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Università, al via i test d’ingresso: oltre 7.000 candidati per Medicina

«Ci sono state delle irregolarità durante lo svolgimento dei test d’ingresso. Un paio di ragazzi sono stati sorpresi con il cellulare in mano e sono stati allontanati». Lo ha riferito Eugenio Gaudio, preside della facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma dove si sono svolte questa mattina le prove d’ammissione a Medicina-Chirurgia e Odontoiatria.

«A presentare domanda sono stati in circa 7.600 – ha aggiunto – Nelle aule oggi c’è stato un assenteismo dell’8%, che definirei fisiologico. Quindi, secondo una prima stima, dovrebbero aver fatto il test in 7mila».

Tra questi ci sono anche numerosi pontini che aspirano ad entrare nella sede di Latina della facoltà. «Il numero chiuso è lo strumento migliore. Se da noi entrassero 7mila matricole non saprei dove metterle. Mi servirebbe il foro Boario» spiega il rettore dell’università La Sapienza di Roma rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se il numero chiuso fosse la giusta soluzione per l’accesso alle università.

«L’unico paese senza numero chiuso al primo anno è la Francia con costi sociali infiniti tant’è che vogliono tornare indietro – ha aggiunto – C’è da dire che molti studenti che partecipano ai test ci provano. Non è che sono motivati più di tanto. Uno studente bravo e motivato in genere non un anno ma l’anno dopo riesce ad entrare. Altre università private adottano il sistema del colloquio. L’accusa che poi verrebbe fatta: fate entrare chi vi pare».

«Speriamo sia andato bene – ha detto Pietro Giammanco, 19 anni, il primo a consegnare il test nell’aula di Ortopedia -. Biologia e chimica erano abbastanza accessibili. Rispetto all’anno scorso c’erano più domande di logica. Invece non capisco perchè mettere le domande di cultura generale. Si tratta di puro nozionismo che uno può avere o no». Ottanta domande a cui gli aspiranti discepoli di Ippocrate hanno dovuto rispondere in due ore: biologia, logica, cultura generale, matematica, fisica e chimica. C’è chi esce sorridente dall’aula, sicuro delle crocette messe sul compito, e chi meno, magari sollevato nel morale dall’abbraccio dei genitori che aspettavano con ansia sulle scale della facoltà. Per qualcuno è stato più semplice affrontare le domande di chimica, fisica e matematica, per altri invece quelle di cultura generale. In molti, però, si sono lamentati dei quiz di logica: «Sono tre volte che provo ad entrare a medicina – ha raccontato il ventenne Luigi Farina – e mai mi era capitato di rispondere ad una domanda come questa. Mi ha lasciato traumatizzato e me la ricordo ancora: ‘C’è un cane legato ad un palo con una corda di 13 metri. Il palo è distante 5 metri dal sentiero. Quanto sentiero riesce a compiere il cane?»’. All’uscita tra abbracci, sorrisi e lacrime per sfogare la tensione non sono mancate neanche le critiche: «Non capisco perchè non si possa fare una selezione, sempre al primo anno, ma dopo l’ingresso all’università – ha detto Marianna D’Amato, 20 anni, per la seconda volta sui banchi dei test -. In modo tale che si possa fare una selezione in base al merito».

Comments

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  • Luca P

    cosa c’è di così traumatico in quella domanda??? Il cane percorre 12m

  • Osservatore

    non saranno 8 m?

  • Davy

    mi pare che questa del “cane” sia la prova della scarsa preparazione scolastica di parte dei nostri giovani, che rimangono “traumatizzati” da un problemino di geometria da scuola media… evidentemente il teorema di Pitagora è optional… :|
    e poi silamentano se mettono il numero chiuso per sfoltire un pò…

  • avatar

    Ma la Polverini che ne pensa? visto che ha sempre una risposta per tutto? E altresi’ considerato che ha un consigliere Sanitario Suo amico di primo piano in questioni Sanitarie … che sa’ benissimo come funziona la Medicina nel Lazio… il dott. Storace der tufello anche detto ” Il Corsaro Nero della Sanita”, Visto quello che ha combinato e come ha ridotta la Sanita’ nella ns. Regione.

MandarinoAdv Post.