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Lavoro, nel Lazio donne a traino dell’occupazione

Donne traino dell’occupazione, nel Lazio. È quanto emerge dal 1ø Rapporto Censis ‘Donne al lavoro nel Laziò. I dati parlano chiaro. Il 54,7% dei 481mila nuovi posti di lavoro creati nel Lazio nell’ultimo decennio ha interessato le donne: 263 mila occupate in più, un incremento che ha portato la quota di lavoratrici sul totale degli occupati dal 38,4% del 2000 al 41,9% del 2010. Il tasso di crescita dell’occupazione femminile (+38,4%) è stato doppio rispetto a quello maschile (+19,8%).

E il Lazio, dice il Censis, risulta così la regione italiana che ha registrato l’incremento più alto di donne che lavorano sia con riferimento all’ultimo decennio (+38,4% contro una crescita media nazionale del 15,4%), sia rispetto agli ultimi cinque anni, malgrado il rallentamento dovuto alla congiuntura economica (+9,2% tra il 2005 e il 2010). Bene l’ascesa delle donne di origine straniera, soprattutto sul fronte del lavoro autonomo. I problemi e le criticità non mancano: a fronte di un forte incremento delle occupate over 45 nell’ultimo quinquennio, le giovani con meno di 35 anni hanno, infatti, visto ridursi il proprio livello occupazionale (-5,7%). Difficoltà anche per l’accesso ai ruoli direttivi.

Mentre nel resto d’Italia la presenza delle donne nelle posizioni apicali va aumentando nel tempo, nel Lazio al contrario diminuisce: scende dal 28,5% al 25,3% l’incidenza delle donne tra i dirigenti, e dal 44% al 38,9% l’incidenza tra i quadri. Cammino in salita anche per la conciliazione tra vita e lavoro: il Lazio è una delle regioni del centro-nord in cui la diffusione del part time tra le occupate risulta più bassa (il 29,5% contro il 37,6% del Trentino Alto Adige, il 33,7% dell’Umbria, il 30,4% della Lombardia).

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