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Referendum, affluenza al 30%: cauto ottimismo

Sotto il sole, come in Liguria, o con la pioggia, come in Molise,
l’Italia del primo giorno di voto referendario si è recata alle urne senza farsi
condizionare più di tanto dalla variabile meteorologica. L’affluenza è stata
abbastanza alta (alle 19 è andato a votare il 30,33% dei 47,1 milioni di italiani
aventi diritto), e anche la prima rilevazione delle ore 12 a due cifre (11,64% dei
votanti) fa ben sperare chi, guardando ai precedenti, ambisce al raggiungimento del
quorum. Tutto potrebbe però giocarsi sul filo di lana: le urne, una volta chiuse alle
ore 22 di stasera, torneranno ad aprirsi domani dalle 7 alle 15. E una manciata di
voti in questo caso potrebbe fare la differenza.
Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è stato tra i primi a votare, come aveva
preannunciato, recandosi in una scuola del rione Monti, sotto il sole di una Roma
piacevolmente ventilata.
La presidenze della Regione Lazio, Renata Polverini, ha invece preferito il
pomeriggio e una volta uscita dal seggio ha rivelato di aver messo la croce su tre sì
e un no (senza dire però su quale quesito). Problemi per votare nella capitale
l’hanno avuto una giornalista e una anziana di 90 anni: entrambe, per problemi di
disabilità motoria, non potevano raggiungere il seggio facendo le scale. Solo
l’intervento dei carabinieri ha sbloccato la situazione.
La domenica di bel tempo in diverse regioni d’Italia non ha impedito a molti di
recarsi alle urne prima di un bagno a mare.
Almeno così è stato in Liguria, che alla prima rilevazione risultava tra tra quelle
in testa per affluenza, con oltre il 15% degli aventi diritto. Tra loro anche Beppe
Grillo, leader del Movimento a 5 Stelle che, dopo il voto a Genova, ha scritto sul
suo blog di aver «avuto quattro orgasmi in cabina gridando quattro sì». Il sole a
Napoli non ha fatto perdere d’animo i Verdi che, armati di megafono, hanno girato per
le spiagge della costa invitando tutti al voto. E proprio nella città partenopea non
sono mancati veri e propri casi di provata affezione all’esercizio del diritto di
voto: una coppia di sposi ha fatto slittare la partenza del viaggio di nozze pur di
andare a votare e cosi anche un gruppo di malati terminali dell’istituto Pascale. Il
bel tempo e le temperature estive hanno indotto molti marchigiani ad andare al mare
ma senza disertare le urne: la prima affluenza rilevata ad Ancona è stata del 15%,
seppure un elettore abbia riconsegnato le schede a causa della presenza nel seggio di
un crocefisso che, a suo avviso, avrebbe violato «supremo principio della laicità
dello Stato». Grande partecipazione in Emilia Romagna, con un record segnalato nella
provincia di Reggio Emilia: nel comune della bassa di Fabbrico aveva già votato, a
mezzogiorno, un quarto dell’elettorato.
In Trentino Alto Adige pioveva da una settimana e una volta tornato il sole le città
si sono in parte svuotate senza tuttavia far abbassare la media dei votanti: a
mezzogiorno erano il 14,2%, con picchi a Fortezza (20,89%), Bresimo (25,7%) e Trento
(16,4). Sole alternato a nuvole in Piemonte, dove la prima affluenza ha superato il
13,21% . Alle 19 due comuni del cuneese hanno addirittura superato il quorum del 50%:
a Sambuco (in alta Valle Stura) ha votato il 54,34 per cento cento degli aventi
diritto, ad Arguello (in alta Langa) il 52,50.
A Milano oltre ai quattro quesiti abrogativi si vota per altri cinque consultivi
comunali su ecopass, Expo, alberi, energia e navigli, per i quali l’affluenza al voto
è risultata più bassa (28,5% alle 19) rispetto a quella dei referendum nazionali
(30,5%). Un dato, questo, che ha fatto levare la protesta dei promotori per la
presunta consegna solo su richiesta delle schede per i quesiti milanesi. Altri tre
referendum consultivi comunali si sono svolti a Gorizia, dove però hanno votato solo
il 18,24% degli aventi diritto. Su due regioni bagnate dalla pioggia, infine, la
variabile meteorologica ha inciso diversamente sull’affluenza: in Molise la prima
rilevazione ha segnato un trend di affluenza (10,24%) in linea con quello nazionale,
mentre la Calabria che alle ore 12 aveva fatto registrare il dato più basso (solo
6,81%) si è poi ripresa in giornata con un 22,02% dei votanti alle 19.

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