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Legambiente boccia i pennelli frangiflutti

«Goletta Verde la campagna di Legambiente che ogni estate
vigila e diffonde informazione sulla salute del mare e delle coste italiane si ferma
ad Anzio per puntare i riflettori sul problema dell’erosione costiera e per denunciare
e consegnare la Bandiera Nera, il poco ambito riconoscimento di Goletta Verde per gli
scempi a danno di mare e coste, all’insensato e dannoso progetto dei “pennelli”,
ovvero 15 opere frangiflutti, lunghe 100 metri e poste a 200 metri uno dall’altra,
lungo il Lido Marechiaro». Lo comunica Legambiente.

«Secondo un recente studio Ispra –
prosegue l’associazione ambientalista – nel Lazio sono in fase di erosione 63 km di
costa (pari al 23% del totale). Un fenomeno naturale aggravato dalle dinamiche
connesse ai mutamenti climatici in corso, in particolare, all’aumento del livello del
mare, con cause da ricercare soprattutto nell’antropizzazione del litorale e
nell’incremento della presenza del cemento. Di fronte a un evento così serio,
piuttosto che scelte ponderate per prevenire il fenomeno, ad Anzio purtroppo si sta
facendo scempio del litorale e per questo Legambiente ha assegnato al progetto la
bandiera nera, il poco ambito riconoscimento di Goletta Verde».

«Il progetto dei pennelli antierosione è inutile e dannoso, ma anche gravemente privo
delle necessarie autorizzazioni ambientali, va fermato subito liberando il mare dalla
barriera già fatta e indirizzando il cospicuo finanziamento dalla Regione Lazio su
opere di minore impatto, da ridiscutere con cittadini e associazioni – dichiarano
Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di
Legambiente Lazio -. Ci siamo subito chiesti come questo assurdo progetto dell’Ardis,
, l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, potesse avere ottenuto una positiva
valutazione di impatto ambientale e abbiamo verificato con il competente ufficio
regionale che semplicemente non è mai stato richiesto il parere.
Ora, dopo un nostro esposto e grazie all’intervento della Guardia di Finanza che ha
riscontrato i fatti, le carte sono in Procura, e con tutti quelli che hanno a cuore il
nostro litorale rimaniamo in attesa di conoscere l’esito di questa allucinante
situazione» «Legambiente con la Goletta Verde chiede, a difesa del litorale di Anzio e
di tutto il Lazio la cancellazione del progetto, la chiusura del relativo cantiere,
l’immediata liberazione totale delle terribili strade di pietre e terra che oggi
devastano l’area; la verifica da parte della Regione Lazio di nuove e serie modalità
per contrastare l’erosione costiera, fermando i progetti che vorrebbero realizzare
un’enorme barriera di nuovi pennelli a Nettuno, Latina, Fondi, Minturno, Terracina,
Torvajanica, Ladispoli; l’avvio, da parte dell’amministrazione comunale di Anzio, di
una discussione sull’erosione e sulla gestione della costa, che veda partecipi tutti i
soggetti interessati», continua la nota.

«Questa situazione rasenta il grottesco – afferma Anna Tommasetti, Presidente del
circolo di Legambiente Le Rondini di Anzio-. L’opera dei pennelli distruggerebbe 4
chilometri di costa, aggravando in maniera considerevole il fenomeno dell’erosione del
litorale, le istituzioni non possono restare cieche di fronte a progetti non solo
distruttivi per l’ambiente ma anche privi di importanti autorizzazioni. Per questo
oggi consegniamo la Bandiera Nera I cittadini e le associazioni hanno il diritto e il
dovere di intervenire e alzare la voce contro lo scempio che si vuole portare avanti a
danno del territorio e della salute e sicurezza pubblica, chiediamo
all’Amministrazione un confronto immediato coinvolgendo pescatori, ambientalisti,
surfisti, balneari e tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’ambiente marino di
Anzio» «Un’ulteriore assurdità è data dall’idea di realizzare i pennelli vicino al
nuovo Porto di Anzio, un’opera di cementificazione del litorale romano, che con
l’enorme »braccio« di cemento in mare devierà le correnti, togliendo materiale ai
flussi e compromettono l’equilibrio naturale dei fondali», conclude Legambiente.

Comments

comments

  • kreo

    Legambiente, Goletta Verde ma per caso sono il verbo in assoluto???

    E’ insostenibile e offensivo che si dia la parola a questi ecoterroristi e non a persone corrette nel divulgare dati.

    L’ISPRA non ha alcuna capacità di esternare visioni catastrofiche e tantomeno non ha le le cognizioni temporali per determinare condizioni sfavorevoli geomorfologiche.

    Allora fino a quando possono avere la parola questi ecoterroristi e mai chi ha riferimenti oggettivamente di rilievo???

  • Vinxlt

    ma la soluzione allora quale sarebbe?

  • alceste

    Ma guarda caso…
    Cominciamo a pensare che dall’ampliamento di 20 o più anni fà del porto di Nettuno, il mare ha cominciato a mangiarsi Foceverde.
    Per il resto, sono d’accordo con i post precenti di kreo e Vinxit

  • kreo

    Ai lettori che dissentono.

    Giusta la posizione, ma noto che quando si va nello specifico della materia si dissente.
    A mio modesto avviso è per partito preso, beh a questo punto sono sempre più convinto che gli andamenti ambientali sono come le transumanze .
    Ambientalisti non è una filosofia, ma una simbiosi naturale fra l’uomo ed il suo habitat e non estremizzare.

  • della

    Sono 30 anni che vengo al mare a Anzio e diversi amici, dopo di me, hanno comprato una casa dove trascorrere tranquille vacanze con bagni in un mare ancora piacevole. Quest’anno un’altra amica stava per comprare casa, ma vista la spiaggia del lido delle sirene (saint tropez, scialuppa..) ci ha ripensato; mi ha detto che non è possibile fare il bagno in uno stagno paludoso con enormi lumaconi neri che ci nuotano! Io ho frequentato la spiaggia libera di tor caldara, ancora bellissima, ma so che i frangi-flutti arriveranno anche lì. Non credo che questo sia il modo di salvaguardare nemmeno gli interessi degli stabilimenti che se avanzasse il mare perderebbero spiaggia per ombrelloni, così facendo perderanno comunque i clienti che cercheranno, magari al lido dei pini, tratti di mare aperto.

MandarinoAdv Post.