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Latina e Frosinone spendono poco per i cosmetici

In tempi di crisi gli italiani rinunciano a tante cose, ma non a truccarsi e a curare il proprio corpo. Lo dimostra il trend del settore cosmetico nel 2010: il mercato ha fatturato 8,5 miliardi, con un incremento del 5,2% rispetto all’anno prima.

E il valore preconsuntivo della spesa ha superato i 9,2 miliardi, con una crescita dell’1%. A spingere, soprattutto le esportazioni, aumentate del 17% a fronte del calo del 12% che si era verificato nel 2009.

Se la Lombardia, poi, è la regione dove si concentra la maggior parte dei consumi (18,8%), è Forlì la città i cui abitanti hanno speso più soldi per comprare rossetti e ciprie o per farsi trattare in un centro estetico. A fare il punto in apertura del Cosmoprof, il salone internazionale della bellezza di Bologna che si concluderà lunedì, è Unipro, l’associazione confindustriale di categoria. Si è registrata una tenuta, ha spiegato il presidente Fabio Franchina. Con i cosmetici che «sono passati ormai da bene voluttuario a bene necessario».

Tra le regioni, ben staccate dalla Lombardia, vi sono Veneto (9%), Lazio (8,5%) ed Emilia-Romagna (8,4%). Guardando però ai consumi pro capite il capoluogo lombardo, Milano, deve accontentarsi del secondo posto con 209,4 euro all’anno. I forlivesi, infatti ne spendono 213,2 (154,4 la media nazionale). Al terzo posto c’è Verona (204,3%), poi Venezia (203,3%), Belluno, Rimini, Bologna, Ravenna e Pescara.

È Frosinone, invece la città che spende di meno (97 euro), penultima Enna (105,6), terz’ultima Latina (106,2). Il mercato – che ha il 72,4% di prodotti per le donne e il 27,6% da quelli maschili, in lieve calo dopo anni di boom – vede il primato del corpo (16,2% sul totale), con una performance positiva dei prodotti per la cellulite (+4,9%). Segue la cura del viso, poi i capelli. In grande crescita le unghie, con 100 milioni e un +16,7% di consumo degli smalti.

Tra i canali di vendita si confermano le farmacie che rappresentano il 15% del totale (1.478 milioni, +3,3%) e, dopo un periodo di contrazione, segnano una ripresa le profumerie (+0,7%, 2.260 milioni) che hanno una quota del 24,6%. Soffre lievemente la grande distribuzione, che mantiene il 44% ma ha una contrazione del 0,3%. Spicca il risultato delle esportazioni. Verso la Germania (+38%), verso Hong Kong, dove si tiene un’altra edizione del Cosmoprof (+54,6%), verso gli Emirati Arabi (+43,1%). In flessione invece le vendite alla Grecia, soprattutto per la crisi che ha investito il Paese (-14,7%).

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