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ALLARME MOZZARELLE, SANTORI: “AUTORITA’ SCHIZOFRENICHE”

di DANIELA SANTORI *
 
Il maggior danno è provocato dalla schizofrenia con cui le Autorità Nazionali e Comunitarie stanno affrontando la situazione con il susseguirsi di dichiarazioni contraddittorie che creano confusione e provocano danni incalcolabili agli allevatori e ai consumatori. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che non è possibile assistere al susseguirsi di dichiarazioni della sera che vengono sistematicamente smentite la mattina successiva e viceversa, alimentando un clima di incertezza che mette a rischio la credibilità delle Istituzioni stesse e di conseguenza di tutti gli operatori della filiera bufalina italiana.

 
“La mancanza di trasparenza nell’informazione – precisa Daniela Santori – crea turbative di mercato e allarmismi che prescindono dalla vera sostanza dei fatti mentre allevatori, trasformatori lattiero-caseari, esercizi commerciali e consumatori hanno bisogno solo di certezze. Ad oggi, mi sembra, che l’unica cosa certa sia il danno subito dall’intera filiera bufalina che sta pagando per responsabilità che non sono certo proprie. Prendo atto, invece, della grande sensibilità, della prontezza e della chiarezza inequivocabile che l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio nella persona di Daniela Valentini in collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Sanità e con l’Istituto Zooprofilattico Lazio-Toscana, ente accreditato e responsabile dei Controlli Ufficiali nella filiera, ha voluto dare ai cittadini consumatori nella giornata di ieri: il latte e la mozzarella di bufala del territorio laziale sono prodotti sanissimi, a “zero diossina” e il territorio del Lazio è sano e incontaminato”.
 
Lo scenario odierno
Nella giornata odierna la Commissione dell’U.E. si è dichiarata soddisfatta dell’azioni preventive e fattive messe in atto dalle autorità italiane (in primis il riscontro del blocco effettivo e del ritiro dal mercato dei lotti di prodotto che provengono dagli stabilimenti contaminati) precisando che non c’è ragione di procedere con ulteriori azioni specifiche in sede comunitaria e dichiarando di fatto il ritorno allo stato di normalità di tutta la faccenda. A questo punto ogni azione precauzionale di ogni singolo Stato Membro sarebbe "in contrasto col quadro normativo comunitario". Tant’è che la Francia, che nella mattinata, attraverso il proprio Ministero dell’Agricoltura, aveva chiesto, in attesa di ulteriori analisi precauzionali, alle imprese francesi di bloccare immediatamente le confezioni di mozzarella di bufala provenienti dall’Italia ha deciso di rimuovere il blocco.
Notizie positive dal Giappone: le autorità sanitarie hanno autorizzato lo sblocco delle mozzarelle italiane ferme da giorni alle dogane degli aeroporti di Tokyo e Osaka. In nottata sono state sdoganate tutte le partite di mozzarella, di bufala e di mucca, non provenienti dalla Campania, mentre in mattinata il provvedimento ha riguardato anche le confezioni in arrivo dalle province di Napoli, Salerno e Avellino. La rappresentanza diplomatica italiana a Tokyo che si occupa del caso ha sottolineato "l’atteggiamento estremamente collaborativo dimostrato dalle autorità sanitarie nipponiche, che stanno lavorando con grande serietà per risolvere in tempi brevi questa delicata situazione senza creare inutili allarmismi". Tra l’altro i primi dati raccolti nella comunità dei ristoratori italiani a Tokyo parlano di consumatori poco o nulla colpiti dall’allarme. I locali tricolore continuano a essere frequentati e anche le pizzerie, dove la mozzarella rappresenta un ingrediente chiave, non hanno accusato flessioni. C’E’ DA SOTTOLINEARE CHE sono circa 2.000.000 le tonnellate di “falsa” mozzarella italiana prodotta nel mondo che rischiano di sostituire sugli scaffali di vendita a livello internazionale il prodotto originale danneggiato dalle restrizioni commerciali e dalla psicosi che si sta diffondendo (la stessa mozzarella bloccata nei giorni scorsi in Corea sarebbe un prodotto taroccato…). L’allarmismo sulla produzione italiana rischia di favorire le imitazioni straniere ottenute senza il rigoroso sistema di controllo di una denominazione di origine come la Mozzarella di Bufala Campana DOP, sistema che ha consentito di individuare e togliere repentinamente dal mercato ogni irregolarità.
 
* Coldiretti 

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