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NAVE SEQUESTRATA, ANSIA PER IL MARINAIO PONTINO A BORDO

Nessuna richiesta di riscatto, al momento, per la Buccaneer, il rimorchiatore italiano sequestrato ieri dai pirati nel Golfo di Aden. Arriva intanto la notizia della liberazione, con un blitz, del capitano americano Richard Phillips, rimasto 5 giorni a bordo di un canotto di salvataggio della Maersk Alabama, attaccata mercoledì scorso al largo di Mogadiscio. Mentre la Farnesina chiede il «massimo riserbo» per favorire una positiva soluzione della vicenda della nave italiana, fonti della Micoperi, la società armatrice, precisano comunque che l’equipaggio della Buccaneer – 16 persone, tra le quali 10 italiani, 5 romeni ed un croato – «stabene».


La nave Buccaneer

Sono ore di attesa e di ansia anche per la sorte di Mario Albano, 58 anni, il primo ufficiale di coperta iscritto alla Capitaneria di Porto di Gaeta che è tra i dieci italiani sequestrati dai pirati. Albano, originario di Gaeta, vive a Itri, con la moglie e due figli. Secondo quanto si è appreso, la sorella, che gestisce un bar a Gaeta, ha avuto un malore quando ieri ha appreso dalla televisione la notizia del sequestro del rimorchiatore. L’ufficiale, secondo quanto hanno raccontato alcuni parenti, avrebbe dovuto inizialmente trascorrere la Pasqua in famiglia, ma poi i programmi erano cambiati per il sopraggiungere di ulteriori necessità legate al suo servizio.

Il rimorchiatore italiano avrebbe raggiunto la costa della regione autonoma del Puntland in Somalia anche se non si conosce al momento l’esatta località. Nella zona è arrivata nel frattempo la ‘Maestralè – nave della Marina Militare italiana con 220 uomini e due elicotteri a bordo – pronta «a ogni evenienza» e a seguire le indicazioni che riceverà,riferiscono fonti italiane. Stamattina all’Unità di Crisi della Farnesina – su impulso del Ministero degli Esteri e della Difesa – si è svolta una riunione interministeriale per mettere a punto le attività di coordinamento. Anche, in prospettiva, con «le autorità del governo di transizione somalo», ha spiegato un comunicato del ministero degli Esteri che resta in contatto, attraverso la società armatrice, con le famiglie dei marinai della Buccaneer. «Ci sono contatti con nazioni limitrofe che dicono che l’equipaggio sta bene e non ci sono problemi», ha riferito Silvio Bartolotti, general manager della Micoperi Marine Contractors di Ravenna ribadendo che non vi è stata finora nessuna richiesta da parte dei pirati e sottolineando di non «avere idea sui tempi della crisi».

La situazione in quello che è considerato il tratto di mare più pericoloso del mondo è molto tesa. Oggi diversi elicotteri militari sono stati visti sorvolare l’area di Haradheere, sulla costa somala, in cui si ritiene vi siano i covi dei pirati. Tornando al capitano americano, il dipartimento di Stato Usa sottolinea che l’ufficiale «sta bene» mentre dalle prime informazioni si apprende che la liberazione è avvenuta tramite un’operazione militare al termine della quale sono rimasti uccisi tre pirati mentre un quarto è stato catturato.

Ecco i nomi dei dieci italiani che fanno parte dell’equipaggio del rimorchiatore Buccaneer. L’elenco è stato ricostruito attraverso informazioni raccolte dall’ANSA in varie regioni italiane:

1) Mario Iarlori, comandante, iscritto alla Capitaneria di porto di Ortona (Chieti); 2) Mario Albano, primo ufficiale di coperta, iscritto alla Capitaneria di Porto di Gaeta (Latina); 3) Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Ortona (Chieti); 4) Ignazio Angione, direttore di macchina, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari); 5) Vincenzo Montella, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 6) Giovanni Vollaro, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 7) Bernardo Borrelli, marinaio, iscritto alla Capitaneria di porto di Torre del Greco (Napoli); 8) Pasquale Mulone, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo (Trapani); 9) Filippo Speziali, marinaio, iscritto alla Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno); 10) Filomeno Troino, cuoco, iscritto alla Capitaneria di Porto di Molfetta (Bari).

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