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Naufragio a Gaeta, trovati due corpi: resta un disperso

Continua la ricerca del terzo disperso nel naufragio di Gaeta. Si tratta del quarantunenne Fulvio Castaldo, non ancora ritrovato come erroneamente riferito da un’agenzia di stampa. É di 2 morti e un disperso dunque il tragico bilancio dopo il naufragio dello yacht sportivo Gianetti 48 partito da Castellammare di Stabia e inabissatosi nelle acque del Golfo di Gaeta.

L’ultimo contatto con l’imbarcazione da diporto è avvenuto ieri alle 9:36, dopo, nulla più. La barca di 15 metri si è inabissata ieri mattina a largo di Gaeta, a 6 miglia a sud di punta Stendardo.

A bordo c’erano Fulvio Castaldi, 40 anni, skipper; suo zio Leone Mancuso, di 77 anni; e Consiglia Iodice, 73 anni, il cui corpo è stato ritrovato privo di vita per primo dopo 7 ore di ricerche.

L’imbarcazione era partita da Castellammare di Stabia alle prime luci dell’alba, intorno alle 6:30 secondo quanto raccontato da un testimone, ed era diretta al cantiere Gianetti di Marina di Pisa, in Toscana. La partenza è avvenuta da Porto Salvo, molo galleggiante nella zona dell’Acqua della Madonna. Dopo appena tre ore di navigazione, intorno alle 9:30, però, al 1530 è arrivata la richiesta di soccorsi: «Stiamo imbarcando acqua».

Da Gaeta è immediatamente la macchina dei soccorsi, coordinata dalla locale Capitaneria di Porto:  motovedette della Guardia costiera, dei vigili del fuoco e della Guardia di Finanza, e due elicotteri si sono messi alla ricerca dei dispersi. Dopo circa 7 ore, ormai a 13 miglia di distanza dalla costa, è avvenuto il ritrovamento del corpo privo di vista di Consiglia Iodice: la donna recuperata dai soccorritori in elicottero è stata portata nel campo sportivo di Formia, dove ad attenderla c’erano i suoi familiari. Ancora inspiegabili le cause dell’incidente in mare.

Dal comando generale delle Capitanerie di porto, infatti, hanno sapere che le condizioni del mare non erano buone, ma che comunque avrebbero permesso la navigazione. Probabilmente, secondo una prima ricostruzione effettuata dagli esperti della guardia costiera, l‘imbarcazione potrebbe aver incontrato lungo il tragitto un ostacolo contro il quale sarebbe andata a sbattere. A causa della presunta collisione, poi, il natante avrebbe cominciato ad imbarcare acqua e sarebbe affondato. A quanto pare, poi, Fulvio Castaldi sarebbe un esperto skipper, che da oltre dieci anni era in possesso della patente per guidare questo tipo di imbarcazioni. Durante le ricerche, quando ormai era calato il sole, pochi minuti prima che venissero sospese le ricerche, dall’unico elicottero rimasto a sorvolare il mare è stata avvistata una macchia bianca, inizialmente scambiata per la scialuppa di salvataggio. Le operazioni, allora, si sono protratte per alcune ore, con l’ausilio di potenti riflettori, ma i soccorritori hanno poi scoperto che quella macchia bianca era semplicemente una coppia di cassette di polistirolo. In serata, poi, le ricerche sono state sospese in attesa dell’alba: all’appello mancano ancora i due dispersi. Visto il ritrovamento del cadavere della donna, le speranze dei soccorritori di ritrovare ancora in vita i due uomini sono basse, soprattutto perché il mare in serata si è alzato (forza 6).

«È una barca che può navigare anche in condizioni di mare agitato, non capisco cosa possa essere accaduto». A parlare è Fabrizio Gianetti, proprietario dell’omonimo cantiere di Viareggio, dove si stavano recando i tre naufraghi: lo scafo, infatti, era diretto al cantiere toscano per il rimessaggio invernale, forse in primavera sarebbe stato rivenduto. «È uno scafo nuovo – afferma Gianetti – acquistato dal proprietario circa un anno fa. Non riesco a capire cosa possa essere successo». Su questo stanno ancora indagando gli inquirenti che pensano sempre più ad un incidente in mare, dove il natante avrebbe potuto colpire qualche grosso oggetto galleggiante. Il Gianetti 48 è un’imbarcazione sportiva, evoluzione del modello 45, che cura maggiormente gli allestimenti interni. Il 48, lungo 15 metri, ha tre cabine con cucina e la dinette interna. Le linee di carena dello scafo permettono di ottenere buone velocità di crociera e danno una certa stabilità all’imbarcazione, che può tranquillamente navigare in alto mare anche in condizioni di mare grosso. Infatti, sia secondo la famiglia Gianetti che per gli esperti della Capitaneria di Porto, le condizioni del mare consentivano tranquillamente la navigazione a quel tipo di natante. Solo in serata, il mare ha raggiunto “forza 6”, mentre in mattinata la situazione meteo era più favorevole alla navigazione.

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