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Crisi, lo Stato mette in vendita anche il faro di Ponza

Nove fari, tra i quali anche quello di Ponza, e 52 caserme. Ma anche forti ed ex alloggi demaniali, depositi munizioni e magazzini tra gli immobili della Difesa che si mettono in “vetrina”, pronti a essere venduti, gestiti, permutati o valorizzati per fare cassa.

Sono stati individuati con due decreti della Direzione generale dei Lavori e del Demanio del ministero, e l’operazione dismissioni scatterà dal prossimo anno. Tra i beni militari individuati al fine del trasferimento al patrimonio disponibile dello Stato, vi sono 9 fari che in una prospettiva di valorizzazione potrebbero diventare strutture ricettive o turistiche. Mentre le ex caserme si trasformerebbero in alberghi o residenze private.

In Calabria ci sono i fari di Capo Rizzuto e Capo Trionto mentre nel Lazio c’è il faro della Guardia a Ponza (Lt). L’elenco comprende Punta Libeccio a Favignana (Tp), il faro di Capo Milazzo (Me), Punta Spadillo a Pantelleria (Tp),Faro Scoglio Formica Maggiore, a Grosseto, Capo Faro a Santa Maria Salina (Me) e il faro Capo Molini, ad Acireale (Ct).

Tra gli immobili della Difesa ‘pronti ai blocchì per essere valorizzati o venduti, vi sono anche parte dell’ex stadio Militare a Cormons (Go), Forte Cavour a Portovenere (Sp), l’ex carcere militare a Palermo, gli ex poligoni di Tiro a segno a Orzinuovi (Bs) e Palazzo Rinaldi, a Padova.

Nell’elenco completo dei beni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n.149 del 29.06.2010 e n.5 del 8.01.2011), c’è anche il Circolo presidio ufficiali di Catania, una parte di Forte Boccea, a Roma, l’ex base aerea (zona lancio e zona logistica) di Bagnoli di Sopra (Pd) e un’aliquota di Forte S. Felice a Chioggia (Ve). Ma non tutti gli immobili saranno alienati. La Difesa, infatti, ha anche la possibilità di gestire i beni, non solo venderli.

Con la nota “funzioni da riallocare”, figurano l’ex convento Santa Teresa a Roma (via S. Francesco di Sales), il comprensorio di Punta Cugno, ad Augusta (Sr), una parte dell’Arsenale di Venezia, il distaccamento aeronautico Cadimare, a La Spezia, e l’ex idroscalo S. Andrea, a Venezia.

Oltre alle varie tutele previste per i beni culturali e architettonici, il meccanismo legislativo prevede che il ritorno finanziario proveniente dalle dismissioni sia ripartito fra il ministero dell’Economia (per le necessità legate ai saldi di finanza pubblica, il 55%), la Difesa (35%) e il Comune interessato (10%).  Finora sono stati sottoscritti 12 protocolli d’intesa con altrettanti Comuni.

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