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A Latina boom di giovani “Neet”: non lavorano e non studiano

A Latina il 18% dei giovani potrebbe essere definito “popolo di bamboccioni”, oppure, per usare una espressione più moderna: “Neet”.

Ragazzi  che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione. Persone, in poche parole, che non fanno nulla per costruirsi un futuro.

Nullafacenti. Ma quasi mai per scelta, bensì per perdita di fiducia. La loro età va dai 15 ai 29 anni. L’acronimo è anglosassone e significa, appunto, “Not in Employment, Education and Training”. In tutta Italia si stima che oltre 2 milioni siano in queste condizioni e che per il 56,5% siano donne: alcuni di loro sono scesi in piazza sabato scorso perché fanno parte di quegli eterni giovani, senza diritti e certezze, che hanno partecipato alla mobilitazione nazionale dei precari.

La loro incidenza sul totale dei giovani di quell’età supera il 21%. Un’analisi dettagliata del fenomeno, con un occhio particolare alla sua distribuzione territoriale, è contenuta nell’ultimo bollettino ‘Monitor’, la banca dati dei mercati
del lavoro del ministero curata dall’agenzia tecnica Italia Lavoro.

Un tasso, quello dei giovani ‘neet’, che schizza nel Mezzogiorno con un valore pari circa al 30% fino a toccare il 33,3% nel caso delle donne e il 27,4% degli uomini: il doppio o più del doppio dei tassi delle altre aree del Paese. Per esempio, nel nord-est è pari al 13,2%, nel nord ovest al 15,4% e al centro al 16,1%.

Napoli detiene il primato negativo in compagnia con Catania (36,4%). Poi Brindisi e Palermo (entrambe 36,3%).
Dunque, in prevalenza nelle regioni Campania (dove il valore medio regionale è del 33,5%), Sicilia (33%), Calabria (28,8%) e Puglia (28,6%).

Inferiore rispetto al Meridione, ma ugualmente rilevante anche il tasso che si registra in lacune province del centro-nord, superiore al 18%, dove i mercati del lavoro sono più critici come Latina, Frosinone, Massa Carrara, Rieti, Livorno, Chieti, Imperia, Gorizia, Terni, Ascoli Piceno.

Quanto al titolo di studio, i valori più alti si hanno per i giovani che possiedono il diploma di scuola superiore e la licenza media. In particolare per quest’ultimo titolo, si registrano valori particolarmente elevati, pari a circa il doppio della media nazionale, in Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Comments

comments

  • pierluigi

    non lavora chi non c’ha voglia.

  • FRA

    sono d’accordo con pierluigi…Latina è piena di campi da coltivare ad esempio e comunque si potrebbe sempre fare del volontariato al posto di perdere tempo a zonzo.

  • tatac

    @FRA
    Bhe…. l’agricoltura non è per tutti e sopratutto tranne qualche mese di raccolta il resto bastano pochissime persone e qualche trattore. Oggi come oggi non è una grande risorsa soprautto per noi di Latina.

    Quello che porta soldi ed indotto sono industrie e turismo ed in entrambi i casi noi siamo mancanti.

  • Angele Mertz

    Dal momento che l’avete votata in massa, rivolgetevi alla Polverini ed al suo sindacato

  • Fernando Bassoli

    Ai nullafacenti non ho mai creduto… molti classificati come nullafacenti in realtà qualcosa fanno… non sempre lecito…

  • Italo

    a latina i giovani non lavorano perchè non hanno voglia e perhè mamma e papà glielo permettono!

  • Anthesys

    oppure si potrebbe dire generazione di “figli di maria defilippi”!!

  • Angele Mertz

    Bravissimo. Mentre la De Filipi fa saldi alle vostre spalle, nello stesso tempo ha rovinato un’intera generazione.

