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ORRORE A DOGANELLA, CADAVERE NASCOSTO IN UN CONGELATORE

Il cadavere di un
uomo è stato trovato in un congelatore nella cucina
di una villetta nelle campagne di Doganella di Ninfa, in via Giulio II. Il corpo dell’uomo, di circa 60 anni, ancora non
identificato, era nudo.

 
Ad un primo esame medico non
aveva segni di violenza e la morte è fatta risalire a pochi
giorni fa. «Non possiamo ancora stabilire se si tratti di
omicidio o di un malore», ha detto il comandante provinciale
dei carabinieri di Latina, il colonnello Leonardo Rotondi.
Al momento della scoperta, fatta dai carabinieri, nella casa
c’era una donna, che aveva in affitto la villetta.
 
Nella tarda
serata è stata portata in una caserma per essere
interrogata insieme con la proprietaria. Al momento non sono
previsti provvedimenti di fermo nei loro confronti.
A trovare il cadavere, congelato, sono stati poco prima delle
20 i carabinieri di Cisterna nel corso di controlli per
prevenire il fenomeno della prostituzione.
 
I carabinieri avevano
ricevuto segnalazioni da alcuni abitanti che di recente
nell’abitazione, a un piano, in fondo ad una strada sterrata,
c’era un andirivieni di persone e un insolito passaggio di auto,
in quella zona di campagna ci sono cinque villette, distanti tra
loro un paio di centinaia di metri. E il sospetto degli
investigatori era che quella villetta potesse essere una casa
d’appuntamenti.
Nell’abitazione non sono stati trovati abiti maschili.
Particolare che potrebbe far ipotizzare, dice un investigatore,
che l’uomo potesse aver avuto un malore nel corso di un rapporto
sessuale con una prostituta e sia stato messo nel congelatore in
attesa di essere portato via.
I vicini di casa hanno detto che la donna vive da sola e si
era trasferita in quell’abitazione da circa un anno.
 
Gli
abitanti hanno raccontato che «ha circa 40 anni, è schiva e
dà poca confidenza alle persone».
Proprio sabato scorso i carabinieri del comando provinciale
di Latina, diretto dal colonnello Leonardo Rotondi, avevano
scoperto un appartamento sul lungomare del capoluogo pontino,
dove si prostituivano ragazze. Il proprietario della casa
squillo, un uomo di 68 anni, era stato arrestato per
sfruttamento della prostituzione. Dall’inizio dell’anno sono
state ventidue le case d’appuntamento scoperte a Latina dai
carabinieri, quindici le persone arrestate.

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