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Dipendenza da web e videopoker, a Latina i primi casi gravi

Si sviluppa anche a Latina la dipendenza da slot machine, videopoker, gioco d’azzardo e casinò virtuali ma anche computer e social network. Al momento sono dieci a Latina i casi conclamati presi in carico dai servizi sociali del Comune.

Adolescenti vittime della dipendenza da internet e adulti tormentati dal vizio del gioco che dissangua il bilancio e mette in ginocchio le famiglie, le segnalazioni o le richieste di aiuto arrivano quasi sempre dalle donne, forse più attente nel cogliere i sintomi del disagio.

Nasce il progetto Rien ne va plus promosso dall’assessorato comunale ai Servizi sociali e affidato al Ceis, Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi e all’associazione Saman di Latina, che da oltre trent’anni si occupano di problematiche legate alle dipendenze e ai comportamenti compulsivi.

Due sportelli ambulatoriali, a Roma e Latina, offriranno accoglienza, colloqui individuali, familiari e di coppia, incontri di gruppo, diagnostica e terapie riabilitative, a cura di équipe specializzate. In città, il servizio è attivo 4 giorni la settimana (ore 15-19) presso la sede Saman, centro diurno al civico 10 di via Tiziano. Numero-verde 800.144786 per informazioni e contatti.

CRESCE LA DIPENDENZA DAL GIOCO.  Cresce l’allarme contro le ludopatie e il gioco d’azzardo; allo stesso tempo si moltiplicano le iniziative, come quella del Consiglio Nazionale degli Utenti dell’Agcom che ha chiesto di equiparare la pubblicità del gioco d’azzardo a quella del fumo, ossia vietarla. Mentre cresce il numero degli italiani che si rivolgono ai Sert per «disintossicarsi», i Monopoli (Aams) di concerto con i ministeri competenti e le Regioni, stanno lavorando ad un testo con le linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo. Che non soltanto può essere equiparata ad una malattia, ma che a volte sfocia proprio in una disagio sociale come quello che ha portato oggi un agente di polizia a tentare di sequestrare un adolescente. In generale, sono le donne, in particolare quelle tra i 25 e i 45 anni, la categoria più a rischio (40%) per la dipendenza da gioco. Solo il 25% dei giovani fino a 21 anni è in pericolo ludopatia, mentre gli uomini tra i 35 e i 50 anni rappresentano il 35% dei soggetti a rischio. I dati del fenomeno «malati di gioco» evidenziano un problema che sta crescendo con l’aumentare dello sviluppo del settore, che continua a crescere a ritmi elevati: nei primi otto mesi dell’anno la raccolta è stata di 48,3 mld, con un +23,8% rispetto alle stesso periodo del 2010. Tra il 2003 e il 2010 la raccolta è stata di 309 miliardi, con una proiezione per il solo 2011 di ben oltre i 70 miliardi di euro finali. Ma non tutto è rose e fiori, tanto che il comparto ha destato l’interesse preoccupato anche dell’Antimafia, che ha evidenziato «costi sociali devastanti» di cui «nessuno si preoccupa veramente». Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 3% della popolazione adulta italiana, cioè 1,5 milioni di soggetti, è vittima di una esagerazione, cioè tende a porre il gioco al vertice delle priorità di vita. La maggioranza dei soggetti a rischio (il 32%) afferma di giocare esclusivamente per guadagnare, solo il 21% per divertimento. Corse (78%), partite (86%), Bingo (come nel caso della donna che ha «venduto» la figlioletta a Pescara) e Lotto (65%) rappresentano i giochi preferiti dai giocatori di sesso maschile, mentre le donne mettono in cima alle preferenze poker online (42%), slot (46%) e altri giochi (48%). La ludopatia è una «vera e propria forma di dipendenza patologica», che mette in discussione la sopravvivenza economica delle famiglie e non è inserita nell’elenco delle malattie riconosciute dal Servizio sanitario nazionale«. I Monopoli sono da tempo impegnati nel diffondere una sempre maggiore conoscenza della realtà del gioco che consenta di implementare progetti di prevenzione, informazione e sensibilizzazione per un approccio equilibrato da parte del pubblico al mondo dei giochi. Spiccano tra questi l’iniziativa di formazione sul gioco legale e responsabile delle scuole secondarie »Giovani e Gioco«, il progetto nazionale sulle dipendenze comportamentali »il Gioco è una cosa seria« coordinato dalle Asl/Sert della regione Piemonte, il servizio di helpline nazionale di assistenza alle persone che hanno problemi con il gioco.

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