  • berk

    si vergogni chi dice che chi vuole lavorare lavora…
    signori 600 euro al mese e un anno di apprendistato me lo chiamate lavoro questo?!?!!?
    vi manderei sui tetti ad installare antenne wireless dalle 9 di mattina alle 18 per 600/700 euro al mese per scoprire il mese dopo che non hai più un lavoro.
    vi manderei a fare i metronotte a lavorare anche 12 ore al giorno, a fare 80/90 ore a settimana.
    La gente non lavora, ma siamo giovani o schiavi?!?!?!?
    Questi benpensanti che dicono “non lavora chi non c’ha voglia.” magari sono dei bei raccomandati figli di papà, che dalla vita hanno avuto tutto senza chiedere.

    Andateci a lavorare a nero, con il capo che non ti paga e ti fa tribolare per settimane.

    Altro che maria de filippi questo paese cade a pezzi e qui c’è gente che da la colp alla televisione.

  • Anophele

    nessuno da la colpa all’elettrodomestico, si attribuisce parte delle responsabilità ad una “filosofia” di vita propinata dai mas-media che mostrano la possibilità di fare molti soldi facilmente senza faticare attraverso l’incultura dell’immagine fine a se stessa.

  • Max

    Il paese cade a pezzi, i politici pensano a prendere le poltrone.. io fra un po parto e me ne vado all’estero dove seppur con molta fatica almeno ti fanno un contratto e ti fanno lavorare. Quà ti schiavizzano e ti fanno lavorare in nero, il nostro futuro ce lo stanno rubando tutti coloro che stanno al governo seduti per molte a giocare all’ I-pad. Ragazzi non andate più a votare, se votate siete dei bambini stupidi quindi o ci riprendiamo il paese con la forza o è meglio che ce ne andiamo. Io opterò per la seconda opzione, conosco chi ha già fatto questo passo prima di me e da quello che mi dicono nonostante la crisi in nord europa si lavora lo stesso. Mandiamo un segnale forte alle istituzioni.

  • cristiana

    E invece caro Max l’unica arma che abbiamo è proprio il voto! Nelle liste che sostengono Claudio Moscardelli ci sono tantissimi giovani e tante persone disinteressate che sperano in un cambiamento vero, che hanno serie e concrete proposte di investimento sui giovani. C’è fermento e questo è un bene! Non bisogna mai perdere la fiducia di uscire da questo tunnel e bisogna ritrovare quella fiducia che la vecchia amministrazione ci ha fatto perdere.
    Dobbiamo far sentire la nostra voce mettendo alla guida di questa città giovani come noi e uomini che fanno delle politiche giovanili il loro principale programma di governo. Io ci credo ancora. Per questo andrò a votare. E sono sicura che in tanti la pensano come me… Libertà è partecipazione

  • marco

    come si fa a dire che a latina c’è lavoro? io ho 23 anni e vivo a londra da 3 dove lavoro a tempo pieno e a tempo indeterminato. vorrei sapere se qualcuno di voi benpensanti, con le idee chiare sui giovani fannulloni di latina, ne conosce almeno 10 di 23enni con lavoro fisso che riescono a pagare l’affitto, uscire, divertirsi senza chiedere aiuto a mamma e papà!
    fatemi il piacere tacete perchè purtroppo la realtà la conosciamo meglio noi!

  • pierluigi

    rispondo a berk.

    non mi conosci nemmeno e ti permetti di rivolgerti a me con frasi del tipo “benpensante”, “raccomandato”, “figlio di papà”, “avuto tutto dalla vita”.

    amico mio, ascolta bene che forse impari qualcosa.

    la mia famiglia nn mi ha mai fatto mancare niente e questo è vero.
    io al tempo vuoi per immaturità, vuoi perchè nn avevo ancora le idee chiare nn finii gli studi universitari e t’assicuro che quegli anni buttati al vento me li piango ogni singolo giorno.

    ora, avrei potuto facilmente farmi trovare un lavoro dai miei, fare il figlio servito e riverito a casa, calcetto il sabato pomeriggio, uscite con gli amici il fine settimana.

    il problema è che, al contrario di molti altri – e forse anche di te – non credo avrei avuto più il coraggio di guardarmi allo specchio la mattina.

    si chiama dignità… merce rara a Latina.

