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Tacconi Sud: “Per i lavoratori è il momento più delicato”

Continua la mobilitazione dei lavoratori della Tacconi Sud, in presidio opermanente di difendere il proprio posto di lavoro.

“Sono cominciati i 40 giorni più delicati, per il presidio della Tacconi Sud – spiega Rosa Giancola delegata RSU FEMCA Tacconi Sud attraverso una pagina su Facebook – L’imprenditore che ha presentato il piano industriale attenderà con noi il 10 novembre, data dell’udienza prefallimentare, se salterà anche questa data per la nomina, a questo punto (si spera) del curatore fallimentare, l’attesa per l’imprenditore interessato alla Tacconi Sud potrebbe andare oltre i limiti da lui stesso preventivati (tenuto conto che ha una commessa già acquisita) in tal senso si chiude la prostettiva in termini lavorativi per tutte noi”.

“Il rinvio – prosegue la sindacalista – potrebbe esserci solo se la proprietà si appella alla sentenza che vede la bocciatura del concordato fallimentare, bocciatura  per la parte che riguarda i bilanci presentati dal nostro ex datore di lavoro, che ha diritto sì ad appelarsi, ma in tal senso una nuova udienza potrebbe slittare al 2012, ciò significa per tutte noi dover lottare a questo punto anche per la cassa integrazione, perchè l’attuale cassa scadendo al 31/12/2011 e non essendoci nessuna sentenza definitiva circa il fallimento, ci costringe a chiedere una cassa integrazione in deroga fino alla nuova udienza(strumento difficile da ottenere viste le condizioni degli enti erogatori). Mateniamo il presidio perché l’occupazione 24 ore su 24 ha lasciato il sito intatto e pronto per ripartire e nel contempo il valore contenuto rappresenta tutto il nostro TFR e le spettanze non retribuite, inoltre la nostra presenza è garanzia di sicurezza del sito stesso, non vogliano accada a quella che è stata la nostra fabbrica per 20 anni, quello che è successo con Aiazzone.

“Temiamo costantemente lo stacco dell’energia elettrica a causa delle insolvenze che il nostro datore ha accumulato con l’enel, se ciò avvenisse potremmo restare senza servizi igenici, perchè l’acqua al sito è fornita da un pozzo. Ultimo punto e non meno importante degli altri, è di carattere morale. Non abbiamo avuto fortuna, nonostante la nostra tenacia non tutto è andato come speravamo, c’è ancora una possibilità però, e cioè quella che la data del 10 novembre sia l’ultima! E che  stabilisca la nomina del curatore, ciò che sarà per noi l’interlocutore che abbiamo atteso per tutti questi mesi, sia per il futuro accordo di cassa, sia per tentare di far ripartire il sito, ma soprattutto perché, vorremmo consegnare a lui le chiavi del cancello che abbiamo chiuso per arrivare sino ad oggi, sopravvivere, lottare e credere di avere una possibilità nonostante tutto, non vorremmo essere costrette a causa dello stacco della corrente  ad arrenderci… e doverle consegnare a quello che è ancora il proprietario formale della Tacconi Sud, che non ci pare abbia il titolo morale per vedersi restituito ciò che ha liquidato con un telegramma”.

 

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