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ROMA-LATINA, VIA LIBERA A SOCIETÀ MISTA REGIONE-ANAS

Via libera alla costituzione della
società mista Anas e Regione Lazio che realizzerà la
Roma-Latina e il collegamento Cisterna-Valmontone.

 
L’ultimo atto
è stato siglato stamani dal ministro delle Infrastrutture,
Antonio Di Pietro, dal presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo e dal presidente dell´Anas Pietro Ciucci. La società,
denominata Autostrade del Lazio Spa´, avrà sede legale a Roma,
durata fino al 2050 e un capitale sociale di 2,2 milioni di euro
sottoscritto in misura paritetica da Anas e Regione Lazio. Il
compito di Autostrade del Lazio sarà quello di provvedere alla
predisposizione del bando di gara e all´aggiudicazione della
concessione e di seguire, come concedente, la realizzazione
dell´opera e la successiva fase di gestione. La società mista
dovrà garantire, tramite ricorso alla finanza privata, il
reperimento di una quota pari almeno al 60% delle risorse
finanziarie necessarie alla copertura del costo del progetto
integrato, per la cui realizzazione è previsto un investimento
complessivo a carico dello Stato da contenere entro i limiti del
40% del costo totale delle opere (costo stimato in due miliardi
di euro, di cui circa 360 milioni stanziati con delibera CIPE
50/2004).
 
«Questa è un’opera, non un accordo sulla carta –
afferma Marrazzo – non ci saranno altri atti che potranno
fermarci, l’iter è iniziato ed entro il 2009 sarà possibile
iniziare i lavori». Secondo Di Pietro, «la Roma-Latina e la
Cisterna-Valmontone sono opere fondamentali, che prima non si
potevano fare perchè non c’erano soldi e accordo sul progetto.
Oggi abbiamo trovato la quadra». Il ministro sottolinea che «gli
utili che proverranno dai pedaggi andranno in un apposito
capitolo utilizzato solo ed esclusivamente per realizzare
ulteriori infrastrutture nel Lazio, o opere di salvaguardia
ambientale e di vivibilità urbana». Ciucci, infine, precisa che
«questa è la quarta società che costituiamo con le regioni,
dopo la Lombardia, il Molise e il Veneto. La collaborazione tra
l’Anas e le regioni potrà essere la vera chiave di volta grazie
alla quale realizzare nuove infrastrutture autostradali».

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