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A Latina “Genitori si diventa”, 140 coppie chiedono un bimbo in adozione

di MARCO CUSUMANO *

Genitori si diventa, non solo in maniera naturale, ma anche decidendo coraggiosamente di adottare un bambino. Una strada lunga e colma di difficoltà burocratiche, ma non solo. C’è anche un notevole stress psicologico legato alla scelta, ai rischi, alle numerose incognite che il percorso comporta. Per affrontare tutto ciò con maggiore consapevolezza e per poter contare su un aiuto concreto, a Latina è nata la sezione locale dell’associazione «Genitori si diventa».

«Il capoluogo pontino – spiega la presidente Simonetta Carluccio – si distingue in positivo per la rapidità con cui viene espletata la prima fase del percorso di adozione, ovvero le visite mediche alle quali sono sottoposti gli spiranti genitori».
Adottare un bambino è un iter complesso che può durare anche quattro o cinque anni, in media due o tre. Volendo semplificare si possono individuare due fasi: la prima è quella dell’idoneità disposta dal Tribunale dei Minorenni sulla base di una relazione dei servizi sociali; la seconda è quella dell’assegnazione del bambino attraverso un ente specializzato. «La Asl – spiega Maria Civita Di Mario, tesoriera dell’associazione – ha organizzato le visite mediche necessarie in tempi record. Io e mio marito siamo nella fase intermedia: la relazione dei servizi sociali è stata consegnata al giudice, ora dobbiamo aspettare».

Già, l’attesa. E’ una costante nel percorso di adozione, quasi fosse un continuo esame per i futuri genitori. «Dopo il parere positivo del giudice – spiega Carluccio – si passa alla fase successiva: la scelta dell’ente che gestirà la pratica di adozione».

E qui si apre un vero enigma che assilla le coppie: quale ente scegliere? «Non esiste un criterio universale, c’è chi sceglie l’ente in base alla rapidità, chi in base al volume di adozioni, chi solo in base al Paese che tratta. Non esiste una strada più breve in assoluto, ma solo tendenze spesso temporanee». Già perché le adozioni sono gestite in maniera totalmente autonoma da ogni Paese. E così i requisiti cambiano da zona a zona, a volte anche a seconda dei periodi, e spesso con curiose stranezze. I cinesi, ad esempio, pretendono che i genitori adottivi siano magri. Ma per fortuna gli «abbinamenti», almeno in genere, avvengono con criteri più opportuni. Avere dei familiari con una particolare disabilità, ad esempio, rende più compatibili nell’adozione di bimbi con lo stesso problema.

Ma come ci si prepara a diventare genitori? «A Latina – spiega Simonetta Carluccio – organizziamo diversi incontri nei quali trattiamo i vari aspetti dell’adozione, da quelli psicologici a quelli più strettamente pratici. Dopo l’arrivo del bimbo si continua a condividere la propria esperienza con altre coppie, spesso nascono anche delle belle amicizie».
«Grazie all’associazione – continua Maria Civita Di Mario – abbiamo potuto imparare tanto, confrontandoci con altre coppie nella nostra stessa situazione». Perché in fondo, esattamente come per chi ha figli naturali, genitori si diventa.

OGNI ANNO 140 COPPIE CHIEDONO UN BIMBO. A Latina e nell’area nord della provincia ogni anno fanno richiesta di adozione circa 70 coppie, altrettante nel sud della provincia. Circa 35 coppie si sono già rivolte all’associazione «Genitori si diventa» per essere guidate nel percorso di adozione. A Latina è attivo l’ufficio GIL per le adozioni con sede in piazzale Carturan 7 presso il consultorio familiare (telefono 0773.6556700). Per contattare invece l’associazione «Genitori si diventa» si può telefonare al numero 0773.645017 oppure inviare una email all’indirizzo: diventarelt@genitorisidiventa.org. Per informazioni sulle adozioni nel Lazio: www.lazioadozioni.it. (*Fonte: Il Messaggero 10-08-2011)

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