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Omicidio a Sabaudia, uomo ucciso e bruciato nella sua villetta. Forse movente sessuale

Un uomo è stato trovato morto a Sabaudia. Si tratta Antonio Aversano, 67 anni originario di Caserta ma residente a Sabaudia da anni, trovato carbonizzato all’interno di una villetta in via Ezio.

Inizialmente si era pensato a un suicidio, ma in realtà l’uomo è stato prima accoltellato e poi cosparso di liquido infiammabile e bruciato. L’allarme era stato lanciato da alcuni vicini che avevano sentito un forte odore del fumo. Sull’omicidio indagano i carabinieri.

Il medico legale ha effettuato i primi rilievi cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Non ci sarebbero segni di effrazione nella villetta di via Ezio, forse il 67enne è stato ucciso da qualcuno di sua conoscenza. Un testimone avrebbe visto una macchina allontanarsi dalla casa dell’uomo. Aversano era molto conosciuto e stimato in città. Al momento non si esclude un movente sessuale, la vittima era omosessuale. Il corpo era nudo, trafitto con almeno 14 coltellate prima dell’incendio.

L’allarme è stato dato da un amico della vittima che aveva appuntamento con lui verso le 8 per andare a comprare del vino in un vigneto. L’uomo ha ripetutamente suonato al cancello di casa che era stranamente aperto. Ha chiamato Aversano sul cellulare senza ottenere risposta. Allora ha allertato il fratello. Intanto la vicina di casa, che aveva visto le tracce di fumo sulla finestra, ha chiamato i vigili del fuoco che giunti sul posto, quando hanno raggiunto la camera da letto hanno constatato che l’incendio era già spento e che in terra c’era un cadavere, con accanto un coltello da cucina. Un primo esame sulla salma è stato compiuto dal medico legale Silvestro Mauriello. Sul luogo del delitto anche il sostituto procuratore Marco Giancristofaro. Tra le ipotesi più accreditate quella di un omicidio maturato nell’ambiente degli omosessuali. L’assassino è stato accolto in casa dalla vittima. Lo conosceva o era stato invitato occasionalmente.  Tra i due potrebbe esserci stato un litigio che ha fatto scattare il raptus culminato con l’omicidio e l’incendio appiccato in due diversi punti, proprio per cancellare le tracce che evidentemente l’assassino sapeva di aver lasciato. Una vicina di casa ha raccontato di essere uscita con il suo cane per una passeggiata attorno alle 19.30 di martedì e di aver notato davanti alla casa della vittima un’auto di color verde acqua, probabilmente una Punto, dalla quale è sceso un uomo di 40–50 anni, di corporatura robusta, che portava una valigetta. Ha però raccontato di non aver notato a che ora l’auto abbia poi lasciato via Ezio e di non aver sentito rumori particolari o urla. L’abitazione dove è avvenuto l’omicidio, ora posta sotto sequestro, è stata controllata dagli uomini dell’arma. Sono stati effettuati scatti fotografici e riprese video. L’autore dell’omicidio, nella concitazione del momento, potrebbe aver compiuto qualche passo falso lasciando qualche sua traccia. A partire dalle impronte e dal dna sul coltello. Il corpo di Tonino Aversano è stato trasportato, su disposizione del magistrato, al cimitero di Latina dove sarà effettuata l’autopsia. Stamattina il conferimento dell’incarico al medico legale. Dall’esame autoptico potrebbero emergere altri particolari utili all’inchiesta che si concentrerà anche sull’analisi dei tabulati telefonici per risalire agli ultimi contatti della vittima.

CHI ERA ANTONIO AVERSANO. Tonino, così era conosciuto, aveva mille interessi. Cantava nel coro Annuntiatae Cantores ed era stato tra i protagonisti di moltissimi concerti, gli ultimi proprio questa estate in occasione del Sabaudia Musica Festival. Per la sua voce impostata e per la sua passione per il palcoscenico spesso si prestava a presentare concerti e serate. Si era avvicinato anche al gruppo folkloristico «Michele Cestra» e lo seguiva nelle varie tournèe anche all’estero. Era il loro presentatore ufficiale. Conosceva diverse lingue straniere e proprio per questo è sempre stato tra i promotori e gli organizzatori dei gemellaggi tra Sabaudia e la città francese di Saint Medard en Jalles ma anche e soprattutto con la città spagnola di El Vendrell. Amava moltissimo viaggiare e scoprire nuovi posti, visitare nuove città. Tanto che dalla sua passione per i viaggi era scaturito anche un lavoro come guida turistica. Era appena tornato da un breve viaggio di due giorni in Emilia e qualche tempo prima era stato in Spagna. Persona coltissima, appassionato di arte, di musica e di cultura in generale ammaliava chiunque con i suoi racconti, gli aneddoti storici, le sue recensioni sulle opere artistiche. Assiduo frequentatore della parrocchia non perdeva mai l’appuntamento con la Messa. Di recente, proprio presso la parrocchia della Santissima Annunziata di Sabaudia, aveva tenuto un corso di lingua italiana per extracomunitari che lavorano nel territorio comunale.

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