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Soldi sottratti al convento, assolta suora di Fondi che si incatenò al Vaticano

Sono state assolte con formula piena dall’accusa di appropriazione indebita ai danni di quello che era stato il loro convento, le ex suore dell’Ordine delle carmelitane di Camerino (Macerata), Carmela Lo Cantore, di 76 anni, di Pisticci (Matera), e Teresa Izzi di 82 anni, di Fondi (Latina), le quali, espulse dall’Ordine nel 2007, erano salite alla ribalta della cronaca nazionale l’8 giugno del 2008, quando si erano incatenate per protesta in Vaticano sotto il loggiato di S. Pietro rivendicando il diritto di rientrare nella vita claustrale dalla quale erano state allontanate.

La loro vicenda processuale ha avuto origine da alcuni episodi verificatisi nel convento di Camerino tra il dicembre 2004 e il marzo 2005, quando Carmela Lo Cantore era superiora e, d’accordo con la Izzi, aveva in pratica affidato la gestione di alcuni affari al custode Pierpaolo Melchionda, 41 anni, di Modena. Quando l’incarico di superiora passò a un’altra consorella, questa si rese conto di fatti che ritenne anomali: ravvisò che la vendita di un terreno del convento era avvenuta a prezzi giudicati sottocosto, e che le disponibilità finanziarie del convento erano inferiori (di circa 300.000 euro) a quelle che riteneva avrebbero dovuto esservi, collegando ciò a una decina di prelievi effettuati appunto tra il 2004 e il 2005.

In un primo tempo, nei confronti di Melchionda venne formulata l’accusa di circonvenzione di incapace, ma l’uomo fu assolto con formula piena. È proseguito invece il processo con rito abbreviato per appropriazione indebita contro le due ex suore in concorso con Melchionda, celebratosi oggi davanti al Tribunale di Camerino.

Tutti e tre gli imputati erano difesi dall’avv. Francesco Copponi, che ha fra l’altro sostenuto che i proventi (208.000 euro) della vendita del terreno erano già stati restituiti da Melchionda al convento nel 2005. Dal canto loro, le carmelitane del convento si erano costituite parte civile, assistite dall’avv. Francesca Dionisi, di Catania, che ha insistito per la condanna dei tre imputati. Il pm Rosanna Buccini ha chiesto per le ex suore e per Melchionda un anno e quattro mesi di reclusione, ma il giudice Fernando Scolaro ha sentenziato l’assoluzione per tutti, perché il fatto non sussiste.

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