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Elettrodotto e solare, la nuova sfida energetica passa per Latina

Le produzioni relative all’efficientamento e al risparmio energetico hanno sempre più peso all’interno delle aziende e la ricerca su nuove tecnologie e nuovi materiali è in continuo movimento. A Genova sta nascendo una nuova tecnologia relativa all’automazione della distribuzione energetica, allargata al campo del solare.

«Tra le tante filiere su cui stiamo lavorando -spiega Giambattista Ferrari, responsabile Power Systems di Abb- c’è anche quella relativa all’automazione. Abbiamo lanciato recentemente e presentato negli Usa in occasione dell’Automation Award e del Power Gen il sistema di controllo distribuito (DCS) Symphony Plus, applicabile a un ampio spettro di configurazioni e applicazioni d’impianto, soprattutto nei settori della generazione di energia e dell’acqua».

«Abbiamo già realizzato una prima parte del progetto – spiega Ferrari – e poi saranno realizzati altri componenti allargando al solare perchè anche lì c’è una parte di automazione, occorre un controllo remoto, e il controllo degli aspetti di gestione». Per Ferrari innovare i prodotti «è un tema che rientra anche nell’individuare i K indicators che permettono una verifica del fatto che il lavoro è in continuo miglioramento».

Per quanto riguarda Symphony Plus, «lo stiamo progettando in maniera importante in Italia qui a Genova», aggiunge Ferrari. Il centro ligure «sta coordinando il progetto con altri tre centri nel mondo: Stati Uniti Germania e in india, ma la testa è qui a Genova». Ferrari, impegnato anche nel programma Smart City varato dal comune di Genova, ricorda che «Abb sta sviluppando l’innovazione sia nel metodo di approccio all’efficienza energetica sia nei prodotti e soluzioni»

L’ELETTRODOTTO PIU’ PROFONDO DEL MONDO – Una di queste è l’elettrodotto da guinness che collega Fiume Santo con la stazione d’approdo di Nettuno prima e con la centrale di Latina poi. È il più profondo del mondo: in alcuni tratti tocca i 1.640 metri sul fondo del Tirreno. «È un sistema di trasporto in corrente continua con minori perdite e quindi maggiore efficienza, minor utilizzo di materiale, minor posa e minor energia consumata».

Il solo cavo sottomarino è lungo 420 km (corrente continua a 500 kv) e ha un diametro di 12 centimetri. I lavori sono stati avviati nell’ottobre del 2006 con indagini geofisiche e geotecniche e, per ridurre l’impatto visivo, si è ricorsi a soluzioni architettoniche altamente tecnologiche. A Fiume Santo e a Latina le stazioni elettriche di conversione sono alte una ventina di metri. Per la realizzazione dell’intero programma sono state coinvolte 177 diverse imprese. E ancora: cinquemila gli elaborati di progetto utilizzati, settemila le tonnellate di capacità della nave posa-cavi, 200mila le giornate di lavoro complessive, 170mila i metri cubi di terreno «movimentati».

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