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Gaeta, addio a Pasquale Corbo: il sindaco della ricostruzione

E’ morto Pasquale Corbo, sindaco di Gaeta dal 1949 al 1964. Fu il sindaco della ricostruzione di Gaeta dopo la Seconda Guerra Mondiale.

“Tolse Gaeta dall’isolamento in cui era caduta a partire dal 1861 – ricorda il Sindaco Raimondi – Tanto per citare alcune opere ricordiamo: la Flacca, via Fontania e il Lungomare di Serapo, il Lungomare Caboto, le strade di campagna e la viabilità interna, la costruzione di tante case popolari e la costruzione dei principali edifici pubblici a partire dal Palazzo Comunale e molte scuole. Al posto di un’economia prevalentemente agricola e molto povera (oltre 1400 contadini con appena 900 ettari coltivabili) dette vita ad un’economia avanzata degna dell’Italia postbellica. Infatti, a lui si deve la creazione di moltissimi posti di lavoro grazie all’industrializzazione, da un lato, e al turismo, dall’altro, con la nascita di alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, eccetera. Anche quando non era più sindaco, gli fu affidato il compito di seguire la costruzione dell’ospedale di Gaeta che si inaugurò nel 1980 e di cui oggi si parla di chiusura pur essendo la struttura ospedaliera più moderna ed adeguata di tutto il centro sud della provincia.”.

“Alcune sue scelte non furono condivise allora dai suoi oppositori politici e ancora oggi qualcuno ancora lo critica, ma tutti ammisero e ammettono la buona fede delle scelte e soprattutto la capacità di decidere assumendosi in prima persona le responsabilità – aggiunge il sindaco – Non vi fu una sola scelta presa, e questo è molto importante, senza uno studio meticoloso e preciso fatto precedentemente. Basti vedere la zona di Serapo da lui urbanizzata: estremamente funzionale e caratteristica rispetto a ciò che avvenne successivamente con i palazzinari della seconda metà degli anni Sessanta e Settanta”.

“In occasione del centenario del’Unità d’Italia, nel 1961, tenne un grandissimo discorso davanti all’allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani e molti altri ministri nel quale ribadì l’appartenenza di Gaeta all’Italia unita e repubblicana sottolineando l’alto tributo di sangue che la città pagò.

Disse in quell’occasione: «Purtroppo, Signor Presidente, la realtà è stata molto diversa dalle speranze che nacquero in ogni gaetano all’indomani dell’annessione all’Italia. Tutto l’immenso complesso immobiliare costituente l’antica piazzaforte veniva infatti mantenuto interamente perché, come sostenne il generale Fanti in una sua relazione del 18 febbraio 1861 “se cadesse in mano ad altri ci darebbe immenso fastidio”. D’allora Gaeta ha vissuto periodi tristissimi di abbandono e di miseria; la Città è stata umiliata in tutti i modi, e dal ruolo di fortezza chiave passò a quello di sede di carcere militare, sicché il suo nome, che era stato unito a sentimenti di gloriosa ammirazione, incominciò a diventare sinonimo di penoso luogo di espiazione. La gloriosa fortezza diventò sinistra parola di minaccia. La città, che per oltre tre quarti non apparteneva più ai gaetani a cui era stata espropriata nei secoli ai fini di erigere le necessarie opere fortificatorie, continuò a restare demaniale. Gaeta fu costretta alla vita più grama e ad una emigrazione massiccia, partirono in quegli anni migliaia di nostri concittadini» – continua Raimondi – Ma il professor Corbo non fu soltanto il grande Sindaco di Gaeta insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Commendatore nel 1962 e dell’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica nel 1964, ma fu anche uomo che partecipò coraggiosamente alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo aderendo come volontario ufficiale all’ELI (Esercito di Liberazione Italiano) affiancando le truppe alleate e assieme a loro entrò, egli per primo, a liberare tante città del centro nord della Penisola tanto che nel 2004 fu insignito della Medaglia d’Oro dal Comune di Jesi in occasione del 60esimo della liberazione di quella città”.

“Il professor Corbo fu anche uno straordinario insegnante e preside: intere generazioni di gaetani hanno imparato non solo l’inglese ma soprattutto il comportamento civile e morale. Uomo di grande cultura, è stato autore dei libri più importanti scritti sulla città di Gaeta che amava profondamente. Infatti attraverso la continua ricerca storica e lo studio approfondito, anche in età avanzata, ha fatto luce su molte epoche e avvenimenti della nostra città – prosegue Raimondi – Fu una persona rispettata e stimata dai politici nazionali e non solo. Un uomo, il professor Corbo, che era diventato una leggenda ancora in vita”.

“Per quanto detto, ma soprattutto per le mille altre cose ed opere che si potrebbero dire di lui – conclude Raimondi – indìco per il 27 dicembre 2010 una giornata di lutto cittadino dovendosi tenere le esequie alle 15 presso il Santuario della Santissima Annunziata”

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