    adesso vivo a melbourne in australia e caro amico mio dai facili giudizi, faccio dei sacrifici che neanche ti immagini.
    tu e quelli come te dovreste provare ad alzarvi la mattina alle 6 e, certi giorni, tornare la sera alle 10.
    dovreste provare a vivere non avendo una sola faccia amica intorno a voi (unica eccezione, la mia ragazza); niente famiglia, niente amici – amici veri, intendo… nemmeno la semplicità di un “te passo a prende e s’annamo a fà na birretta stasera”: solo un mare di indifferenza.

    ma tanto nn sai nemmeno di cosa parlo perchè certe cose le devi provare sulla tua pelle per capirle.

    caro mio, io mi campo da solo nonostante i miei ogni volta che chiamo a casa m i rinnovino l’invito di accettare il loro aiuto economico: i soldi di affitto, spesa, bollette, benzina ecc escono tutti fuori dai nemmeno 600 dollari che col sudore della fronte, sacrifici ed umiliazioni mi porto a casa alla fine di ogni cazzo di settimana.

    e guarda un pò, trovo anche il modo di mettere da parte qualcosa per pagarmi gli studi una volta che finalmente otterrò la residenza permanente, visto che col mio visto attuale le tasse universitarie sono inarrivabili.

    non sono speciale, non sono un figo o uno meglio degli altri: ho solamente smesso di piangermi addosso e detto “che dovemo fà?”

    per quanto Latina sia una città che difficilmente può dare un futuro, specchio di un paese ormai allo sbando, io la AMO e me la piango ogni giorno perchè è la mia terra e t’assicuro che ci sono giorni che salterei sul primo aereo destinazione roma fiumicino per ritornarci… però sò che finirebbe per tornare ad essere un alibi per “non fare”, e non si può.

    quindi, te lo ripeto un’altra volta: non lavora chi non c’ha voglia e non c’è dignità solo nel non lavorare.

    il resto sò chiacchiere.

  • Daniele M.

    Il problema dell’ Italia (e di Latina in generale) è che si accetta tutto e subito…ingegneri pagati 700 EURO, gente SOTTOPAGATA che accetta qualsiasi condizione pur di lavorare…MA CHE CAZ*O DI FUTURO ABBIAMO NOI DAVANTI?!?!? Come si può parlare con gente che accetta qualsiasi condizioni lavorative, sottopagate ed in nero, datori di lavoro mooolto furbi perché tanto sanno che se te gli dici di no ci sta qualche altro COGLIO*E che accetta… BISOGNA CAMBIARE LA TESTA DELLE PERSONE!!!

    BASTA dire “ZI PADRONE”a tutto, basta farsi umiliare! Solo così l’Italia si potrà rialzare…
    La gente è ignorante e non capisce che se si continua così i nostri figli non avranno più niente in mano: un lavoro sicuro, pagato il giusto, e una speranza di vita decente.
    Finché lo stato non tutela le persone che vogliono denunciare questi datori INFAMI non succederà mai niente!!
    Ti offrono 400 euro per lavorare 8 ore al giorno? Dite NO! Te ne offrono 650? Dite NO!! Il lavoro deve essere pagato il giusto!

    Non riuscite a capire quanto fa male amare il proprio paese e vedere ITALIANI che lo stanno UCCIDENDO!!!

    Se continua così, non vedo futuro per me in ITALIA!!

    Un ragazzo di 21 anni…Daniele.

  • Quantum

    esatto Daniele sono pienamente d’accordo, siamo in pochi a pensarla così purtroppo.
    Di certo le rivoluzioni non le fanno gli anziani che ricoprono posti di responsabilità pubblica e privata cioè quella classe politica-dirigente arrivata bene o male ad assicurarsi lo stipendio.

  • Giggi

    ….classe politica-dirigente arrivata bene o male ad assicurarsi lo stipendio…. e che se ne guardano dal voler perdere una posizione di fatto privilegiata alla faccia degli, esattamente come i politici, ognuno a coltivare il proprio ortcello con cecità, senza la consapevolezza che tutto questo comporterà solo male, moltopeggio di oggi, e che all’estero ci ha definitivamente consegnati all’immagine del paese degli incapaci delle cicale….

MandarinoAdv Post.