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Comune di Aprilia: “Alta l’attenzione sulla centrale Turbogas”

«C’è solo una cosa che non muta, e non è certo il silenzio dell’amministrazione ma la totale disinformazione e i palesi tentativi di strumentalizzare la vicenda. Veniamo sistematicamente accusati di voler omettere notizie sulla turbogas, eppure mai veniamo interpellati per informazioni che saremmo ben disponibili a fornire. Evidentemente tutto ciò fa buon gioco per dare spazio a personaggi che dell’argomento nulla sanno, se non che la turbogas è utile ad ottenere visibilità personale».

Lo ha detto l’assessore all’Ecologia e Ambiente di Aprilia Alessandra Lombardi in merito all’approvvigionamento idrico della società Ansaldo per il cantiere della centrale termoelettrica di Campo di Carne.

«Non ci risulta autorizzato dalla Provincia di Latina – si legge nella nota – l’utilizzo dei quattro pozzi realizzati presso il cantiere della centrale. Perciò, le autobotti non vanno considerate come aggiuntive rispetto all’emungimento idrico dai
pozzi stessi».

«All’inizio delle soffiature – ha continuato l’assessore Lombardi – Ansaldo ha utilizzato acqua demineralizzata proveniente da un’azienda privata. Già durante il nostro sopralluogo dello scorso 18 agosto abbiamo chiesto di prendere visione delle fatture di acquisto per le opportune verifiche del caso. L’amministrazione non ha mai
abbassato il suo livello di attenzione sul cantiere, e questo anche per quanto riguarda l’uso idrico, sia in entrata, sia concernente lo smaltimento. Dal mese di settembre, poi, nel cantiere è stato attivato un impianto di demineralizzazione; abbiamo saputo che Ansaldo ha stipulato un accordo con il gestore idrico, che ricordiamo non è il Comune di Aprilia, ma ancora Acqualatina, per attingere risorse idriche dall’acquedotto tramite autobotti».

«Anche sui termini di tale accordo il Comune di Aprilia ha chiesto copia alla società Ansaldo. Tuttavia Acqualatina dovrà rendere conto al Comune e a tutti i cittadini dell’opportunità di far utilizzare acqua potabile per usi industriali e delle relative modalità. Non c’è nessun mistero quindi, ma solo tanta strumentalizzazione e disattenzione, e un altro esempio sono i numeri senza alcun riscontro diffusi per quanto riguarda la quantità di prelievi idrici. L’utilizzo di acqua per i sette mesi di soffiatura è infatti stimato in circa 53 mila metri cubi, una cifra nettamente lontana dai 400 mila metri cubi che azzarda qualcuno, evidentemente senza le giuste informazioni e senza la volontà di reperirle nel modo corretto», conclude.

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