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IMMIGRAZIONE, A LATINA 24.237 STRANIERI

Ha meno di 45 anni (l’80%), fa lavori
non qualificati (61,9%) in aziende con meno di 10 dipendenti
(61,9%), con 1 solo dipendente (35,8% ) o con 2-5 dipendenti
(18,5% dei casi). 

 
È il lavoratore straniero del Lazio così
come viene fotografato dal IV Rapporto dell’Osservatorio Caritas
di Roma e Cciaa.
Il 3,8% degli imprenditori laziali (14mila 226) ha un
titolare straniero contro il 2,7% in Italia; per un quinto sono
donne e solo il 27% è artigiano (45% a livello nazionale). Nel
2006, se a Roma l’incremento medio della popolazione immigrata
è stato del 18,1% (il pi— basso in regione) e a livello
regionale del 19,4%, nelle restanti province laziali ha
raggiunto il 28,1%.
 
Dopo la provincia di Roma, che richiama l’
86,3% dei soggiornanti nel Lazio, le province più popolate da
stranieri sono Latina (24.237), Viterbo e Frosinone
(rispettivamente con 18.460 e 18.366) e Rieti (5.727). L’
incidenza degli immigrati è passata dal 7,9% a fine 2005, all’
attuale 9,1%: 10,8% a Roma, 6,1% a Viterbo, 4,9% a Rieti, 4,6% a
Latina e 3,7% a Frosinone.
Molte le donne, pochi i minorenni e distribuiti nelle cinque
province del Lazio a seconda dei motivi di permanenza (lavoro,
famiglia, studio e motivi religiosi).
 
Nelle province le donne
sono il 56,8% delle presenze (50,6% in Italia) e i minori il
12,1% (a fronte della media nazionale del 18,4%): si va dal
17,2% di Viterbo al 14,8% di Latina, mentre Roma ha il valore
più basso con l’11,5%. Numeri che descrivono «differenti
modelli provinciali di insediamento» che fondano le loro radici
in motivi: di lavoro nelle province di Latina (62,8%) e Roma
(58,2%), dove superano la media nazionale (56,5%); di famiglia
dove prevalgono Frosinone (36,3%) e Viterbo (34,1%), che si
avvicinano alla media nazionale (35,6%) e sorpassano di molto
quella regionale (25,5%); motivi per studio superano, o
eguagliano, la tendenza regionale a Viterbo (4,6%), Frosinone e
Roma (entrambe al 2,8%); i motivi religiosi prevalgono
decisamente a Roma (3,6%).
Sale l’occupazione nel settore domestico (dal 65% di
Frosinone al 44% di Roma) e cala in quello delle costruzioni
dove influiscono i contratti di lavoro temporanei dovuti ai cali
stagionali di lavoro. Nonostante le difficoltà il saldo del
2007 per l’occupazione degli immigrati è positivo a Viterbo
(11,1%) a Latina (9,5%) e Rieti (3,6%), mentre Frosinone e Roma
abbassano la media (rispettivamente con -7,7% e 5,2%).
 
L’
agricoltura conferma il suo ruolo trainante a Latina come centro
ortofrutticolo, con un saldo occupazionale positivo del 12,4%
che traina la regionale e la porta al 7,8%.sul Lazio, regione
dove i 49.078 figli di immigrati iscritti a scuola (su un totale
regionale di 823.292, tra italiani e stranieri, nell’anno
scolastico 2006/07), incidono per il 6,0%.

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