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Latina Scalo, invariate le tariffe. Il parcheggio multipiano resta vuoto

L’associazione Libere Idee torna ad occuparsi del parcheggio multipiano di Latina Scalo. «All’inizio di luglio – ricorda il presidente dell’associazione, Andrea Giansanti – l’allora assessore ai Trasporti Alberto Pansera aveva trionfalmente annunciato la revisione delle tariffe del parcheggio multipiano a pagamento di Latina Scalo. Si trova ancora traccia dell’annuncio sul sito personale del sindaco Giovanni Di Giorgi, in cui lo stesso primo cittadino parlava di “rivoluzione”. La stampa raccolse le dichiarazioni entusiaste degli esponenti di maggioranza, che davano come pronto l’accordo col gestore del parcheggio e sottolineavano come ciò “testimoniasse il processo di cambiamento avviato in Comune”.
Ai primi di agosto anche la commissione Viabilità approvò il documento varato dalla
Giunta. Libere Idee in quei frangenti ricordò che i 350 posti auto del multiparco hanno preso il posto di 200 stalli gratuiti precedentemente esistenti, e che la struttura è stata realizzata coi fondi erogati dalla Regione Lazio, a costo zero per il Comune che invece ha deciso di affidarla alla gestione a pagamento di Urbania, nell’ambito dello scellerato Piano della sosta approvato nel 2009. Ci dicemmo inoltre pronti a monitorare l’iter per la revisione delle tariffe, perché la riduzione dell’esoso tributo deciso per il parcheggio
multipiano, fissato a un euro l’ora e fino a otto euro per tutto il giorno, non è la soluzione ottimale ma è comunque un passo avanti per venire incontro alle sacrosante esigenze dei pendolari. Ebbene, sono passati quattro mesi dagli annunci trionfalistici, siamo arrivati
a novembre e dell’abbassamento delle tariffe non c’è neanche l’ombra. E’ ricominciata la frequenza universitaria degli studenti che si recano a Roma, è ricominciato il notevole afflusso alla stazione che si era affievolito nel corso dei mesi estivi, ma il parcheggio
multipiano ha gli stessi esorbitanti costi di prima, e resta desolatamente vuoto».

Nemmeno le soluzioni di mobilità alternativa sembrano avere effetti concreti. «Il Comune di Latina ha aderito alla Settimana europea della mobilità sostenibile – prosegue Giansanti – che ha l’obiettivo di incoraggiare i cittadini all’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani, ma oltre alle solite parole di rito e ai progetti annunciati, ben poco di concreto è stato fatto. All’inizio di ottobre è stata inaugurata la linea Fs Express, ma la pubblicizzazione dello strumento è praticamente nulla, come quella relativa all’intero ventaglio del trasporto pubblico, e non ha portato alcun decongestionamento del parcheggio della stazione. L’autobus per la stazione rappresenta comunque un provvedimento marginale e non può essere l’unica risposta ai gravi disagi dei pendolari, per i quali è necessario trovare e adottare soluzioni urgenti e innovative. Tantopiù che si è arrivato all’assurdo di impedire a un utente di caricare la propria bici pieghevole sull’autobus per la stazione, bici speciale che viene trasportata senza problemi sui bus e nella metropolitana di Roma. Così l’utente è dovuto tornare a casa, prendere l’auto e aggiungere un’altra vettura a quelle già in sosta al parcheggio di Latina Scalo per poter recarsi nella Capitale con la propria bicicletta. Alla faccia della mobilità sostenibile! Il tempo è ampiamente scaduto, l’attuale amministrazione è in carica da quasi sei mesi, è ora di vedere riscontri concreti. Quando si parla di “rivoluzione” si dovrebbe tener presente che con tale termine si intende un “mutamento improvviso e profondo”. E se davvero si vuole attuare un mutamento improvviso – conclude Giansanti – non si può aspettare mesi: altrimenti si deve parlare di continuità».

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