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In vendita 9 fari, c’è anche quello di Ponza

Una gita al faro. Piacevole escursione non sempre possibile in Italia,
dove molte di queste costruzioni sono proprietà militare e quindi off limits ai civili. Ma da tempo la Difesa ha avviato un processo di dismissione del suo vastissimo patrimonio immobiliare sparso su tutto il territorio nazionale.

E oggi in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato un elenco di 61 beni che diranno presto “addio alle armi”: tra questi ci sono tante caserme, ma anche nove fari ed un’isola.

Non è raro che le forze armate utilizzino ancora oggi edifici storici, depositi, caserme, forti e arsenali, che risalgono al periodo della seconda guerra mondiale o anche ad epoche precedenti. Si tratta di edifici pregevoli dal punto di vista artistico ed architettonico, ma spesso non più in linea con le attuali esigenze della Difesa, profondamente cambiate nel corso degli anni. Ci sono sempre meno militari e, dunque, si possono ridurre le strutture che li ospitano. Un modo anche per fare cassa ed ovviare ai tagli che non hanno certo risparmiato gli uomini in divisa. Ecco così che parte di questo patrimonio viene ceduto mettendolo a disposizione dello Stato e degli enti locali per progetti di valorizzazione. Ad attrarre possibili investimenti turistico-alberghieri sono in particolare i fari, diversi dei quali si trovano su piccole isole.

Il cartello ‘vendesì è stato messo a quelli di Capo Rizzuto (Crotone), Capo Trionto a Rossano (Cosenza), il Faro della Guardia sull’isola di Ponza (Latina), Capo Molini ad Acireale (Catania), Punta libeccio sull’isola di Favignana (Trapani), Capo Milazzo a Milazzo (Messina), Punta Spadillo a Pantelleria (Trapani), Capo Faro a Santa Maria Salina (Messina), Scoglio Formica Maggiore (Grosseto).

Ma la Difesa cederà anche un’isola: quella di San Paolo, nel golfo di Taranto. Insieme a quella di San Pietro forma il piccolo arcipelago delle Cheradi che chiude a sud-ovest la darsena del Mar Grande di Taranto. Su entrambe le isole, fin quando appartengono al demanio militare, è vietato lo sbarco, nonchè la navigazione nei dintorni. Sono presenti installazioni militari usate durante la difesa di Taranto nella seconda guerra mondiale, ma ormai abbandonate. A San Paolo c’è il Forte Laclos, una fortificazione che Napoleone Bonaparte fece costruire verso la fine del 1700.
Il grosso dei 61 immobili in via di dismissione è comunque costituito da caserme: solo a Roma ci sono la Gandin, la Medici, la Ruffo, la Piccinini, nonchè l’ex Forte Trionfale e parte del Forte Boccea. Ma c’e anche una parte dell’Arsenale di Venezia, l’ex carcere militare di Palermo, un ex convento (quello di Santa Teresa) a Roma,
nonchè il Castello Svevo di Brindisi.

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