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CADAVERE NEL CONGELATORE: INDAGATA SI PROFESSA INNOCENTE

«Sono innocente e non so come quell’uomo sia finito nel mio congelatore». Dice di essere caduta in una trappola, di ricordare a malapena il nome di De
Santis e di non aver avuto nessun altro tipo di rapporto con lui che non fosse professionale.

 
Stefania Orsola Scarlata in tre ore di interrogatorio nel carcere di Latina al giudice ha continuato a ripetere la stessa identica versione che la vede estranea ai fatti e alla morte del pensionato 68enne Giancarlo De Santis,
ritrovato morto nel congelatore della sua abitazione. La donna ha detto che anche l’uomo che l’ha denunciata aveva le chiavi dell’appartamento e ha risposto in modo risoluto e duro alle domande del giudice. Gli unici cedimenti quando ha fatto riferimento ai suoi cani, che si trovano ora in custodia dai
carabinieri di Cisterna: «Portatemeli in carcere, se non lo fate mi lascerò morire». La Procura nel corso dell’interrogatorio ha mosso una nuova contestazione non emersa finora: qualcuno avrebbe prelevato la pensione dal bancomat di De Santis nel pomeriggio dell’1 marzo dopo che lei stessa con una telefonata partita dal suo cellulare ha chiesto ad un numero di servizio lo
sportello più vicino per prelevare. Dopo l’interrogatorio il giudice Aielli ha convalidato l’arresto ma non si è ancora espresso sulla misura cautelare.

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