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TERREMOTO, CINQUE LE VITTIME DEL LAZIO

Sono cinque i cittadini laziali morti nel terremoto in Abruzzo, due donne di Rieti, due uomini di Frosinone ed una donna di Latina, ma è un bilancio che rischia di aumentare con il passare delle ore visto che altre tre persone sono ufficialmente disperse.

Erano di Rieti Michela Rossi, di 36 anni, ingegnere, e Valentina Orlandi, di 23, studentessa di psicologia. La conferma ufficiale della morte è arrivata questa mattina: Michela è stata trovata sotto le macerie di un appartamento nel centro dell’Aquila, città dove lavorava; Valentina è l’unica a non avercela fatta in seguito alla distruzione della casa vicino a via XX Settembre, nel capoluogo abruzzese, che divideva con altre tre amiche reatine, che si sono salvate. È stato trovato morto vicino alla Casa dello Studente all’Aquila, uno dei quattro studenti frusinati dispersi dopo il terremoto. Si chiamava Armando Cristiani, 24 anni, figlio della segretaria comunale di Pescosolido, uno dei paesi della Valle di Comino, nel Frusinate. Il ragazzo è stato estratto dalle macerie poco prima delle 16 sotto gli occhi della madre.

La quarta vittima era una ragazza originaria di Castelforte, piccolo paese del sud-pontino, Maria Civita Mignano, di 24 anni e lavorava come cassiera in un supermercato. Da molti anni viveva nella città abruzzese con la sorella gemella, scampata al terremoto, in una casa famiglia. A Castelforte, piccolo paese del sud pontino, resta il padre delle due sorelle, invalido. Altre due ragazze originarie del paese del sud pontino, entrambe studentesse che si erano trasferite all’Aquila, sono invece rimaste ferite ma non in modo grave.

Infine la quinta vittima è stata scoperta in tarda serata, Nicola Bianchi, 23 anni, uno dei tre giovani frusinati che mancavano all’appello; studente d’ingegneria, era residente con la famiglia nel comune di Monte San Giovanni Campano, ma da un paio di anni era domiciliato in una palazzina poco distante dall’università. Da due giorni il padre urlava «Nicola, Nicola». E lo ripeteva ogni volta che le ruspe si spegnevano; lui si chinava sulle macerie e gridava il nome del figlio. Ancora senza esito le ricerche dello studente reatino Luca Lunari, di 20 anni, padre di una bambina di 7 mesi. Così come non si hanno notizie dei due studenti ciociari che si erano trasferiti all’Aquila per frequentare l’università: Marco Alviani, 21 anni, di Sora e Giulia Carnevale, 23 anni di Arpino Le famiglie dei ragazzi da ieri hanno raggiunto il luogo del disastro e per tutta la giornata li hanno cercati prima tra le macerie e poi tra i cadaveri all’interno di tendopoli e nella caserma della Guardia di finanza. Oggi hanno continuato a stare all’Aquila in attesa di avere notizie dei loro ragazzi. «Rivoglio la mia bambina», ha detto piangendo la madre della ragazza, disperata, che continuava a digitare sul cellulare il numero di sua figlia. E ripeteva: «Perchè non risponde, perchè. Ieri il telefono squillava ma non rispondeva, oggi è spento». «Anche noi abbiamo i nostri caduti, persone sia nel reatino che in provincia di Frosinone, persone che vivevano all’Aquila e non ci sono più» ha commentato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo spiegando di seguire «con apprensione le operazioni di ricerca degli altri ragazzi che ancora risultano dispersi e per questo ho telefonato al prefetto di Rieti e a quello di Frosinone per avere aggiornamenti sulla situazione. In questa immane tragedia, desidero esprimere la mia vicinanza alle famiglie dei cittadini laziali coinvolte dal sisma».

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TERREMOTO, RAGAZZA DI CASTELFORTE TRA LE VITTIME. DUE STUDENTESSE FERITE

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