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Pellegrinaggio alla casa del martirio di Santa Maria Goretti

Nella notte fra il sabato 25 giugno e la domenica 26 giugno 2011, si terrà il pellegrinaggio notturno a piedi alla Casa del Martirio di santa Maria Goretti, evento a cui prendono parte, ogni anno, molte centinaia di persone.

Il percorso avrà inizio alle ore 23,00 di sabato 25 giugno, dal piazzale antistante la chiesa di Borgo Piave, e si snoderà per la via del Crocifisso fino a Borgo S. Maria, per via Macchia Grande, per Via della Speranza con sosta a Borgo Bainsizza, per la Strada del Bosco, per via Monfalcone, con sosta a Borgo Montello, per via delle Ferriere fino alla casa del Martirio di S. Maria Goretti (arrivo previsto alle ore 6,00). La sosta nei singoli Borghi sarà accompagnato da un breve incontro di preghiera e di riflessione sulla figura di S. Maria Goretti.

Alle ore 6,00, il Vescovo, mons. Giuseppe Petrocchi, presiederà la celebrazione eucaristica sul piazzale antistante la Casa del Martirio, lo stesso che il 29 settembre 1991 accolse il beato papa Giovanni Paolo II.

“Che senso ha per noi – scrive il Vescovo – oggi, riflettere su fatti accaduti più di un secolo fa, esaltanti e tragici insieme? Maria Goretti era una dodicenne che, a dispetto della sua età, condivideva già in pieno, da alcuni anni, la guida del proprio nucleo familiare: non una bambina, dunque, ma – si può dire fuor di retorica – una piccola donna che sapeva bene quel che faceva, diceva o voleva. Ed è vero che Ella non fu santa solo nelle ultime ore della sua vita: resta, perciò, un modello valido anche per oggi. Maria, infatti, testimonia e insegna anzitutto che Dio viene sempre al primo posto: Egli ci ha amati ed è morto per noi, e noi dobbiamo corrispondere in modo adeguato a questo Amore totale e gratuito. Maria ci insegna inoltre che il nostro corpo è degno di rispetto e non può mai essere trasformato in oggetto di voluttà, come vorrebbe un erotismo diffuso e volgare da cui siamo spesso assaliti e quasi soffocati. Ancora, proprio la vita della Santa, fatta di preghiera e sacrifici, serenamente vissuti per amore del Signore, costituisce, come disse alcuni anni or sono mons. Giuseppe Petrocchi, una vera e propria “sfida per una società sazia e spesso vuota come la nostra, che favorisce una cultura della pretesa e porta spesso a chiedere con facilità e a donare con difficoltà”. L’esperienza di Maria Goretti testimonia, infine, che l’amore e il perdono vincono sull’odio e la vendetta: la giovane donna ha trionfato sul suo assassino; in carcere, Alessandro Serenelli si convertì, incontrò anche lui il Signore e, graziato per buona condotta, finì i suoi giorni come “terziario” nel convento dei Frati Cappuccini di Macerata. Ecco perché ogni anno (il pellegrinaggio iniziò nel 1995) giovani e adulti si mettono in cammino. E la partecipazione della gente, costante nel corso degli anni, sta a testimoniare che la sua lezione non è rimasta inascoltata”.

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