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Il Brasile conferma: “Battisti non sarà estradato”

Cesare Battisti resta in Brasile: Lula ha detto no all’estradizione. Ma «non finisce qui», annuncia Silvio Berlusconi mentre scende in campo anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dicendosi amareggiato parla di decisione «incomprensibile». A nulla è valso il pressing che Roma ha tentato fino all’ultimo momento.

Anzi Brasilia ha bollato come ‘impertinentè la nota di ieri in cui Palazzo Chigi contestava la decisione che, confermata oggi, ha scatenato l’ira di Roma. Il premier commenta la scelta come «contraria al più elementare senso di giustizia» e annuncia che la battaglia, per consegnare l’ex terrorista originario di Sermoneta alla giustizia italiana che lo aspetta con l’ergastolo per 4 omidici, proseguirà: «faremo valere i nostri diritti».

Parole forti che vedono il governo ‘compattò. Con il ministro degli esteri Franco Frattini che richiama a Roma per consultazioni, l’ambasciatore d’Italia in Brasile, in un gesto non senza ‘pesò nei rapporti diplomatici tra i due paesi. E conferma che il governo lavorerà per scongiurare la scarcerazione di Battisti, a cominciare da un ricorso alla Corte Suprema, minacciando anche la non ratifica di una serie di accordi bilaterali in programma a febbraio. Ma il tempo stringe. Dopo il no di Lula, Battisti uscirà di prigione appena l’alta Corte formalizzerà la scarcerazione. Forse non prima di due mesi, ma solo perchè l’organo preposto è chiuso fino a febbraio per le feste. Poi sarà libero. Non un rifugiato nè un esiliato: sarà solo un immigrato a cui sarà concesso prima il visto, poi il passaporto.

«La peggiore previsione si è realizzata», commenta anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa mentre il ‘collegà alla Giustizia Angelino Alfano parla di «incrinamento» della «credibilit… e l’efficacia delle leggi e dei trattati internazionali». E mentre in Italia salgono i toni della polemica, con dichiarazioni bipartisan contro la decisione di Brasilia ed il Pd chiede al Governo di riferire alle Camere, il Brasile vive con ‘stuporè la reazione. Ma solo nelle stanze del ‘Planaltò, la sede dell’esecutivo del Governo che domani vedrà il presidente operaio Lula passere ufficialmente il testimone a ‘Dilmà: un sondaggio mostra che l’83 per cento dei brasiliani era per l’estradizione. E proprio alla nuova presidente, l’Italia fa il suo ultimo appello: riveda la decisione.

CHI E’ CESARE BATTISTI – Da terrorista di estrema sinistra ad autore di noir di successo. Cesare Battisti, una vita da ‘esulè in mezzo mondo dopo attentati, condanne, carcere e fughe, è nato nel 1954 a Sermoneta (Latina). Nel 1968 si iscrive al liceo classico, ma già nel 1971 abbandona la scuola e viene arrestato per la prima volta nel 1972, per una rapina compiuta a Frascati. Tra il 1974 e il 1976 viene arrestato più volte per furto e sequestro di persona, subendo anche qualche condanna. Nel 1976 si trasferisce al nord e partecipa alla fondazione dei Pac, Proletari armati per il comunismo, formazione nata nell’area dell’autonomia del quartiere Barona, alla periferia di Milano. Nel 1977 viene arrestato di nuovo, sempre per rapina, e rinchiuso nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac. In questi anni partecipa alle azioni del gruppo eversivo, viene arrestato a Milano il 26 giugno 1979 e condannato a 13 anni e 5 mesi per l’omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani, ucciso nel febbraio 1979. Nel 1981 riesce ad evadere dal carcere di Frosinone, dove stava scontando la pena, grazie a un assalto di terroristi. Nel 1985 è condannato al’ergastolo nel processo contro i Pac, sentenza confermata dalla Cassazione nel 1991. La condanna è per vari reati, tra i quali quattro omicidi: quelli del gioielliere Pierluigi Torreggiani e del macellaio Lino Sabbadin (militante del Msi),avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell’agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Ma nel frattempo Battisti non c’è più. Prima a Parigi, poi in Messico, a Puerto Escondido, con la compagna Laurence, dalla quale si è poi separato, e che che gli ha dato due figlie. In Messico fonda il giornale «Via Libre», che ‘trasferira« in Francia, quando, nel 1990, torna a Parigi.  Appena giunto Oltralpe Battisti viene arrestato ma, cinque mesi dopo, la Francia nega l’ estradizione e lui torna in libertà. Nel 1997 è uno degli »esuli« dei movimenti politici dell’estrema sinistra italiana rifugiati in Francia, riuniti nell’associazione ‘XXI secolò, che chiedono all’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro una soluzione politica »di indulto o di amnistia« dei reati loro addebitati. A Rio de Janeiro Battisti fugge nel 2004, poco prima del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato francese che l’avrebbe estradato in Italia da Parigi, dove l’ex militante dei Pac, così come altri terroristi coperti dallo ‘scudò della dottrina Mitterand, si è rifatto una vita come affermato scrittore noir. Il 18 marzo 2007 Battisti, che afferma di essere innocente, viene arrestato a Copacabana, in Brasile e nel 2009 si dice pronto ad incontrare i parenti delle vittime degli omicidi per i quali è stato condannato. Il 18 novembre 2009 la più alta istituzione giurisdizionale del Brasile, il Supremo Tribunal Federal, considera illegittimo lo status di rifugiato politico concesso dal governo brasiliano. La pronuncia, 5 voti favorevoli e 4 contrari, è favorevole all’estradizione di Battisti in Italia, ma lascia al presidente Lula la parola definitiva sulla sua effettiva esecuzione.

Comments

comments

  • Erasmo Percoco

    lasciatelo dove stà, ma che vogliamo farcene?, una sbocca da sfamare e fra non molto ,permessi, lavoro, semilibertà ecc.

  • javulllls

    ma perfortuna che a stò mondo de m…… stiamo di passggio ma la colpa di chi è di battisti o di chi ci governa in italia finche ci stanno queste leggi sarà sempre peggio ormai il mondo e dei delinquenti e di quelli che li difendono

  • Gommaflex

    ….Estradizione per Battisti?

    Allora che si rchieda per TUTTI i terroristi, anche quelli di stampo fascista come Delfo Zorzi terrorista nero responsabile di stragi fasciste , che e’ oggi diventato un ricco uomo d’affari residente in Giappone!

    PERCHE’ DUE PESI E DUE MISURE?

MandarinoAdv Post.