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Vive a Latina Gianna, la Ruby dell’inchiesta P4

«Sono tutte bugie, mi stanno infangando come hanno fatto con Ruby e Berlusconi». Vive a Latina Gianna Sperandio, 21 anni, finita nell’inchiesta sulla P4. Ma lei – scrive Il Gazzettino in un ampio servizio – nega tutto.

Le sue urla arrivano chiare dal telefonino della madre, mentre le spiega come tutto quello che raccontano i giornali siano falsità. Lei, la mamma, Marisa Casagrande, seduta nella modesta cucina della casa di via Montebello a Gai di Cison, che divide con una famiglia di marocchini, ascolta la figlia sconcertata. Vuol capire cosa sta accadendo intorno a quella ragazza che le ha raccontato di lavorare a Roma per un parlamentare. Una versione certamente romanzata ma che non è poi così lontana dal vero. In fin dei conti nella vita di Gianna Sperandio, 21 anni compiuti il 13 giugno, un parlamentare c’è, Alfonso Papa del Pdl, che le passa uno stipendio: «poco più di 700 euro al mese fissi, esclusi i regali», afferma lei stessa. Ma le prestazioni non sembrano essere quelle di un’assistente o di una segreteria. «Mamma credimi – ripete alzando sempre di più la voce – io non c’entro nulla, stanno raccontando solo bugie perché l’uomo per cui lavoro è potente».

Gianna – continua Il Gazzettino – è la Ruby dell’inchiesta P4, quell’intreccio di lobby e poteri forti sulle quali ha aperto uno squarcio la procura di Napoli. È la “favorita” del parlamentare che i magistrati campani vorrebbero mandare in carcere. Le intercettazioni tra lei e Papa fanno emergere un rapporto talmente stretto che il parlamentare del Pdl le ha perfino dato la tessera magnetica per entrare a Montecitorio. Ma Gianna non è la classica escort. Lei vuol fare il maschio, si è fatta ridurre il seno fino a farlo scomparire, si veste solo da uomo, porta i capelli biondi cortissimi e c’è chi sussurra pensi pure a un’operazione definitiva.

«Chiamatemi Maicol, ora sono un maschio» ha detto agli abitanti del piccolo borgo ai piedi delle Prealpi trevigiane l’ultima volta che è arrivata a bordo di una fiammante Ferrari nera a far visita alla madre. Con lei il suo compagno, un transessuale di origini sudamericane dai lunghi e folti capelli neri. Insieme vivono a Latina. Il trans fa la donna, lei l’uomo. Che tipo di rapporto avesse con il deputato resta un mistero, anche se regali e intercettazioni rivelano che fosse alquanto intimo. Quando Gianna tornò a casa lo scorso settembre con la Ferrari, Papa chiese al maresciallo dei carabinieri Enrico La Monica di far tenere sotto controllo il bolide dagli uomini dell’Arma in zona. Quando in gennaio Gianna viene bloccata dalla polizia a Roma con quasi otto grammi di marijuana, lui le dà delle dritte: non prendere l’auto per tornare a casa, fare attenzione a non farsi pedinare, disfarsi immediatamente della scheda che sta usando. L’indomani deve acquistare un’altra auto, meno appariscente: «Ce li hai i soldini?», le chiede. Evidentemente li ha trovati perchè proprio in quel periodo arriva a casa della madre a bordo di un’anonima Multipla.

Da anni Gianna vive a Latina, dove ha la residenza, ma la casa della madre è rimasta il suo punto d’appoggio. «È scappata da qui -racconta Anna, una vicina che l’ha vista crescere- che non aveva nemmeno 15 anni. Ha fatto le medie, poi ha provato un anno a fare l’alberghiero a Vittorio, ma ha mollato subito. Lei e la sorella se ne sono andate all’improvviso. Le hanno trovate quasi subito a Milano. Gianna è finita in una casa famiglia. Quando è uscita è andata a fare la vita a Roma».

Per un po’ si è prostituita finché nelle spiagge di Latina ha conosciuto Papa. Da allora come cliente ha solo lui. E pare che la vita le vada molto meglio. «Mamma mi hanno assunto in Parlamento», avrebbe raccontato alla madre, che subito l’ha detto in paese fiera del riscatto di quella figlia così scapestrata, ma che alla fine sembrava avercela fatta.

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