finanza. Non tutto si è svolto con calma e qualcuno degli occupanti della nave, preso dal panico, ha scelto di gettarsi in mare, costringendo i soccorritori a recuperarli dalle acque.

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